Dal film ”A peaceable Kingdom” (prodotto dall’organizzazione animalista Tribe of heart):
<< Quando abbiamo trovato e liberato queste galline, sono state uno o talvolta due anni nelle gabbie, e generalmente hanno perso circa il 75% delle loro piume e hanno lividi e macchie rosse per tutto il corpo, e gli animali a cui hanno negato qualsiasi loro comportamento e necessità naturale… dopo un giorno che sono arrivati qui stanno già facendo i propri nidi, e prendono il Sole, amano il Sole, come chi lo vede per la prima volta, ti sembra di sentir loro dire “Aaah!”. Spiegano le ali [...] e iniziano a camminare, all’inizio timidamente, e presto vanno a curiosare per la fattoria; camminano così [...] perché non sanno come camminare [...] è anche scioccante perché ti rendi conto che è questo che volevano fare quando stavano in quelle gabbie.
Non si dimenticano mai di come essere un pollo. >>
Un pollo, anche se è nato in un allevamento intensivo, non dimentica mai di essere un pollo. Non avendo mai camminato liberamente in spazi ampi, una volta liberato, ha un po’ paura di camminare liberamente, e gli ci vuole un po’ di tempo per imparare. Ma è da subito che si rende conto che quello è il modo di essere che gli appartiene veramente.
Il pastore protestante americano Reinhold Niebuhr scrisse la celebre “Preghiera della serenità”, che così inizia:
“Dio, dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza per distinguere le une dalle altre”
Saper distinguere ciò che si può cambiare da ciò che non si può cambiare è un elemento di primaria importanza nella vita di una persona, influisce in maniera determinante nella nostra qualità della vita, nelle decisioni, nella gestione del tempo e delle energie e nei risultati che otteniamo.
Fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di una possibilità che è alla portata di tutti. Ma purtroppo questo non significa che venga usata.
Qual è l’atteggiamento giusto nei confronti di ciò che ti piacerebbe cambiare in questo mondo? Molte persone si sentono impotenti di fronte ai problemi del nostro pianeta: un pensiero tipico è “questi sono problemi più grandi di noi”.
Non è vero che sono problemi più grandi di noi, a patto che non ci consideriamo singolarmente. Di solito sono provocati da un numero di persone abbastanza ristretto rispetto al numero di persone a cui sembra giusto risolverli, anche se a queste ultime mancano una sufficiente informazione e un sufficiente coordinamento, e soprattutto un’adeguata preparazione psicologica, che è proprio ciò di cui sto per parlarti… … leggi il resto dell’articolo »
Quanto è importante vivere tenendo conto del sistema in cui viviamo?
Secondo me, molto.
…Anche e soprattutto quando con “sistema in cui viviamo” s’intende il nostro intero pianeta, con cui il nostro sistema di valori, i nostri canali di conoscenza e i nostri criteri di azione devono rimanere in contatto se non vogliamo trascurare un ingrediente importante per la qualità della nostra vita, contrariamente a quanto sosengono detti popolari del tipo “Fatti i cazzi tuoi e campi cent’anni di più” o “Ognun per sé, Dio per tutti”. … leggi il resto dell’articolo »
In questo articolo ti parlerò della coerenza fra i propri valori e il proprio agire in campo professionale; ritengo poi intuitiva la trasposizione delle idee che ti darò anche in altri ambiti.
Mentre scrivevo ho formulato senza volerlo una frase in rima, e mi sono accorto di aver coniato un nuovo proverbio!
Soci d’affari, patti chiari
..Che di primo acchito potrebbe far pensare solo a patti che riguardano l’aspetto economico. Invece ci sono altri aspetti … leggi il resto dell’articolo »
Ho parlato con più di una persona che si lamentava di una crisi di coppia dando una descrizione di questo tipo: “non vivo niente di speciale”. Il che mi ricorda … leggi il resto dell’articolo »
“A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada“
(W. Churchill)
La mamma di un mio amico, che alla fine degli anni ’90 faceva la barista, mi raccontò di un suo dialogo con un cliente che andò pressappoco così:
- Un caffè lungo. Sa, preferisco il caffè lungo perché è diluito, e c’è meno caffeina..
- Guardi che c’è meno caffeina in rapporto all’acqua, ovvero è più diluito, ma la quantità totale di caffeina è maggiore. - Ehi, ha ragione. Ma me lo faccia lungo lo stesso.
Quante volte hai assistito o preso parte a dialoghi in cui veniva data una spiegazione che sanciva inequivocabilmente un fatto, che metteva uno dei due interlocutori di fronte al proprio errore, tanto da costringerlo a riconoscerlo… per poi vederlo comportarsi comunque a seconda del suo vecchio modo di pensare, nonostante questo si reggesse proprio sulla tesi appena demolita? … leggi il resto dell’articolo »
12 giugno 2005: il fondatore di Apple parla a centinaia di neo-laureati raccontando un po’ della sua storia e regalandoci 15 minuti di squisita saggezza.
Ricordo che un amico mi scrisse “Sarà il caso che prenda qualche decisione, invece di aspettare che le cose mi accadano”.
Dopo avergli scritto l’e-mail di risposta, la conservai pensando che mi sarebbe servita per scrivere un post sul mio blog…
In realtà hai sempre preso decisioni: è impossibile non farlo. Sempre decidiamo, prima di ogni azione volontaria (non è invece il caso delle azioni automatiche, come sbattere gli occhi quando un moscerino stava per entrartici dentro, etc).
Anche se fin ora “aspettavi che le cose ti accadessero”, questo non significa che non tu abbia preso decisioni.
Altra cosa è stabilire se si è trattato di decisioni prese da “sveglio” o decisioni dettate da il tuo pilota automatico. E certamente occorre assicurarsi di prendere decisioni da “sveglio” prima ancora di entrare nel merito di quale decisione prendere. … leggi il resto dell’articolo »