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27 ottobre 2017 | 0 comments

Se il bimbo non ha voglia, non insistere

bimbo svogliatoChe tu abbia figli oppure no, ti sarà probabilmente capitato di vedere un bambino che rifiutava di partecipare a un’attività proposta da un adulto, e di notare come quest’ultimo si sforzava di spiegare al bimbo che il suo rifiuto era assolutamente immotivato, perché quell’attività era così divertente o interessante. Oppure hai notato che l’adulto interpretava coi propri filtri mentali quel comportamento, valutando che il bambino, ad esempio,

  • vuole fare il prezioso
  • vuole richiamare l’attenzione
  • è triste o arrabbiato, chissà perché
  • …etc…

Può darsi che una o più di queste interpretazioni siano vere in questo tipo di episodi, ma non è su questo che voglio soffermarmi…

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13 aprile 2017 | 0 comments

Bugie dette ai bambini e dai bambini

Bambini e bugieChiunque abbia un ruolo educativo nei confronti dei bambini (genitori, insegnanti, educatori, etc) deve avere chiari alcuni aspetti riguardanti la reciproca fiducia da costruire e mantenere e l’interpretazione del comportamento del bambino. In particolare, in questo articolo tratterò il tema delle bugie, quelle cose che solitamente gli adulti credono di poter e dover dire ai bambini a fin di bene e che sempre gli adulti si raccomandano coi bambini di non dire, perché altrimenti sono cattivi, irrispettosi, chi credono di far fessi, etc.

BUGIE DETTE AI BAMBINI

“I bambini non possono capire” il più delle volte è una scusa per nascondere il vero problema, che nasce dall’adulto, che in verità pensa:

“Io non ho voglia di spiegare le cose ai bambini, di rispondere alle loro domande e di dir loro tutta la verità”. Esempio…

Conversazione fra me e una bimba:

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20 settembre 2014 | 0 comments

Rapporto genitori – figli: rompere la “catena dello stress”

Un tipico scenario problematico di rapporto genitore-figlio è quello in cui si ritrova questa serie di accadimenti:

il genitore (tipicamente il padre)…

  1. Teme che possa succedere qualcosa di brutto a suo figlio
  2. Tenta di persuadere il figlio su cosa fare e cosa non fare
  3. Afferma (più o meno esplicitamente) che i suoi consigli sono indispensabili perché il figlio è incosciente, ingenuo, incapace, etc
  4. E’ visibilmente affaticato per le energie necessarie a svolgere questo “tutoraggio”
  5. Percepisce questa fatica come stress negativo
  6. Reagisce a questo stress negativo con l’arroganza (parla dell’argomento in modo saccente, va fuori tema, offende, tenta di indurre sensi di colpa, paventa gravi problemi nel caso non vengano seguiti i suoi consigli)
  7. A causa di questo atteggiamento arrogante infastidisce e stressa il figlio

…e la “catena dello stress” può andare avanti col coinvolgimento di altre persone che soffrono per la sofferenza di queste due, e che mostrandosi sofferenti a loro volta ispirano la sofferenza per le stesse o per altre ancora, etc.

Chi leggendo tutto questo si riconosce nella parte del figlio, di primo acchito potrebbe osservare

“In effetti vivo una situazione non facile, dovendo sopportare il peso di questi 7 problemi tutti assieme e dovendo tentare ogni giorno di risolverli”

Questa osservazione presuppone un errore cruciale…

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2 dicembre 2013 | 0 comments

Scegliere il miglior sport per i figli piccoli

Qual è lo sport più adatto a tuo figlio / tua figlia?

Se hai del pargolume di tenera età e non hai ancora deciso quali sport proporgli/le, eccoti qualche consiglio.

Su cosa basarsi?

CRITERI SBAGLIATI

Estetica. Lo sport praticato dal bambino deve servire al bambino, non ai genitori che lo guarda.

Tradizione familiare. Discorso del tutto simile al precedente. La scelta dello sport da parte di un bambino o di una bambina deve derivare dal fatto che sia adatto a loro; tradizione familiare e orgoglio dei genitori non devono influire. Resisti.

Credere che uno sport “maschile” o “femminile” seguendo l’immaginario collettivo. Poiché praticamente tutti gli sport sono adatti a entrambi i sessi, la scelta in base a questo criterio non ha alcun senso se non il rispetto di una obsoleta pseudo-tradizione che, di nuovo, non ha nulla a che fare con l’interesse del bambino.

Possibilità di grandi guadagni economici in caso di successo. Dare ulteriori spiegazioni in merito significherebbe offendere l’intelligenza di chi legge; ho citato questo criterio mattoide giusto per completezza.

CRITERI ADEGUATI

Piacere e divertimento dei figli

Caratteristiche educative a livello fisico

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20 luglio 2013 | 0 comments

Come far mangiare più verdure ai bambini

Traduco la prima parte di questo articolo di PsyBlog, il sito dello psicologo Jeremy Dean.

Far mangiare verdura ai bambini

La soluzione al problema “come far mangiare verdura ai bambini”, stando a questo studio, è legger loro libri appositamente scritti che parlano di nutrizione:

“Questi bambini […] hanno più che raddoppiato la loro assunzione volontaria di verdure a merenda dopo un intervento educativo durato tre mesi, mentre la quantità del gruppo di controllo è rimasta all’incirca invariata.”

Tali libri hanno dato risultati migliori degli approcci tradizionali:

“Quando il programma culturale è stato confrontato con una strategia di insegnamento più convenzionale focalizzata nel divertirsi a mangiare in modo sano e provare nuovi cibi, il risultato ha mostrato che entrambi gli interventi educativi hanno portato un aumento di consumo di verdura. Ma i bambini sottoposti al programma culturale hanno dimostrato una maggiore conoscenza sulla nutrizione ed un maggior aumento di consumo complessivo di verdure.”

A proposito di bambini e verdura, se hai figli piccoli o adolescenti e vuoi sapere qual è l’alimentazione più adatta per loro ti consiglio di leggere il libro VegPyramid – La dieta vegetariana per i bambini e gli adolescenti (autori: dr. Leonardo Pinelli, dott.ssa Luciana Baroni, dott.ssa Ilaria Fasan). Qui sotto il video della presentazione…

Per acquistare il libro, visita questa pagina.

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1 luglio 2013 | 0 comments

Bambini: prevenzione di futuro sovrappeso ed altre patologie

Il numero delle cellule adipose cresce rapidamente durante il primo anno di vita, e successivamente durante la pubertà. Dopo tale periodo rimane sostanzialmente invariato, cosicché l’ingrassamento corrisponde non all’aumento della quantità di adipociti, ma all’aumento del loro volume, salvo che non si ricorra alla liposuzione.

Per questo motivo i genitori devono stare MOLTO attenti all’alimentazione del bambino fin dai primi mesi per prevenire un maggior rischio di obesità e una maggiore difficoltà a perdere  in futuro un’eventuale massa grassa in eccesso.

Probabilmente la mancanza di senso della misura dei bambini nell’alimentazione vale in particolare per l’assunzione di cibi innaturali e cioè inadeguati e/o eccessivamente elaborati, con cui si ottiene una risposta neurologica diversa da quella che si otterrebbe con un’alimentazione naturale. Allora certi cibi e certe bevande sarebbe meglio non proporglieli, così da non doversi trovare di tanto in tanto di fronte al dilemma:

Gli do quello che mi ha chiesto così lo accontento, sacrificando però la sua salute… oppure glielo nego, ottenendo però la sua frustrazione e i suoi capricci?

È bene ad esempio evitare di far conoscere ai bambini i seguenti alimenti (o, più realisticamente, ritardarne più possibile la loro conoscenza):

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