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28 ottobre 2013 | 0 comments

Caro divulgatore un po’ affrettato…

Recentemente ho conosciuto l’ideatore di un metodo olistico, ispirato a varie discipline, che meritatamente a mio avviso si sta facendo strada in Italia. Visionato il suo lavoro, gli ho scritto un’email. Gli ho fatto i complimenti per il suo impegno e l’utilità di ciò che diffonde. Ma gli ho anche sconsigliato di includere nella teoria spiegazioni filosofiche facendole passare per scientifiche o peggio dire gravi inesattezze, perché ciò rischiava di compromettere la sua reputazione. Mi ha fatto piacere che nella sua risposta si è detto d’accordo con me e impegnato, con l’aiuto di persone esperte, nella revisione di varie materie toccate di tanto in tanto nel corso delle sue lezioni.

Ricorda:

se nutri interesse per un argomento tanto dal volerlo divulgare, prima conoscilo bene.

Purtroppo spesso alla gente poco preparata manca il senso critico. Beve cazzate. Glu glu. E le va a riraccontare, senza così rendersi conto che prima o poi questo significa screditare sé e il proprio insegnante.

Nello scrivere questo articolo, come ho già fatto altre volte, riciclo il tempo trascorso a comunicare via email, e cioè “aggiusto” il testo del messaggio di cui accennavo all’inizio per renderlo più generico e adatto al blog. Se vuoi dare una amichevole tirata d’orecchi a un divulgatore di una disciplina riguardante salute/benessere che è bravo da un punto di vista pratico, ma che senza rendersene conto sta mettendo a rischio il buon nome del proprio lavoro per via della sua superficialità nella parte teorica, mandagli un messaggio simile a quello che vedi sotto la linea tratteggiata, o fagli visitare direttamente questo articolo 🙂

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Caro [divulgatore di quella disciplina],

può darsi che troverai un po’ impertinenti le parole che leggerai di seguito, ma sappi che il mio intento è esclusivamente costruttivo.
Apprezzo la tua ricerca e il tuo lavoro e non discuto sul buon funzionamento delle tecniche che insegni. Purtroppo nel leggere/ascoltare le spiegazioni teoriche che starebbero alla base di tali tecniche ho notato alcuni concetti spiegati così male da rappresentare gravi inesattezze dal punto di vista della fisica/chimica/fisiologia/politica/storia/economia…, e che purtroppo rischiano di portare alcune persone con una buona formazione scientifica (potenzialmente interessatissime) a cestinare il tuo lavoro entro i primi 5 minuti di ascolto/lettura.

L’espandersi della tua popolarità, specialmente su Internet, potrebbe essere un’arma a doppio taglio: potresti riscuotere successo presso un crescente numero di persone di cultura medio-bassa che ti apprezzerà, ma parallelamente è facile che prima o poi il tuo lavoro passi sotto il naso di qualche “debunker” che, già scettico in partenza, figuriamoci se non ci mette 2 secondi a prendere due o tre inesattezze che hai detto per farti passare da cazzaro. Il web è fatto di articoli e di commenti che, una volta scritti, difficilmente vengono cancellati (a meno che non si tratti di reato di diffamazione).

Allo stato attuale, se dovessi parlare di te a qualcuno, cosa dovrei dire? “È un bravo insegnante/operatore, ti consiglio le sue lezioni/sessioni… Mi raccomando, non farci caso se qualche volta dice qualche sciocchezza parlando di […], che non sa neanche cos’è”. E quando dovessi parlare di te in pubblico, o in una mailing list, o in un articolo? Mi piacerebbe parlare bene di te e del tuo metodo, ma al momento non posso farlo senza rischiare che qualcuno possa dire “Ah, quello che dice che la velocità degli elettroni intorno al nucleo determina la temperatura? Basta un ragazzo che ha fatto la seconda liceo per capire che è uno spara-balle. Se hai imparato da lui, pensa in che mani ti sei messo!”. Insomma, se dovessi praticare il tuo metodo, sarei costretto a praticarlo senza farne il nome. Brutta cosa non darti il credito che meriti. Brutta cosa, ma necessaria, se è l’unico modo per tutelare sia te che me.

Per questo motivo, se vuoi dare spiegazioni approfondite, studiale col giusto livello di approfondimento.

DEVI SAPERE DI COSA STAI PARLANDO, DIAMINE.

Ad esempio,

– se vuoi parlare non aneddoticamente, ma in generale, della causa di una patologia e di come la si possa guarire, per carità, usa tanta tanta cautela;

– se vuoi avere una certa sicurezza di non dire sfondoni sulla fisiologia umana, chiedi di revisionare i tuoi contenuti a una persona che ha studiato approfonditamente la fisiologia umana;

– se vuoi avere una certa sicurezza di non dire falsità su ciò che fa bene o male alla salute e non hai esperienza diretta in merito, fai una ricerca EPIDEMIOLOGICA (in questo caso il parere di medici o altri “esperti” non basta) e in questa ricerca fatti guidare da una persona che sa interpretare correttamente i dati statistici;

– se non vuoi dire sfondoni sull’elettromagnetismo, sulla fisica quantistica, sul significato della parola “frequenza”, chiedi aiuto a una persona che conosce bene la fisica;

– se non vuoi dire sfondoni sulla medicina energetica, accertati di avere chiaro cosa si intende per “energia” nei vari ambiti senza fare confusione fra di essi;

– se hai visto sul web un autore che afferma una teoria nuova o ha fatto esperimenti dai risultati strabilianti, prima di portare la sua parola a testimonianza della bontà di ciò che insegni, verifica se ci sono persone che dissentono e, se il dibattito non è alla tua portata per la sua specificità, di nuovo rivolgiti a un esperto affinché ti dia delle spiegazioni personalmente;

Come alternativa allo studio approfondito o alla richiesta di una revisione da parte di esperti, c’è una strada comunquqe dignitosa, adatta ai più pigri: ridurre a zero la teoria e insegnare solamente la pratica, con un atteggiamento del tipo “Ho verificato e vi faccio verificare che questa tecnica è efficace, ma non chiedetemi il suo meccanismo, perché non lo conosco bene neanche io… Da quello che ho capito consiste in […] ma non posso esserne sicuro… si dovrebbe chiedere a un fisico/fisiologo/etc”.

Spero di esserti stato utile.

Ciao!

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Con riferimento all’ultimo esempio fra quelli elencati, quello riguardante teorie nuove ed esperimenti, prendiamo un caso abbastanza conosciuto, quello dello scrittore Gregg Braden. Quello che spiega Gregg magari un qualche senso ce l’ha, ma io non me la sentirei di prendere tutto per oro colato, specialmente dopo aver visitato le pagine degli articoli “La risonanza della Terra sta cambiando? Ma quante bufale, Mr Braden!“, “Le falsità attorno alla risonanza di Shumann” e “7.8 Hz Capito?!” Sto dicendo che Braden ha torto? No, perché non sono così esperto di questi argomenti da poterlo stabilire (e se tu lo sei ti invito a dire la tua commentando questo articolo). Sto dicendo che se citassi Braden almeno puntualizzerei che le sue spiegazioni sono controverse.

Discorso del tutto analogo riguardo ai cerchi che Hamer notò osservando le TAC del cervello. Sono artefatti dello strumento, come sostenuto da chi nega la validità dei suoi studi? Oppure, come dice Hamer, il fatto che si evolvono nel tempo suggerisce che non si tratta di artefatti, ma di segni che spiegano qualcosa sulla patologia del paziente? Non lo so (anche su questo, se ritieni di avere voce in capitolo, intervieni pure nell’area commenti). Io, da non esperto, posso solo citare entrambe le versioni. Solo così sono sicuro di non essere uno spara-balle.

E siccome, per quanto ottimista io possa essere, può darsi che non tutti i divulgatori sprecisi del pianeta leggerano questo articolo o incontreranno equivalenti ammonimenti :-), concludo con un consiglio-corollario per chi sta imparando una disciplina nuova:

seleziona attentamente quello che apprendi e ricorda che se una persona ti sta dando un insegnamento utile questo non significa che tutto ciò che dice sia corretto.

Miei articoli sullo stesso tema pubblicati sul mio blog OPIDOS:

Scienza, non scienza e scemenza

e

Ops. Non sai di cosa stai parlando. Riaddormentati.

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