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28 Luglio 2019 | 0 comments

Bello se una vita diventa un film. E viceversa?

Amélie al cinemaSenza dubbio è bello che un’interessante vita di una persona reale venga raccontata in un film, a patto che sceneggiatore, regista e attori facciano un buon lavoro… e, secondo me, anche a patto che non vengano cambiati i fatti accaduti (no, non sono d’accordo sull’opportunità di raccontare le cose in modo diverso da come sono andate per rendere la storia più coinvolgente; se vuoi farlo devi dichiarare che il film è ispirato a una storia vera, e non dire che racconta una storia vera).

Cosa dire, invece, del fenomeno opposto, cioè quando un film, frutto della fantasia dell’autore, ha delle conseguenze nella vita dello spettatore?

L’anno scorso la rivista online The Vision ha pubblicato l’articolo “Perché Amelie è stata la rovina di una generazione di ragazze“.

L’autrice dell’articolo sostiene che nel film “Il favoloso mondo di Amélie” la protagonista, persona con evidenti disturbi psichici, suscitando la simpatia del pubblico abbia innescato una emulazione, spingendo tante ragazze a vivere il proprio mondo interiore come lei, favorendo quindi una loro tendenza a maturare problemi simili…

Una questione del genere è stata posta per la serie televisiva “Gomorra“, che ha ricevuto numerose critiche per il fatto che i suoi personaggi, tutti negativi, sono diventati degli esempi per tanti ragazzi cresciuti in ambienti degradati.

Se un film ha come protagonista un personaggio negativo o problematico, significa che lo sceneggiatore ha creato quel film per raccontare una storia e per farci riflettere su quei problemi, e non per farci diventare come quel personaggio. Ma secondo alcuni, pur involontariamente, questo danno viene fatto.

Hanno ragione? Spettatrici e spettatori possono essere influenzati in modo così importante da cambiare la propria vita e maturare problemi che altrimenti non avrebbero, o comunque ostacolare il miglioramento di problemi che altrimenti sarebbero più facilmente risolvibili?

Dipende dallo spettatore. Dipende dal background culturale ed emozionale che aveva prima di guardare quella roba… background per migliorare il quale ti rimando a tutti gli articoli di questo sito, a tutti i video del canale YT Psicoperformance, e a qualsiasi buona fonte ispirazione per l’evoluzione personale. E anche a Umanitamtam, sito sull’evoluzione sociale.

C’è poi un altro aspetto: l’atteggiamento con cui ci si pone di fronte al film. La risposta alla domanda fatta sopra è probabilmente sì, a causa di un film possono slatentizzarsi dei problemi o può essere rallentato il loro miglioramento se chi sta davanti allo schermo non è abituato ad alzare le difese che gli consentono di porsi come spettatore e non come spugna super-permeabile da qualsiasi proposta immaginativa.

Tutti gli esseri umani, compresi quelli di grande successo, hanno momenti delle propria vita in cui si sentono insoddisfatti. Se in quei momenti ci viene messa davanti agli occhi una storia dotata di una sua coerenza (come di solito è la trama di un film), rischiamo più o meno consciamente di essere persuasi che il mondo rappresentato in quella storia sia verosimile. Se qualcosina di quella verosimile storia ci ricorda la nostra (concretamente o metaforicamente), rischiamo proprio di farci prendere la mano e con l’immaginazione esplorare una nostra ipotetica vita simile a quella che il film ci sta raccontando. Un’immaginazione che prende il via facilmente, perché è così che reagisce la nostra testa quando seguiamo una storia (e proprio di questa caratteristica della nostra mente approfittano i pubblicitari quando usano lo “story telling”).

Certo, rischiare di cadere in quella trappola non significa caderci.

Quindi la domanda successiva è: come eliminare definitivamente il rischio che la nostra vita sia negativamente influenzata da un film (o da una serie, o da un romanzo)?

Una prima risposta potrebbe essere mantenere lo spirito critico. Ma uno spettatore (o un lettore) solitamente vuole immergersi totalmente nella storia a cui sta assistendo, cos ache si può fare solo se lo spirito critico viene annullato.

Allora un consiglio che rappresenta una buona via di mezzo fra godersi i film e al tempo stesso non permettere ai loro eventuali protagonisti negativi di peggiorare la nostra vita è

Mantieni lo spirito critico subito prima della visione del film e subito dopo.

Cioè prendi un film per quello che è: una storia che durante la visione va goduta e “vissuta”, e a cui successivamente va dedicata una riflessione: a film concluso analizza il suo significato, cioè chiediti:

Quale messaggio lo sceneggiatore ha voluto darmi con quell’opera?

Sarebbe davvero un bene se la mia vita e il mondo fossero proprio come in quella storia?

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