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3 dicembre 2016 | 0 comments

Attività fisica: ma a che serve?

Attività fisicaSe pratichi uno sport, probabilmente è perché ti diverte. Benone (se compatibile col tuo stato di salute, praticato in maniera corretta ed insegnato da un trainer competente).

E se pratichi attività fisica con vari esercizi afinalistici, es. in sala pesi, perché lo fai?

Spesso si tratta di affezionamento ad un mezzo senza la chiarezza dello scopo. E portare alla coscienza i veri motivi di quell’attività non fa granché piacere. Tipicamente, in questi casi, intervistando il praticante in merito, questi dimostra un po’ di titubanza, specialmente se vengono fatte domande specifiche:

– Perché vai in sala pesi?

– Per fare un po’ di attività fisica

– Oh, ma guarda. Pensavo che andassi lì per accarezzare il gatto tigrato del gestore. Allora diciamo così: perché vai a fare un po’ di attività fisica?

– Per farmi un po’ di muscoli

– GRAZIE. LO SO a cosa servono gli attrezzi della sala pesi. Allora dimmi, perché vuoi farti un po’ di muscoli?

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26 ottobre 2016 | 0 comments

Il segreto della felicità dei bhutanesi: pensare spesso alla morte

Foto di kartografia

Dagli anni ’70 il Bhutan, uno piccolo Stato dell’Himalaya confinante con Tibet e con l’India con circa 800mila abitanti, considera come principio guida dello sviluppo nazionale la FIL, “ felicità interna lorda”, per la quale si classifica al primo posto in Asia e all’ottavo posto in tutto il mondo. La FIL viene calcolata in base a qualità dell’aria, salute dei cittadini, loro livello di istruzione e rapporti sociali. Non compare, fra i parametri di calcolo, l’aspetto economico (il Bhutan è uno dei Paesi più poveri dell’Asia).

Linda Leaming, autrice di un libro sulla felicità basato sul suo lungo soggiorno in Bhutan, ha spiegato che i bhutanesi, come tutti gli esseri umani, conoscono i sentimenti negativi. Ma non fuggono da essi e non cercano di censurarli. Ritengono che facciano parte della vita. Questa abitudine all’accettazione del fluire degli eventi è probabilmente una delle cause della loro maggiore felicità rispetto ad altre nazioni.

In particolare in Bhutan non è un tabù la morte.

Neanche per i bambini che, al pari degli adulti, sono esposti alla diffusa iconografia e alle danze rituali che richiamano questo tema.

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28 dicembre 2015 | 0 comments

Buoni propositi? Meglio gli esperimenti.

Obiettivi per l'anno nuovoStai formulando i buoni propositi per l’anno nuovo? Se lo stai facendo non tanto per chiacchierare, ma per installare dentro di te una buona abitudine, potrebbero esserti utili i seguenti consigli e considerazioni.

Se stai pensando a una nuova abitudine di comportamento è probabile che quello che hai fatto fin ora non abbia funzionato. Forse anche l’anno scorso ti sei detto qualcosa di simile a quest’anno, e magari è stata l’eccessiva lunghezza del periodo considerato a non far funzioanre le cose. Allora potresti ad esempio

darti un compito non per il prossimo anno, ma per il prossimo mese.

Altro aspetto importante:

consideralo non un buon proposito, ma un esperimento.

Se lo chiami così, allora accetterai anche qualche scomodità in più in vista della conclusione del periodo relativamente vicina.

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22 giugno 2015 | 0 comments

Intervista al dr. Giuseppe Cocca, esperto di alimentazione crudista

Marco Malatesta intervista Giuseppe Cocca [22 giugno 2010]Vuoi apprendere alcuni importanti aspetti dell’alimentazione che purtroppo sono sconosciuti alla maggior parte delle persone? Vuoi porre fine a degli equivoci e a dei falsi miti su cibo, energia e controllo del peso? Buone notizie.

Finalmente ho post-prodotto e messo online l’audio dell’intervista che ho fatto esattamente 5 anni fa, e cioè il 22 giugno 2010, al dr. Giuseppe Cocca, medico igienista, che nel frattempo ha scritto e pubblicato vari libri su crudismo e veganesimo, disponibili in formato cartaceo e digitale sul sito Ilgiardinodeilibri.it. L’intervista dura circa 38 minuti.

Clicca qui per scaricare l’intervista.

Oppure ascoltala direttamente qui:

Ecco gli argomento trattati:

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5 dicembre 2014 | 0 comments

Violenza in famiglia e Tabagismo

Probabilmente no, non stai per leggere quello che ti aspetti. Buona lettura e buona riflessione… soprattutto se hai qualche vizio di cui stai tardando a liberarti da tempo, tipo fumare.

Parliamo di rapporti di coppia. Com’è noto a quasi tutti (“quasi”, altrimenti il fenomeno non esisterebbe),

  • Se una ragazza è estremamente affascinata da un uomo e contemporaneamente infastidita dal cattivo rapporto con la propria famiglia di origine, tanto da arrivare a fare l’errore di sposarsi precocemente, la sua superficialità può inizialmente impedirle di distinguere l’amore sano dall’amore malato di un uomo con gravi problemi mentali, e cioè il desiderio di possesso, quel desiderio che diventa estremo bisogno di assoggettare una moglie praticamente schiavizzandola.
  • Chi non è coinvolto in vicende di violenza fisica o psicologica in famiglia, spesso se ne scandalizza e non capisce come una donna possa continuare a non ribellarsi a un marito violento denunciandolo e chiedendo il divorzio.
  • C’è probabilmente un fondo di verità nei timori di lei legati alla difficoltà di prendere una decisione del genere, a causa della scarsa garanzia di tutela che sente di avere da parte delle istituzioni.

E il tabagismo che c’entra?

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17 ottobre 2014 | 0 comments

Mindfulness: per migliorare memoria, ragionamento e concentrazione

Istruzioni per un esercizio di Mindfulness alla fine di questo articolo.

Le strutture neurali responsabili del “vagare con la mente”, dette default network, non sono un male di per sé. Ma certamente sarebbe utile se non interferissero quando abbiamo bisogno di concentrarci o memorizzare.
Un recente studio pubblicato nella rivista Psychological Science (Mrazek et al., 2013) dimostra che concentrazione e memoria sono migliorabili grazie alla meditazione di tipo mindfulness.

LO STUDIO: ATTIVITÀ PROPOSTE

Allo studio hanno partecipato 48 persone; ad alcune di queste è stato fatto seguire un corso di mindfulness; ad altre un corso di nutrizione. Entrambi i corsi consistevano in 8 lezioni di 45 minuti ciascuna, distribuiti in 2 settimane. Agli studenti di mindfulness è stato chiesto di praticare questa disciplina nella vita quodidiana.

I RISULTATI

I risultati dello studio sono stati impressionanti. Gli studenti che hanno praticato mindfulness:

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