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15 giugno 2018 | 0 comments

Il mestiere dei tuoi sogni nel mondo reale

Lavoro dei miei sogniSpesso pensando al mestiere che a prima vista può sembrare il più bello in assoluto si dimentica due aspetto importante: il beneficio che il mondo trae da quel lavoro, e quali sono le persone che compongono quel mondo. Quel mondo di clienti interessati a che tu faccia quel mestiere.

Qualche esempio:

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5 aprile 2018 | 0 comments

“Vissuti”, sito di esperienze difficili superate

Quando si è superata una brutta esperienza, raccontarla agli altri (si tratti di persone conosciute oppure al grande pubblico, anonimamente oppure mostrandosi, a seconda della propria indole) può rappresentare un momento di benessere e soddisfazione. Fa piacere anche la consapevolezza che il proprio racconto potrà incoraggiare un qualche lettore o ascoltatore che una disavventura simile sta ancora vivendo.

Vissuti” è un sito che raccoglie testimonianze di eventi drammatici che sono stati superati o accettati. Ad esempio fatti di lutto, malattie o menomazioni, problemi di identità sessuale, dipendenze, bullismo o altre vessazioni.

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1 febbraio 2017 | 0 comments

La sopravvalutata forza di volontà per rinunciare a qualcosa

forza di volontà es per smettre di fumareQual è il modo migliore per evitare di compiere un’azione da cui si è dipendenti (o ci si crede tali)? Come nell’articolo “La sopravvalutata forza di volontà per svolgere un compito“, ti invito a non dare troppa importanza alla forza di volontà, che presuppone un faticoso e spiacevole braccio di ferro che non è detto che tu vinca e che soprattutto rappresenta uno spiacevole conflitto interiore.

Un classico esempio di comportamento a cui tante persone vorrebbero rinunciare e che faticano ad abbandonare è fumare.

Si crede di solito che la difficoltà stia nel resistere alla voglia di compiere quell’azione, o meglio quella serie di azioni (mettere in bocca la sigaretta, accenderla, aspirare, etc)…

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16 febbraio 2016 | 0 comments

Vittoria formale e vittoria reale

Vincere è bello, in tutti i sensi. Ma ci sono alcune vittorie decisamente più importanti di altre e a cui è importante dare la precedenza per una migliore qualità di vita. Per quello che voglio esprimere in questo articolo ho suddiviso i tipi di vittoria in due categorie: vittoria formale e vittoria reale.

La vittoria formale è aver conseguito un risultato secondo dei canoni e delle regole; il tipo di vittoria che di solito viene celebrata con una formalità:

  • la medaglia che indossi sul podio, dopo una gara sportiva
  • la verbalizzazione del superamento di un esame universitario
  • il titolo di studio quando hai concluso un percorso scolastico o universitario

La vittoria reale è aver raggiunto un obiettivo che semplicemente tu sai essere importante, indipendentemente da un riconoscimento formale e indipendentemente dal fatto che altre persone ne abbiano notizia. Ad esempio:

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30 ottobre 2014 | 0 comments

Più responsabilità, meno figli

A maggio 2012, su un palcoscenico di Doha (Qatar) era in programma il “TED Talk” di Hans Rosling, che fra l’altro parlò del legame fra religione e numero di figli per coppia e spiegò perché la popolazione mondiale aumenterà di altri 3 miliardi di persone (cliccando in basso a destra sul video puoi scegliere i sottotitoli anche in Italiano).

Due anni più tardi Rosling ha dato ulteriori spiegazioni sulla sovrapopolazione della Terra (anche qui sono disponibili i sottotitoli in italiano)…

Una delle decisioni da prendere per garantire alla popolazione mondiale un futuro migliore, o almeno l’inizio di un futuro migliore, è diminuire il numero di figli. Le decisioni che prendiamo dovrebbero essere sostenibili non solo per sé stessi e per la propria famiglia, ma per l’intera specie umana e per l’intero pianeta.

Del resto fare figli non è l’unico modo per lasciare un’eredità, una parte di noi che continua a vivere in questo mondo. È possibile lasciare un’eredità di noi stessi facendo qualcosa di utile o di bello, senza bisogno che questo venga scritto nei libri di storia. Anche se nessuno lo ricoderà, anche se non avrà avuto un grande impatto, quell’impatto ci sarà stato. E certamente fare poco bene è meglio che fare molto male.

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13 ottobre 2013 | 0 comments

Qualcuno pagherà per questo… Oppure…

Non è che lo si senta dire spesso… è un po’ una frase “romanzata”, che ci si aspetta di trovare più che altro in un dialogo di un film tradotto o in un fumetto:

“Un giorno qualcuno pagherà per questo”.

Però rende bene l’idea di ciò che purtroppo viene in mente a una grande quantità di persone a cui è appena successo qualcosa di brutto a causa di un colpevole non bene identificato: l’evento provoca rabbia, che si traduce in voglia di punire qualcuno.

È normale cercare il responsabile di un danno per ottenere un risarcimento, e anche punirlo, se questo può insegnare qualcosa a lui ed essere d’esempio ad altri.

Ma il pensiero del tipo “qualcuno pagherà per questo” in molti casi viene anche a chi sa benissimo di non poter ottenere nessun risarcimento e nessuna punizione educativa correlata all’evento sgradevole accadutogli. È un semplice desiderio di vendetta. Non me la sento di escludere completamente che la vendetta in certi casi sia opportuna, se è l’unico modo di ottenere una sorta di “catarsi” utile a controbilanciare un disagio, e ammesso che non si tratti di una vendetta eccessivamente dannosa…

…Ma il mio consiglio è reagire al pensiero “qualcuno pagherà per questo” in un modo più produttivo, e cioè cambiarlo in

“un giorno qualcuno beneficerà di questo”.

Sottinteso: questo qualcuno sarò io, e auspicabilmente anche altri.

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