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22 dicembre 2009 | 0 comments

Idee altrui: citate, taciute, mimetizzate

Un argomento a me caro è la scelta di un trainer di citare o non citare le fonti delle nozioni di sviluppo personale nel momento in cui le passa ai propri allievi. Ne ha parlato più di una volta nelle sue mailing list lo zio Hack, che sull’argomento ho intervistato nel dicembre 2009 (puoi scaricare l’intervista dalla sezione audio del sito).

Omettere volutamente l’autore di un importante concetto nella speranza di farlo passare per farina del proprio sacco è un po’ da disperatelli, oltre che scorretto. Significa voler fare bella figura dimenticando che:

  • quando gli ascoltatori lo capiranno, la bella figura diventa quanto meno bruttina;
  • se si è bravi, per fare bella figura non c’è bisogno di espedienti del genere, tanto più che la citazione delle fonti viene per la verità apprezzato dagli ascoltatori…
  • …ascoltatori che possono fra l’altro approfondire l’argomento procurandosi le opere della persona da cui erano state prese in prestito quelle nozioni.
    Con questo non voglio condannare qualunque trainer che, senza citare nessun autore, esponga una nozione simile o uguale a quella che è stata esposta da un’altra o da altre dieci persone uno o mille anni prima…

…Così come non condanno un trainer che presenta come preso dalle parole di una persona conosciuta in treno un insegnamento contenuto in un’opera del passato più o meno famosa (magari ignorata sia dal trainer in questione che dall’interlocutore in treno)…

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