NB: Se t’interessano degli esercizi di manifesting veloci e facili da applicare, c’è un mini-email-course che ti aspetta. Per averlo gratuitamente, vai sulla pagina Legge di Attrazione – 7 esercizi.Com’è noto a chiunque conosca la Legge dell’Attrazione, essa afferma un’influenza diretta dei pensieri sugli eventi che si verificano nel mondo oggettivo, ed in particolare l’opportunità di immaginare l’evento desiderato e viverlo in maniera più sensorialmente basata possibile affinché accada.
Meno noto e approfondito è un altro concetto, in realtà fondamentale (me lo conferma chi, avvalendosi della Legge dell’Attrazione, ha il 99% di risultati, che lascio anonima per motivi spiegati qui): così come è inutile ripetere un’affermazione ogni giorno per decine di volte se dopo ognuna di esse il dialogo interno commenta “non è vero” o “magari fosse vero!”, lo stesso tipo di dialogo interno può vanificare la più diligente perseveranza e la più pignola esecuzione di un esercizio sulla Legge dell’Attrazione (esercizio di manifesting), da cui in tal caso ci si può al massimo aspettare, come risultato, una grande maestria nel forzare correlazioncine fra ciò che accade e l’esercizio stesso.
Questo non significa che si debba suggerire a un principiante, o a chi comunque non ha ancora ottenuto buoni risultati, di essere sicuro che l’esercizio funzionerà: sarebbe tanto sbagliato quanto impossibile. Sbagliato perché effettivamente nessun esercizio può garantire un successo sicuro (i motivi possono essere vari, vuoi perché l’esercizio è di per sé non perfetto, vuoi perché non è eseguito benissimo…). Impossibile perché senza un’evidenza sufficientemente suggestiva, basata su una prova tangibile oppure su un processo razionale non si modificano a comando aspetti radicati del proprio sistema di convinzioni (si può adottare un comportamento che di una certa convinzione non tenga conto, ma è un’altra cosa).
Possibile è invece agire sulle sensazioni, che siamo in grado di generare e amplificare, come ogni praticante di PNL sa.
E fortunatamente è quello che in realtà ci serve. non la certezza che l’evento accada, ma l’impostazione mentale di chi ha la certezza che l’evento accada. La stessa impostazione che nasce dall’essere testimoni di tale evento o dal venirne informati da una fonte che riteniamo attendibile. Essa è caratterizzata, oltre che da sentimenti (gioia, soddisfazione, sicurezza..), anche e soprattutto da un particolare tipo di sensazione che concerne la irrazionale percezione di un’informazione come vera. Quando questa informazione è un evento futuro, la sensazione è detta presentimento.
Come i sentimenti, anche la percezione di un fatto come vero può avere varia intensità. E varia intensità può avere un presentimento.
Il tipo di presentimento che ritengo necessario inserire in un esercizio di manifesting è non semplicemente un “grande” o “fortissimo” presentimento, ma il “presentimento assoluto” che l’evento desiderato si verificherà. Ovvero la stessa impostazione mentale che si prova quando il fatto che l’evento futuro si verifichi non è minimamente in discussione, è accettato come vero con lo stesso livello di sicurezza con cui si accetta come vero qualcosa che è già successo.
Come ottenerlo?
Per spiegare il metodo che propongo per ottenere un “presentimento assoluto” mi è utile ricordare come, nell’approccio PNListico, spesso si faccia uso di una domanda del tipo “cosa proverei se accadesse questo evento?” e di dettagli e sottomodalità per elicitare e amplificare uno stato mentale che si avvicina a quello che si ha quando il fatto si verifica. Che però di solito si differenzia per l’appunto da quest’ultimo per la mancanza di una sensazione importante: la sensazione che l’evento stia per accadere davvero.
Io ti suggerisco di elicitare il presentimento proprio riflettendo sulla differenza fra le sensazioni ottenute immaginando l’evento desiderato e la sensazione che hai quando verifichi direttamente nel mondo oggettivo che l’evento accade veramente. Ad esempio, considera le sensazioni che provi chiudendo gli occhi, immaginando di trovare 500 euro per strada, variando tutte le sottomodalità della scena per renderla “più vera possibile”, affinché la sensazione aumenti al “massimo”… Immagina la differenza fra lo stato mentale che ottieni facendo questo esercizio e… lo stato in cui sei quando invece vai per strada e i 500 li trovi veramente.
Notando ciò che il secondo stato mentale ha in più rispetto al primo è possibile capire finalmente cos’era quel “surplus” che mancava al classico esercizio di immaginazione, un surplus che determina il “salto di qualità” necessario a passare da un esercizio semplicemente piacevole a un esercizio che ha una qualche probabilità di funzionare.
Se senti il bisogno di questo salto di qualità, rifletti su quel “surplus” di sensazione, contestualizzandolo nell’ambito di un esercizio mentale sullo specifico evento che tu desideri: ogni volta che riflettendoci ti sovviene alla mente ciò di cui si tratta, sicuramente provi per almeno un istante la sensazione “vera”, la stessa di quando un evento è già accaduto. Questo è il presentimento assoluto. Che sarà, almeno durante i primi esercizi così correttamente eseguiti, accompagnato da una sensazione di stupore (è infatti normale stupirsi le prime volte che un esercizio di manifesting funziona).
A questo punto occorre non tanto mantenere e amplificare i sentimenti associati all’evento (del resto quando fai esperienza di un evento non ti è necessario grande impegno per provare i sentimenti che ad esso già sono associate), quanto mantenere il presentimento stesso, cioè rimanere nell’ordine delle idee che l’evento accade. Poni più a lungo possibile attenzione a quest’impostazione mentale, memorizza questa “posizione mentale”.
Ma attenzione: quando svanisce (è molto probabile che torni alla ribalta il vecchio sistema di convinzioni, magari dopo pochi secondi), NON sforzarti di “rincorrerla”: non “concentrarti per recuperare la sensazione” (sarebbe una controproducente “lotta fra pensieri”, nella quale probabilmente avrebbe la meglio il pensiero più radicato, cioè quello che non crede nella Legge dell’Attrazione). Semplicemente, rimani rilassato e ripeti l’esercizio da capo: di nuovo rifletti su cosa la sensazione di esperire realmente l’evento che desideri ha in più rispetto a immaginarlo; nel rendertene conto di nuovo, la sensazione-presentimento ritorna. Poni ad essa attenzione per più tempo possibile e, quando svanisce, rilassa la tua mente… ripeti ancora il tutto un po’ di volte. Tieni conto che per accedere ad una qualunque sensazione è molto utile assumere la stessa postura e dirigere lo sguardo nella stessa direzione di quando provavi quella sensazione in un’esperienza precedente.
Dopo un certo periodo in cui avrai ripetuto l’esercizio e innescato in te più volte il “presentimento assoluto” di un evento desiderato, con questa sensazione avrai maturato una familiarità e una dimestichezza tali da poterla innescare semplicemente a comando. Quindi sia la ripetizione dell’esercizio stesso, sia la sua esecuzione in momenti successivi saranno più facili e veloci.
In oltre probabilmente, via via che ripeterai l’esercizio, sarai in grado per un crescente periodo di mantenere vivo (ripeto, senza sforzo) questo presentimento, che (detto per inciso, visto che si tratta di un fatto né positivo né negativo) sempre meno sarà accompagnato da una sensazione di stupore.
La fase successiva è il “lasciar andare con fiducia”. Più precisamente, una sorta di “meta-fiducia”. Ovvero: “se sei scettico, non importa”.
Pensa come se un coach di cui ti fidi ciecamente ti avesse detto “Non preoccuparti, a questo punto l’esercizio funziona, che tu ci creda o no”.
Infine, passa qualche secondo rilassato e al tempo stesso curioso… non di sapere l’esito dell’esercizio, ma di conoscere l’affascinante meccanismo delle leggi cosmiche che porteranno all’accadimento dell’evento desiderato (questo fa sì che la mente passi un certo periodo durante il quale accetta la presupposizione che l’evento accadrà).
Dopo l’esercizio, “mantieni alta la guardia”: ogni volta che ti viene in mente l’evento in questione e ti accorgi che a questo pensiero ti stavi approcciando col vecchio atteggiamento – quindi aspettandoti un non successo – richiama immediatamente lo stato che hai imparato a generare: il presentimeto che l’evento accadrà. Ricordati di farlo, perché sarebbe un peccato se la tua mente funzionasse in modo produttivo per il tempo di uno, due o tre esercizi e in altri momenti della giornata remasse in direzione opposta.
Riguardo all’opportunità di un rilassamento che preceda l’esercizio e che consenta di eseguirlo in stato alfa, si tratta senz’altro di una buona idea, anche se comunque concentrando la propria attenzione su un’emozione lo stato alfa viene raggiunto automaticamente.
Altri consigli utili, come detto sopra, puoi trovarli alla pagina Legge di Attrazione – 7 esercizi.
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