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2 Marzo 2014 | 0 comments

La salute prima di tutto… anche in senso cronologico!

Una brutta abitudine umana è quella di sopportare un dolore fisico, o un malessere emozionale rimandandone il rimedio a “più tardi”, dopo che saranno state svolte altre attività, altri compiti, altre commissioni.

Pensa, ad esempio, a una persona che un giorno ha mal di schiena. Conosce bene degli esercizi efficaci che lo farebbero migliorare. Cosa fa, però? Rimanda l’esecuzione di questi esercizi perché ha da fare altre cose, lasciandola alla fine dei propri compiti, e soprattutto non lo classifica come compito importante.

Questo è dovuto a volte all’effetto Zeigarnik, ovvero quella tendenza a completare un’attività che si è iniziata, anche quando sarebbe opportuno interromperla per un’altra a cui evidentemente spetterebbe la precedenza. Oppure è dovuto alla tendenza a mantenere le proprie abitudini, compresa quelle di dare la priorità a certe cose e non ad altre, indipendentemente dall’importanza che la persona attribuirebbe ad ognuna di esse se si fermasse un attimo a riflettere.

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13 Dicembre 2013 | 0 comments

La meditazione Mindfulness migliora gli stati infiammatori e la risposta allo stress

Traduzione dell’articolo
Meditation Changes How Genes Are Expressed” di Jeremy Dean

Il primo studio che mostra rapidi e benefici cambiamenti della meditazione a livello molecolare

immagine di Nadir Hashmi

I benefici per la salute apportati dalla meditazione sono sempre più chiari, fermo restando che sappiamo ancora poco dei meccanismi grazie ai quali vengono ottenuti questi effetti.

Ma un nuovo studio fa luce sui cambiamenti che avvengono nel corpo a livello molecolare come effetto della meditazione.

Per il loro nuovo studio, Kaliman ed altri (2014) hanno coinvolto 19 persone con una buona esperienza in meditazione; ognuno di loro ha eseguito una meditazione intensiva di 8 ore basata sul mindfulness.

I soggetti sono stati confrontati con un gruppo di 21 altri che hanno svolto attività tranquille non meditative per lo stesso periodo di tempo.

Gli individui di entrambi i gruppi si sono sottoposti a prelievi ematici prima e dopo l’attività.

Analizzati i campioni di sangue a livello molecolare, sono stati rilevati cambiamenti notevoli.

Nel gruppo di meditatori esperti si osservavano cambiamenti nel modo in cui certi geni venivano espressi.
Le espressioni dei geni includevano una sottoregolazione degli ormoni coinvolti nelle infiammazioni, e in generale nella risposta del corpo allo stress.

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2 Dicembre 2013 | 0 comments

Scegliere il miglior sport per i figli piccoli

Qual è lo sport più adatto a tuo figlio / tua figlia?

Se hai del pargolume di tenera età e non hai ancora deciso quali sport proporgli/le, eccoti qualche consiglio.

Su cosa basarsi?

CRITERI SBAGLIATI

Estetica. Lo sport praticato dal bambino deve servire al bambino, non ai genitori che lo guarda.

Tradizione familiare. Discorso del tutto simile al precedente. La scelta dello sport da parte di un bambino o di una bambina deve derivare dal fatto che sia adatto a loro; tradizione familiare e orgoglio dei genitori non devono influire. Resisti.

Credere che uno sport “maschile” o “femminile” seguendo l’immaginario collettivo. Poiché praticamente tutti gli sport sono adatti a entrambi i sessi, la scelta in base a questo criterio non ha alcun senso se non il rispetto di una obsoleta pseudo-tradizione che, di nuovo, non ha nulla a che fare con l’interesse del bambino.

Possibilità di grandi guadagni economici in caso di successo. Dare ulteriori spiegazioni in merito significherebbe offendere l’intelligenza di chi legge; ho citato questo criterio mattoide giusto per completezza.

CRITERI ADEGUATI

Piacere e divertimento dei figli

Caratteristiche educative a livello fisico

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6 Agosto 2013 | 0 comments

Jane McGonigal: per una vita senza rimpianti, più piacevole e più lunga…

In questo intervento a TED l’autrice di videogiochi Jane McGonigal dà alcuni insegnamenti che qui riassumo (ti consiglio comunque di guardare l’intero video, che è anche sottotitolato in italiano).

I 5 MAGGIORI RIMPIANTI DELLE PERSONE IN FIN DI VITA

Sono i seguenti, secondo uno studio americano condotto intervistando vari pazienti degli hospice:

1° – “Vorrei non aver lavorato così duramente”, che equivale a “Mi piacerebbe aver speso quel tempo in altri modi più piacevoli e gratificanti”

2° – “Vorrei esser stato più in contatto coi miei amici”

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20 Luglio 2013 | 0 comments

Come far mangiare più verdure ai bambini

Traduco la prima parte di questo articolo di PsyBlog, il sito dello psicologo Jeremy Dean.

Far mangiare verdura ai bambini

La soluzione al problema “come far mangiare verdura ai bambini”, stando a questo studio, è legger loro libri appositamente scritti che parlano di nutrizione:

“Questi bambini […] hanno più che raddoppiato la loro assunzione volontaria di verdure a merenda dopo un intervento educativo durato tre mesi, mentre la quantità del gruppo di controllo è rimasta all’incirca invariata.”

Tali libri hanno dato risultati migliori degli approcci tradizionali:

“Quando il programma culturale è stato confrontato con una strategia di insegnamento più convenzionale focalizzata nel divertirsi a mangiare in modo sano e provare nuovi cibi, il risultato ha mostrato che entrambi gli interventi educativi hanno portato un aumento di consumo di verdura. Ma i bambini sottoposti al programma culturale hanno dimostrato una maggiore conoscenza sulla nutrizione ed un maggior aumento di consumo complessivo di verdure.”

A proposito di bambini e verdura, se hai figli piccoli o adolescenti e vuoi sapere qual è l’alimentazione più adatta per loro ti consiglio di leggere il libro VegPyramid – La dieta vegetariana per i bambini e gli adolescenti (autori: dr. Leonardo Pinelli, dott.ssa Luciana Baroni, dott.ssa Ilaria Fasan). Qui sotto il video della presentazione…

Per acquistare il libro, visita questa pagina.

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12 Luglio 2013 | 0 comments

Botta nelle palle? Non salti né ghiaccio, ma Stretching!

La settimana scorsa, durante un allenamento di Judo, un atleta si è preso accidentalmente una dolorosissima botta nelle parti basse. Ho risolto il suo problema in pochi secondi grazie a una tecnica di mia invenzione (per lo meno nessuno me ne aveva parlato fino ad ora e da un po’ di googolamento mi pare che sul web almeno fin ora non se ne sia fatto cenno). Anche se non proprio a tema col blog penso sia giusto condividere questa importante scoperta, peraltro facile da mettere in pratica.

Il metodo usato e stra-usato che però non funziona (e che ovviamente non aveva funzionato con l’atleta infortunato di cui sopra) consiste nel fare da in piedi o da seduti dei salti “pesanti” (il contrario di “molleggiati”, insomma) con l’intento di far scendere i testicoli innalzati a causa della contrattura del muscolo cremastere. Non funziona perché:

– sarebbe controproducente instaurare un “tiro alla fune” fra gravità e muscolo contratto, dove la fune sarebbero le povere pallottole; ho detto “sarebbe” perché per fortuna l’azione inerziale che sfrutta la gravità è irrilevante

– una sollecitazione del genere non è affatto efficace per il rilassamento di un muscolo contratturato a causa di un trauma…

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