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24 ottobre 2015 | 0 comments

La sopravvalutata forza di volontà per svolgere un compito

forza di volontàIn questo articolo voglio sfatare il mito della necessità di forza di volontà. Non mi riferisco alla forza di volontà per rinunciare a qualcosa (es. fumare), anche se in questo ci sarebbero vari punti di contatto con quanto ti dirò. Mi riferisco alla forza di volontà per compiere un’attività quando non se ne ha voglia e la si vede quindi come un sacrificio, per il quale è necessario uno spiacevole sforzo.

Pensare che si sta facendo un sacrificio presuppone che ci siano due parti di te in lotta fra loro: una vuole che tu decida per un comportamento giusto, ma scomodo, l’altra vuole che tu decida per un comportamento sbagliato, ma comodo. Di solito si tratta di una lotta del tipo

voglia di ottenere un obiettivo a lungo termine”

contro

voglia di fare qualcosa di piacevole / rimanere rilassati

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5 dicembre 2014 | 0 comments

Violenza in famiglia e Tabagismo

Probabilmente no, non stai per leggere quello che ti aspetti. Buona lettura e buona riflessione… soprattutto se hai qualche vizio di cui stai tardando a liberarti da tempo, tipo fumare.

Parliamo di rapporti di coppia. Com’è noto a quasi tutti (“quasi”, altrimenti il fenomeno non esisterebbe),

  • Se una ragazza è estremamente affascinata da un uomo e contemporaneamente infastidita dal cattivo rapporto con la propria famiglia di origine, tanto da arrivare a fare l’errore di sposarsi precocemente, la sua superficialità può inizialmente impedirle di distinguere l’amore sano dall’amore malato di un uomo con gravi problemi mentali, e cioè il desiderio di possesso, quel desiderio che diventa estremo bisogno di assoggettare una moglie praticamente schiavizzandola.
  • Chi non è coinvolto in vicende di violenza fisica o psicologica in famiglia, spesso se ne scandalizza e non capisce come una donna possa continuare a non ribellarsi a un marito violento denunciandolo e chiedendo il divorzio.
  • C’è probabilmente un fondo di verità nei timori di lei legati alla difficoltà di prendere una decisione del genere, a causa della scarsa garanzia di tutela che sente di avere da parte delle istituzioni.

E il tabagismo che c’entra?

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30 ottobre 2014 | 0 comments

Più responsabilità, meno figli

A maggio 2012, su un palcoscenico di Doha (Qatar) era in programma il “TED Talk” di Hans Rosling, che fra l’altro parlò del legame fra religione e numero di figli per coppia e spiegò perché la popolazione mondiale aumenterà di altri 3 miliardi di persone (cliccando in basso a destra sul video puoi scegliere i sottotitoli anche in Italiano).

Una delle decisioni da prendere per garantire alla popolazione mondiale un futuro migliore, o almeno l’inizio di un futuro migliore, è diminuire il numero di figli. Le decisioni che prendiamo dovrebbero essere sostenibili non solo per sé stessi e per la propria famiglia, ma per l’intera specie umana e per l’intero pianeta.

Del resto fare figli non è l’unico modo per lasciare un’eredità, una parte di noi che continua a vivere in questo mondo. È possibile lasciare un’eredità di noi stessi facendo qualcosa di utile o di bello, senza bisogno che questo venga scritto nei libri di storia. Anche se nessuno lo ricoderà, anche se non avrà avuto un grande impatto, quell’impatto ci sarà stato. E certamente fare poco bene è meglio che fare molto male.

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20 agosto 2014 | 0 comments

L’equivoco del principio di Coerenza di Cialdini

Fra le famose armi della persuasione  citate da Robert Cialdini nel suo famoso libro, il “principio di coerenza” rischia di essere equivocato. E in effetti si basa su un frainteso. Una persona di solito tende ad essere coerente. Ma… coerente con cosa esattamente? Coerente ai propri valori interni, o coerente al significato che l’interlocutore dà alle sue parole fingendo di fraintenderle? Il patetico aspirante persuasore che usa il “principio di coerenza” di Cialdini spera che si tratti del secondo caso.

Furio di nonvogliolavorare.it nel suo articolo “Svedesi a Patong. E ‘sti cazzi” ha raccontato di una bellissima ragazza che lo approccia invitandolo a una festa in spiaggia. Solo dopo che lui dice di accettare l’invito, lei gli comunica il prezzo dell’ingresso. Dice Cialdini che questa tecnicuccia spesso funziona per via del fattore “coerenza”: hai affermato che vuoi andare in quel posto, e per coerenza è probabile che tu sia disposto a spendere pur di non smentirti. L’equivoco consiste proprio nel fatto che fare un passo indietro non significa smentirsi. Significa essere più specifici sulle condizioni che rendono valido ciò che abbiamo genericamente detto.

È perfettamente necessario, oltre che coerente, avere dei parametri quantitativi per il proprio comportamento:

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23 novembre 2013 | 0 comments

L’auto-ascolto per prendere una decisione

Hai mai avuto la sensazione di ricevere un messaggio da una parte interna di te che ti suggerisce una scelta, e che questo suggerimento ti sembrasse autorevole e da seguire nonostante fosse in contrasto con la tua parte razionale? Se sì, ti invito a scriverlo commentando questo articolo.

Nel frattempo ti racconto una mia esperienza di questo tipo avvenuta a novembre 2013 e ne approfitto per scrivere qualche riflessione ed un consiglio.

Prima di addormentarmi avevo chiesto al mio “sé superiore” quale fosse uno dei prossimi passi avanti da fare per agevolare la mia evoluzione personale.
Verso le 3 di notte mi svegliai dopo che in sogno mi era arrivato, in una forma che non ricordavo, un consiglio che sentivo di dover seguire per il mio bene. Si trattava di abbandonare un’attività di business che avevo cominciato da alcuni mesi.

Dal punto di vista razionale poteva essere vista come una pazzia: era una opportunità di guadagno dignitosissima, e inoltre mi stavo preparando in quei giorni a creare una piattaforma online per ampliare il lavoro con altri collaboratori. Ma la mia decisione è stata di non dedicarmi a questa attività. Sentivo che questa decisione “viveva” ed aspettava solo di essere presa. Mi sembrava di sentire questo messaggio anche “fisicamente”.

Eccoti un’indicazione che – bada – vale per le persone in buono stato di salute fisica e mentale, quindi persone che non soffrono di gravi disagi psichici o gravi problemi di dipendenza da sostanze:

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2 settembre 2013 | 0 comments

“Bisogna che lavori su questa cosa”: una dichiarazione di lentezza

Stamattina, facendo coaching con una ragazza, ho tratto ispirazione per aggiornare questo articolo rispetto alla sua versione dell’estate scorsa, aggiungendo una metafora che potrebbe essere particolarmente persuasiva almeno per chi ha avuto debitori “cronici”. Buona lettura.

Immagina di essere un creditore di una importante somma di denaro nei confronti di qualcuno. E che quel denaro ti sia indispensabile per fare un investimento importante. I soldi ce li ha. Se la matematica non è un’opinione, potrebbe pagarti anche subito. Ma ogni volta che solleciti il pagamento di quel debito, questa persona ti spiega perché non può ancora pagarti, promettendoti di farlo prima possibile. Poi un giorno ti soffermi a pensare meglio a questa storia, e ti accorgi che tutte le sue spiegazioni, prese singolarmente, ti sembravano ragionevoli e ti hanno ammansito ogni volta… solo che tutte queste ragionevolissime spiegazioni si susseguono da 2 anni. Realizzato ciò, la volta successiva che solleciti il pagamento e hai come risposta non il tuo denaro, ma una spiegazione, continui a vedere di buon occhio l’ennesima proroga? No.

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