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8 Giugno 2012 | 0 comments

Cambiare il mondo – 3^ parte

[La prima parte si trova qui, e la seconda parte qui]

Nella canzone “We are” di Ana Johnsson c’è questa frase: “You say we’re not responsable, but we are… we are”.
“We are” è parte della colonna sonora del film Spiderman II. Lo zio del protagonista del film Peter Parker, prima di morire gli aveva detto “Da un grande potere deriva una grande responsabilità” (questa frase, spesso erroneamente attribuita al fumettista Stan Lee, in realtà è stata resa celebre in passato da Voltaire).

A breve termine, è comodo e facile adottare atteggiamenti del tipo:

“Questo malcostume è di tutti, quindi tanto vale che lo adotti anch’io, altrimenti sarei un fesso”
“Non è colpa mia, perché la mia piccola azione influisce in minima parte”
“Non ho tempo o energie per occuparmi di questo problema”
“Dovrebbe essere lo Stato a intervenire”
“Se si dovesse evitare di fare tutte le cose sbagliate, non si dovrebbe fare mai nulla”

Ma se non mi occupo io prima di tutto dei valori in cui credo, perché dovrebbe farlo qualcun altro?
Una persona che non fa nulla per cambiare una situazione di cui si lamenta, o che addirittura rema anche di poco nella stessa direzione non può lamentarsi per il fatto che la sua vita e il suo mondo non sono come vorrebbe, a meno che non voglia lamentarsi di sé stessa, visto che la responsabilità è prima di tutto da considerarsi sua.

“Ma ha cominciato lui…”
“Ma hanno cominciato loro…”
“Ma non sarò io a cambiare il mondo…”
“Homo homini lupus… Mors tua vita mea”

Ecco un altro po’ di scuse per comportarsi in maniera ingiusta e scaricare la responsabilità su qualcun altro.

“Homo homini lupus” è un motto plausibile solo quando si tratta di combattere contro persone ben precise, che per  il loro comportamento scorretto meritano di essere combattute.

“Mors tua, vita mea” è plausibile solo quando c’è un inevitabile conflitto fra due parti e la posta in gioco è per entrambe la stessa o almeno analoga e quando si è sicuri di poter affrontare il conflitto con un pari livello di lealtà.

In tutti gli altri casi quelle su esemplificate sono scuse di chi semplicemente vuole una vita più comoda, e in fondo è non dispiaciuto, ma contento che gli altri si comportino in maniera non etica, perché questo gli permette di fare lo stesso sentendosi giustificati.

Se hai un grande desiderio di vivere in linea coi tuoi valori, come puoi prevenire o eliminare la frustrazione alimentata da chi, disinteressato a risolvere un problema, preferisce peggiorarlo?

Pensa in questo modo:

L’impegno che ti è richiesto nel cambiare il mondo e la tua vita è proporzionata al tuo potere. Puoi molto? Fai molto. Hai i poteri di un supereroe? Fai il supereroe.
Oppure può darsi che tu possa e quindi debba fare poco… Se anche quel poco lo fai davvero, la porta per la serenità autentica sarà spalancata. E in un certo senso il tuo merito sarà addirittura maggiore di quello di un supereroe, perché non solo come lui ti sarai impegnato al 100% secondo le tue possibilità, ma in più l’avrai fatto senza aspettarti l’applauso degli altri, senza bisogno di nessun corrispettivo immediato ed evidente che non sia la soddisfazione di vivere nel modo che per te è giusto.

Una volta che sarai abituato a pensare così, sarà difficile per le persone negative contagiarti col loro pessimismo. E’ facile che più o meno consciamente desiderino che tu non riesca a vivere in completa coerenza, perché se questo accadesse sarebbero costretti a riorganizzare ciò che dicono e pensano. Certo non darti ragione, ma cercare altre scuse per spiegarti che tu hai avuto fortuna o che il tuo caso è diversissimo dal loro.

Guardati da chi rappresenta il più insidioso pericolo di questo mondo: chi nega la responsabilità del singolo nell’ottenere un cambiamento.

You say we’re not responsable, but we are, We are.

In ogni cosa importante che fai, senti prima di tutto il grande piacere di essere precisamente puro. Precisamente, senza accomodamenti, te stesso. Tutto il resto viene dopo, genuinamente e con maggior valore.

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