Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

2 Giugno 2011 | 0 comments

Cambiare il mondo – 1^ parte

[la seconda parte si trova qui e la terza qui]

Quanto è importante vivere tenendo conto del sistema in cui viviamo?
Secondo me, molto.
…Anche e soprattutto quando con “sistema in cui viviamo” s’intende il nostro intero pianeta, con cui il nostro sistema di valori, i nostri canali di conoscenza e i nostri criteri di azione devono rimanere in contatto se non vogliamo trascurare un ingrediente importante per la qualità della nostra vita, contrariamente a quanto sosengono detti popolari del tipo “Fatti i cazzi tuoi e campi cent’anni di più” o “Ognun per sé, Dio per tutti”.

Di solito per sviluppo personale, o miglioramento personale, o evoluzione personale, s’intende tutto ciò che riguarda:

  • saper decidere, pianificare e perseguire i propri obiettivi, e saper correggere il tiro quando la strada per il loro raggiungimento presenta degli intoppi per nostri errori o altre cause
  • avere un buon dialogo interno
  • avere un buon rapporto con gli altri, saper comunicare in maniera di metterli a loro agio e, quando necessario, saperli persuadere affinché facciano o non facciano qualcosa
  • prendersi cura della propria salute
  • avere un buon rapporto col mondo
  • comportarsi in maniera ecologica
  • dare una certa percentuale dei propri guadagni in beneficenza

Quanto agli ultimi di questi tre punti, “avere un buon rapporto col mondo” è inteso come vivere con la cosiddetta “mentalità di abbondanza”, cioè pensare che l’ambiente in cui viviamo sia pieno di opportunità e sia tutto sommato un bel posto; “comportarsi in maniera ecologica” è intesa come “perseguire il proprio bene senza far del male agli altri e all’ambiente in cui si vive”; fare beneficienza è inteso come nell’accezione comune, cioè un gesto di amicizia e/o pietà nei confronti di chi ha bisogno.

Meno frequente è invece includere nello sviluppo personale il rapporto col gli altri, il rapporto col mondo e l’impegno sociale intesi come contributo al miglioramento del mondo dal punto di vista strutturale. Cioè da un punto di vista del cambiamento del suo funzionamento, un cambiamento duraturo, ad esempio l’eliminazione di una legge ingiusta, o la cessazione di una condotta amichevole da parte del proprio governo nei confronti di altri governi fortemente irrispettosi dei diritti fondamentali dell’uomo. Per questo ne voglio parlare.

Pensa al rapporto con un amico, un parente o una qualunque persona che per qualche motivo tu consideri vicina a te… pensa a quanto vicini potreste considerarvi quando il vostro rapporto consistesse semplicemente nell’atteggiarsi con l’altro come se stesse sempre bene anche quando non è così, evitare di farsi del male e darsi un aiuto ogni tanto. Non credo lo si potrebbe classificare come un rapporto di grande amore o amicizia: ricorderebbe di più un rapporto di buon vicinato.
Analogamente, autoconvincersi che il mondo va benone, fare quello che ci pare a patto di non arrecare danno e (ciliegina sulla torta) fare un po’ di bene regalando un po’ di soldi non credo possa fare del mondo un luogo che amiamo e con cui possiamo dirci in armonia.

Non si ottiene così l’armonia col mondo, un ingrediente poco preso in considerazione e, quando preso in considerazione, molto frainteso, ma non per questo meno importante per la nostra armonia interiore e il nostro vivere in pace.

Vivere in armonia col mondo non può prescindere dall’intervenire in qualche misura della direzione del suo miglioramento.

Mi riferisco all’aiutare una persona a pensare in modo più produttivo, sperando che a sua volta trasferisca questa mentalità ad altre persone ancora, ad insegnare una qualunque cosa utile, sperando che trovi più ampia diffusione possibile…

…E mi riferisco anche alle iniziative sociali per il rispetto dei diritti umani, per il rispetto dei diritti degli animali e per il rispetto dell’ambiente.

Non permettere a nessuno di venderti para-occhi che ti isolino dal mondo, anche parzialmente.

“Anestetizzarsi a un mondo che non si può cambiare” è il suggerimento di chi il mondo non ha voglia di cambiarlo.

…E crede di poter vivere sereno in un mondo che lo ospita e verso il quale porta un più o meno velato rancore.

La verità è che mutilare la propria sensibilità e i canali di ricezione di informazioni crea persone non evolute e destinate a sentirsi degli ospiti in una grande casa che è la loro.

In mezzo agli innumerevoli giusti motivi per occuparsi di questo mondo, tanti quante sono le giuste cause, ce n’è uno in particolare, che ti riguarda intimamente. E cioè il fatto che per avere un buon rapporto con qualcuno occorre avere con questo qualcuno un buon dialogo. E vale anche quando questo qualcuno è il sistema in cui siamo immersi, ovvero il nostro pianeta con l’insieme di persone che lo contiene.

Per questo impegnarsi in quelle che riteniamo giuste battaglie civili è un tema che riguarda lo sviluppo personale: il modo in cui dialoghiamo con le nostre istituzioni è uno dei riflessi della nostra coerenza, di come le nostre azioni fluiscono direttamente dai nostri valori.

So che occuparsi di giuste cause significa per lo più avere a che fare con attività il cui successo è incerto e non immediato… Questo costituisce un ostacolo psicologico… Ma non se imposti il tuo punto di vista e atteggiamento nel modo giusto, prendendo spunto da chi per sua natura non ha mai avuto questo problema oppure lo ha avuto ed ha avuto modo di neutralizzarlo. Te ne parlerò nel prossimo articolo. Per adesso il mio consiglio è:

Non raccontarti fesserie. Abbi sempre presente che mondo in cui vivi è importante. I tuoi sentimenti verso di lui, anche.

Mantieni aperta la tua sensibilità verso il tuo mondo, indipendentemente dalle sue condizioni di salute. Perché a livello profondo sai benissimo che lui è parte di te come tu sei parte di lui.

[Vai alla seconda parte]

Lascia un commento Facebook:...

Post a Reply

www.psicoperformance.com - Copyright 2012 - Tutti i diritti riservati