Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

1 febbraio 2017 | 0 comments

La sopravvalutata forza di volontà per rinunciare a qualcosa

forza di volontà es per smettre di fumareQual è il modo migliore per evitare di compiere un’azione da cui si è dipendenti (o ci si crede tali)? Come nell’articolo “La sopravvalutata forza di volontà per svolgere un compito“, ti invito a non dare troppa importanza alla forza di volontà, che presuppone un faticoso e spiacevole braccio di ferro che non è detto che tu vinca e che soprattutto rappresenta uno spiacevole conflitto interiore.

Un classico esempio di comportamento a cui tante persone vorrebbero rinunciare e che faticano ad abbandonare è fumare.

Si crede di solito che la difficoltà stia nel resistere alla voglia di compiere quell’azione, o meglio quella serie di azioni (mettere in bocca la sigaretta, accenderla, aspirare, etc)…

Leggi tutto l'articolo...

16 febbraio 2016 | 0 comments

Vittoria formale e vittoria reale

Vincere è bello, in tutti i sensi. Ma ci sono alcune vittorie decisamente più importanti di altre e a cui è importante dare la precedenza per una migliore qualità di vita. Per quello che voglio esprimere in questo articolo ho suddiviso i tipi di vittoria in due categorie: vittoria formale e vittoria reale.

La vittoria formale è aver conseguito un risultato secondo dei canoni e delle regole; il tipo di vittoria che di solito viene celebrata con una formalità:

  • la medaglia che indossi sul podio, dopo una gara sportiva
  • la verbalizzazione del superamento di un esame universitario
  • il titolo di studio quando hai concluso un percorso scolastico o universitario

La vittoria reale è aver raggiunto un obiettivo che semplicemente tu sai essere importante, indipendentemente da un riconoscimento formale e indipendentemente dal fatto che altre persone ne abbiano notizia. Ad esempio:

Leggi tutto l'articolo...

30 ottobre 2014 | 0 comments

Più responsabilità, meno figli

A maggio 2012, su un palcoscenico di Doha (Qatar) era in programma il “TED Talk” di Hans Rosling, che fra l’altro parlò del legame fra religione e numero di figli per coppia e spiegò perché la popolazione mondiale aumenterà di altri 3 miliardi di persone (cliccando in basso a destra sul video puoi scegliere i sottotitoli anche in Italiano).

Due anni più tardi Rosling ha dato ulteriori spiegazioni sulla sovrapopolazione della Terra (anche qui sono disponibili i sottotitoli in italiano)…

Una delle decisioni da prendere per garantire alla popolazione mondiale un futuro migliore, o almeno l’inizio di un futuro migliore, è diminuire il numero di figli. Le decisioni che prendiamo dovrebbero essere sostenibili non solo per sé stessi e per la propria famiglia, ma per l’intera specie umana e per l’intero pianeta.

Del resto fare figli non è l’unico modo per lasciare un’eredità, una parte di noi che continua a vivere in questo mondo. È possibile lasciare un’eredità di noi stessi facendo qualcosa di utile o di bello, senza bisogno che questo venga scritto nei libri di storia. Anche se nessuno lo ricoderà, anche se non avrà avuto un grande impatto, quell’impatto ci sarà stato. E certamente fare poco bene è meglio che fare molto male.

Leggi tutto l'articolo...

13 ottobre 2013 | 0 comments

Qualcuno pagherà per questo… Oppure…

Non è che lo si senta dire spesso… è un po’ una frase “romanzata”, che ci si aspetta di trovare più che altro in un dialogo di un film tradotto o in un fumetto:

“Un giorno qualcuno pagherà per questo”.

Però rende bene l’idea di ciò che purtroppo viene in mente a una grande quantità di persone a cui è appena successo qualcosa di brutto a causa di un colpevole non bene identificato: l’evento provoca rabbia, che si traduce in voglia di punire qualcuno.

È normale cercare il responsabile di un danno per ottenere un risarcimento, e anche punirlo, se questo può insegnare qualcosa a lui ed essere d’esempio ad altri.

Ma il pensiero del tipo “qualcuno pagherà per questo” in molti casi viene anche a chi sa benissimo di non poter ottenere nessun risarcimento e nessuna punizione educativa correlata all’evento sgradevole accadutogli. È un semplice desiderio di vendetta. Non me la sento di escludere completamente che la vendetta in certi casi sia opportuna, se è l’unico modo di ottenere una sorta di “catarsi” utile a controbilanciare un disagio, e ammesso che non si tratti di una vendetta eccessivamente dannosa…

…Ma il mio consiglio è reagire al pensiero “qualcuno pagherà per questo” in un modo più produttivo, e cioè cambiarlo in

“un giorno qualcuno beneficerà di questo”.

Sottinteso: questo qualcuno sarò io, e auspicabilmente anche altri.

Leggi tutto l'articolo...

27 luglio 2013 | 0 comments

Terapia Verbale

Terapia Verbale - Marco MalatestaVersione aggiornata che sostituisce l’articolo del maggio 2011 sulla Terapia Verbale, metodo che ancora uso e di cui divulgo l’utilità, fermo restando che il mio approccio alla scienza nonché alle relazioni interpersonali sono molto diversi da quelli di Gabriella Mereu (vedi qui).

– Ho un problema al collo… Forse ho una protrusione cervicale o una contrattura muscolare…
– Forse. Ma adesso parla “terra-terra”: che fastidio hai?
– Mi fa male quando mi volto indietro.
– Da quanto tempo?
– Circa tre settimane.
– Tre settimane fa quale evento passato ti faceva male, se ti voltavi indietro a guardarlo?
– … [attimo di smarrimento] … [sorriso] …Ah, ho capito…
– Prova a voltare il collo adesso… Passato il dolore?
– Sì… [muove il collo ancora, fra lo stupore e l’incredulità] …Non ho più dolore!!

Questo è il tipico esempio di ciò che accade in una sessione di Terapia Verbale:

  • Il paziente si rende conto dell’origine psico-sociale del proprio fastidio fisico,
  • …ovvero capisce il messaggio che il suo corpo gli stava inviando,
  • …quindi il messaggio, avendo assolto il suo compito, non ha più bisogno di manifestarsi come sintomo.
  • …che con questo naturale processo di auto-guarigione, scompare.

Anche se non sempre l’applicazione della Terapia Verbale è semplice come nell’esempio riportato, e anche se il risultato non in tutti i casi è istantaneo, un approccio di questo tipo è quanto meno complementare a ogni terapia medica in cui non si sia preso in considerazione la persona nel suo insieme corpo-mente…

Leggi tutto l'articolo...

17 maggio 2013 | 0 comments

Non spegnere il cervello se non è davvero necessario – 2^ parte

Giorni fa un mio Facebook-friend ha postato questo simpatico quiz a risposta multipla…

Traduco la frase iniziale per i non anglofoni: “Se scegliete una risposta a caso a questa domanda, con quale probabilità sarà corretta?

Ecco come ho commentato io:

Siccome la risposta A e la D sono uguali, allora chi domanda non sta pretendendo che si scelga una sola risposta. Quindi le risposte possibili non sono quattro, ma molte di più. Ad esempio,possibili risposte sono:
– la A solamente
– la A e la B
– la A e la C
– la A e la D
– la A, la B e la C
– la A, la C e la D
– la B solamente
– etc…
Quindi la probabilità di dare una risposta giusta fra le tantissime possibili è ben minore del 25%, e di conseguenza la risposta al quesito è “Nessuna delle quattro”.

Un altro commento esordiva così:

Leggi tutto l'articolo...
www.psicoperformance.com - Copyright 2012 - Tutti i diritti riservati