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9 marzo 2017 | 0 comments

Un’alternativa al perdono: Magari te lo sei meritato!

Questo articolo è per te se sei una di quelle persone che nonostante sia passato tanto tempo non riescono a digerire un torto subito. Magari hai perdonato a parole e hai messo anche un grande impegno a perdonare col cuore, ma ogni tanto senti che qualche residuo tossico ancora è rimasto dentro di te, la sensazione che tu sia ancora in credito e il colpevole di quel torto sia in debito, che la cosa sia ancora irrisolta, perché è impossibile prendere un evento ingiusto e classificarlo come giusto, o raccontarci e credere che non ha quella grande importanza, quando invece quella grande importanza ce l’ha, solo perché abbiamo deciso che ci conviene cambiare punto di vista, senza sapere in che modo cambiare punto di vista.

Magari hai provato Ho’oponopono, e non ha funzionato a sufficienza.

Magari hai fatto una o più costellazioni familiari / sistemiche , grazie a cui hai capito che la persona che credevi di dover perdonare in realtà è una persona che in generale devi smettere di giudicare se non vuoi continuare a farti del male… ma la tentazione rimane, e ogni tanto ci ricaschi…

Ma ecco che arrivo io, con una soluzione un po’ più brusca. Che consiste nel pensare:

“Ok, quel torto me lo sono meritato, come punizione per quando […]”

Continua la frase facendo riferimento a un evento in cui il tuo comportamento è stato gravemente scorretto, oppure a tanti eventi in cui il tuo comportamento è stato leggermente scorretto, che puoi considerare sommati insieme.

Beh, prima che tu avessi subito quel torto ci saranno stati degli episodi in cui in torto c’eri tu, o no? Se riesci a trovarne di adatti a considerare compensate le spese karmiche, fai così: ogni volta che ti verrà in mente il tuo credito, fatti venire in mente anche il tuo debito e ricordati che poggio e buca hanno fatto pari, come già stabilito.

Se invece la tua risposta è “No, mi sono sempre comportato bene”, allora potresti sempre pensare che il torto che hai subito è il risultato di come ti sei comportato in una delle tue vite precedenti, di cui non ricordi nulla, quindi muto.

Insomma, ti suggerisco un atto di umiltà… non verso la persona responsabile di quell’ingiustizia, chiaro (quella andrà incontro pure alla sua rieducazione, non preoccuparti). Intendo un atto di umiltà verso il tuo destino, con cui potresti smettere di polemizzare, dato che sicuramente hai torto.

HAI TORTO.

E quando te ne accorgi, torna la serenità.

Può darsi che il consiglio veloce che ti ho dato in questo articolo ti serva a ripulire dalla tua mente i vari conti in sospeso che in maniera silente stressano una grande quantità di persone. Se invece non riesci da solo e ritieni di aver bisogno di una sessione di coaching, visita questa pagina.

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