Per vomitare
No, non è una metafora. Nessuna allusione a politica o burocrazia italiana. Parlo proprio di vomitare.
In questo blog trova ampio spazio l’argomento “come prendere decisioni”. Ed è noto come l’argomento di cui sto per parlare riguardi una decisione che la persona in preda a un certo malessere stenti a prendere (quindi non c’entra nulla la ragazza anoressica, che purtroppo quest’incertezza non ce l’ha, e per ben altri motivi).
Nota importante: la pratica adeguata non è il vomito ma la lavanda gastrica nel caso si sia ingerito sostanze corrosive, che passando nuovamente per l’esofago e per la bocca danneggerebbero ulteriormente le loro mucose, più vulnerabili rispetto alla mucosa gastrica.
Negli altri casi, come reagire alla tipica nausea provocata da un cibo forse avariato, o in quantità eccessiva, etc?
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Può capitare di accorgersi che ciò che accade nel film Matrix al protagonista Neo è una buona metafora di ciò che accade nella propria vita: sei di fronte alla possibilità di uscire da un mondo a cui hai fatto l’abitudine, ma nel quale intuisci che c’è qualcosa che non va, per vivere una vita nuova, quella in cui sei cosciente di ciò che è vero e importante per te.
Tante volte ho sentito dire, in riferimento a un difetto di una persona, frasi come “Devo lavorarci su”.
Dal film ”A peaceable Kingdom” (prodotto dall’organizzazione animalista Tribe of heart):
Il pastore protestante americano Reinhold Niebuhr scrisse la celebre “Preghiera della serenità”, che così inizia:
