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3 dicembre 2016 | 0 comments

Attività fisica: ma a che serve?

Attività fisicaSe pratichi uno sport, probabilmente è perché ti diverte. Benone (se compatibile col tuo stato di salute, praticato in maniera corretta ed insegnato da un trainer competente).

E se pratichi attività fisica con vari esercizi afinalistici, es. in sala pesi, perché lo fai?

Spesso si tratta di affezionamento ad un mezzo senza la chiarezza dello scopo. E portare alla coscienza i veri motivi di quell’attività non fa granché piacere. Tipicamente, in questi casi, intervistando il praticante in merito, questi dimostra un po’ di titubanza, specialmente se vengono fatte domande specifiche:

– Perché vai in sala pesi?

– Per fare un po’ di attività fisica

– Oh, ma guarda. Pensavo che andassi lì per accarezzare il gatto tigrato del gestore. Allora diciamo così: perché vai a fare un po’ di attività fisica?

– Per farmi un po’ di muscoli

– GRAZIE. LO SO a cosa servono gli attrezzi della sala pesi. Allora dimmi, perché vuoi farti un po’ di muscoli?

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2 luglio 2016 | 0 comments

Apparenza fisica di una donna: per trovare l’anima gemella… e non solo!

Donna - aspetto esterioreIn questo articolo ti parlerò di uno studio durato 5 anni, che è stato presentato a Londra fra il 28 e il 30 giugno scorsi alla conferenza “Apparence Matters”, il più grande evento sull’apparenza fisica e sulle deformità.

Sono stati inviati dei curriculum di due donne, ognuna candidata a 200 posti di lavoro che riguardavano la contabilità o la vendita.

A metà di questi curriculum era allegata una foto che raffigurava la candidata con una scollatura piccola; all’altra metà era allegata la foto della stessa donna, con una scollatura molto più ampia…

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11 novembre 2014 | 0 comments

Una tecnica mentale contro il dolore acuto…

…che potrebbe servire per:

– mal di denti, compreso il fastidio durante un intervento odontoiatrico
– mal di testa
– dolori viscerali
– dolori articolari o muscolari, compresi quelli durante il trattamento di un fisioterapista senza pietà

È adatta ai dolori costanti o esacerbati da un agente esterno e non ai dolori esacerbati da movimenti attivi.

Ecco la procedura:

1) Immagina che il fastidio sia procurato dal peso di un masso che poggia sulla parte dolorante.

2) Immagina che questo masso sia legato ad una corda, che si estende verticalmente fino a una carrucola, e da lì cambia la sua direzione e va verso il basso.

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1 ottobre 2014 | 0 comments

Un’efficace attività anti-stress: camminare nella natura

Da questo articolo puoi trarre un consiglio su un’attività semplice, piacevole, e la cui utilità era intuibile e quindi arci-nota, anche prima che venissero condotti i relativi studi scientifici… Un consiglio che però pochissime persone mettono in pratica, in quanto probabilmente molto sottovalutato. Se non sei fra queste persone, quanto stai per leggere sia per te un promemoria.

Camminare nella natura apporta grandi benefici ed è una sana abitudine per preservare la propria salute. Infatti:

– migliora la funzione immunitaria
– abbassa la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna
– regola il cortisolo
– diminuisce lo stress e migliora gli stati depressivi (e di conseguenza potrebbe diminure o eliminare la necessità di assumere psicofarmaci)

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2 marzo 2014 | 0 comments

La salute prima di tutto… anche in senso cronologico!

Una brutta abitudine umana è quella di sopportare un dolore fisico, o un malessere emozionale rimandandone il rimedio a “più tardi”, dopo che saranno state svolte altre attività, altri compiti, altre commissioni.

Pensa, ad esempio, a una persona che un giorno ha mal di schiena. Conosce bene degli esercizi efficaci che lo farebbero migliorare. Cosa fa, però? Rimanda l’esecuzione di questi esercizi perché ha da fare altre cose, lasciandola alla fine dei propri compiti, e soprattutto non lo classifica come compito importante.

Questo è dovuto a volte all’effetto Zeigarnik, ovvero quella tendenza a completare un’attività che si è iniziata, anche quando sarebbe opportuno interromperla per un’altra a cui evidentemente spetterebbe la precedenza. Oppure è dovuto alla tendenza a mantenere le proprie abitudini, compresa quelle di dare la priorità a certe cose e non ad altre, indipendentemente dall’importanza che la persona attribuirebbe ad ognuna di esse se si fermasse un attimo a riflettere.

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13 dicembre 2013 | 0 comments

La meditazione Mindfulness migliora gli stati infiammatori e la risposta allo stress

Traduzione dell’articolo
Meditation Changes How Genes Are Expressed” di Jeremy Dean

Il primo studio che mostra rapidi e benefici cambiamenti della meditazione a livello molecolare

immagine di Nadir Hashmi

I benefici per la salute apportati dalla meditazione sono sempre più chiari, fermo restando che sappiamo ancora poco dei meccanismi grazie ai quali vengono ottenuti questi effetti.

Ma un nuovo studio fa luce sui cambiamenti che avvengono nel corpo a livello molecolare come effetto della meditazione.

Per il loro nuovo studio, Kaliman ed altri (2014) hanno coinvolto 19 persone con una buona esperienza in meditazione; ognuno di loro ha eseguito una meditazione intensiva di 8 ore basata sul mindfulness.

I soggetti sono stati confrontati con un gruppo di 21 altri che hanno svolto attività tranquille non meditative per lo stesso periodo di tempo.

Gli individui di entrambi i gruppi si sono sottoposti a prelievi ematici prima e dopo l’attività.

Analizzati i campioni di sangue a livello molecolare, sono stati rilevati cambiamenti notevoli.

Nel gruppo di meditatori esperti si osservavano cambiamenti nel modo in cui certi geni venivano espressi.
Le espressioni dei geni includevano una sottoregolazione degli ormoni coinvolti nelle infiammazioni, e in generale nella risposta del corpo allo stress.

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