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1 agosto 2011 | 0 comments

Comportamento sbagliato? Non dare la colpa al tuo DNA

Uno dei concetti chiave che si incontra studiando lo sviluppo personale è “Riconosci le tue responsabilità”.

…Il che è utile soprattutto ad avere presente la propria possibilità di cambiare la propria situazione ed ottenere quello che si vuole.

A questo scopo, è utile comportarsi come se la responsabilità di quello che ci accade fosse totalmente nostra, anche se l’osservazione della realtà ci farebbe dire che ci sono cose che non siamo in grado di controllare (secondo altre visioni del mondo, invece, il Karma ti porta in ogni momento la situazione di cui hai bisogno per evolverti, in questa vita o in una successiva..).

Per questo le varie scuole di sviluppo personale insegnano che per eventuali difficoltà incontrate, tendenzialmente devi:

- non dare la colpa agli altri
- non dare la colpa alla sfortuna

…Manca qualcosa.

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3 aprile 2011 | 1 comment

Miglioramento personale: studialo con elasticità

Hai mai avuto la sensazione che chi si occupa di sviluppo personale sia una persona strana, o che in qualche modo sia destinata a sembrare tale agli occhi della maggior parte delle persone, per il sembrare affezionata ai termini tecnici, alle tecniche e ai metodi di problem solving appresi a tal punto da lasciare in secondo piano i risultati che sono sotto gli occhi della persona dotata di un po’ di buon senso?

Credo che questo spesso accada, ma credo anche che non sia necessario!

Ad esempio può non accadere se sei abituato a non mitizzare nessuna disciplina, e a mantenere vivo il tuo spirito critico nei confronti di tutto ciò che stai imparando.

Un bell’argomento di sviluppo personale è la riabilitazione post-degenerofraintendimento degli insegnamenti nel campo dello sviluppo personale stesso…

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25 ottobre 2008 | 0 comments

La bufala del “periodo buio” indispensabile

Tante persone di successo, quando viene loro chiesto di spiegare come hanno raggiunto ciò che volevano, raccontano una storia che ha un inizio del tipo “Era un periodo buio della mia vita”, “Ero stato licenziato dalla mia azienda”, “Ero rimasto senza sigarette” etc.

Ed è opinione abbastanza diffusa che un periodo di difficoltà (problemi di salute, psicologici, finanziari, relazionali) possa trasformarsi in uno stimolo alla creatività, uno stimolo a decidere in che modo le proprie azioni quotidiane nei vari ambiti si facciano espressione delle proprie capacità da valorizzare e dei propri veri valori.

A posteriori, considerando certe storie, possono sorgere spontanee considerazioni che suonano un po’ strane: “Meno male che ti hanno licenziato”, “Fortuna che sei stato malato e hai rischiato di morire”… considerazioni che comunque, alla luce di quanto raccontato, sembrerebbero avere un senso. Ma se è vero che esperienze di grossi problemi o addirittura esperienze in cui è stato “toccato il fondo” possono insegnare, far sentire la persona più libera per il fatto di non poter andare più giù di dove è arrivata, ispirare idee, etc, io fino a prova contraria ritengo che:

  • Un “periodo no” non è indispensabile per una buona evoluzione personale
  • Non c’è motivo di ritenerlo il migliore strumento di apprendimento di una qualsiasi nozione o il migliore strumento di motivazione
  • Non è obbligatorio!!!

Ho puntualizzato che non è “obbligatorio” perché non sono rari gli individui che si sentono saggi (ma fanno un po’ di confusione fra “saggio” e “iettatore”) quando se ne escono con frasi del tipo “Eh, vedrai, l’avrai anche tu, un periodo in cui sarai a terra, ne riparleremo” (qualcuno ha voglia di parlare con una persona del genere? Ehi, uno alla volta! :-) )

Allora come trarre preziosi insegnamenti da un periodo buio che non si è vissuto, e che neanche c’interessa vivere? Semplice:

  • per quanto riguarda la parte razionale, quindi le varie nozioni da apprendere, puoi fare tesoro dell’esperienza altrui
  • quanto alla parte emotiva, puoi raggiungere uno stato mentale di libertà e creatività con l’immaginazione… chiedendoti, ad esempio: “Se avessi perso tutto e dovessi ricominciare da zero, quale mia capacità sfodererei e quale direzione mi darei per una nuova vita, più bella di prima, come so che è possibile fare grazie all’impegno e alla passione?”

La risposta che ti dai può contenere idee che ti sono utili anche nella posizione in cui sei adesso… perfino se stai bene!

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15 aprile 2007 | 0 comments

Evoluzione Personale: Nozioni di base

Prima di lavorare sull’aspetto funzionale di una persona, ovvero su un suo qualunque obiettivo specifico, un Personal Coach deve occuparsi dell’aspetto strutturale, cioè fornire al cliente, se alcuni suoi schemi di comportamento ne rivelano la mancanza, alcune nozioni che costituiscono la base di una vita sana. Alcune di queste nozioni sono:1) AVERE UNA BUONA PERCEZIONE DI SE’. Importante atteggiamento per raggiungere un successo e goderselo una volta raggiunto è senz’altro la consapevolezza di esserne meritevole. Quando hai preso coscienza della bontà dei tuoi valori e hai deciso il loro ordine di importanza, un tuo comportamento teso a perseguirli con integrità non ti lascerà dubbi sul fatto che ogni tuo successo è un successo meritato (l’amore da parte di qualcuno, la libertà di fare quello che ti piace, un qualsiasi evento fortunato..).

1) AVERE UNA BUONA PERCEZIONE DI SE’. Importante atteggiamento per raggiungere un successo e goderselo una volta raggiunto è senz’altro la consapevolezza di esserne meritevole. Quando hai preso coscienza della bontà dei tuoi valori e hai deciso il loro ordine di importanza, un tuo comportamento teso a perseguirli con integrità non ti lascerà dubbi sul fatto che ogni tuo successo è un successo meritato (l’amore da parte di qualcuno, la libertà di fare quello che ti piace, un qualsiasi evento fortunato..).


2) CONOSCERE I PROPRI VERI OBIETTIVI. Spesso un obiettivo che una persona afferma di avere è in realtà un mezzo di cui la persona stessa, a torto o a ragione, crede di aver bisogno per raggiungere quella che è la vera fonte di soddisfazione. Per individuarla la PNL suggerisce il metamodello, ossia una serie di domande tese a precisare prima il significato semantico dell’espressione usata dalla persona per indicare il proprio obiettivo, e poi il significato funzionale di quest’ultimo. Invece usando Mythoself si insegna alla persona ad accedere all’atteggiamento operativo che caratterizza i momenti in cui “tutto è perfetto”; quando assume tale atteggiamento, la persona è in grado di dire con sicurezza qual è il proprio vero obiettivo e qual è la prossima azione concreta da fare per raggiungerlo.

3) SAPER RAPPORTARSI CON GLI ALTRI. Nel corso della vita l’apprendimento di regole utili a costruire sane relazioni non deve degenerare in abitudini e convinzioni insensate, spesso ridicole (classico esempio sono ingiustificati timori o obblighi nei confronti di quella o quell’altra persona, o la necessità di giustificarsi quando non serve). Eliminando certe abitudini e convinzioni il proprio rapporto con gli altri, inteso sia in senso comunicativo che nel senso della percezione dell’altro, va incontro a un importante salto di qualità.

4) RICONOSCERE LE PROPRIE RESPONSABILITA’. L’inclinazione a considerare il successo o non successo principalmente come risultato delle proprie azioni (piuttosto che il risultato della sorte o del comportamento degli altri) è fondamentale affinché una persona si senta sempre in condizioni da un lato di cambiare in futuro ciò che non va e dall’altro di godersi i giusti premi ottenuti.

5) SAPERE COSA FARE DEI DATI IN INGRESSO. Ad ogni evento che ci riguarda (sia questo un evento atmosferico o una frase detta da qualcuno), la nostra mente tende a rispondere con un giudizio, una deduzione, l’attribuzione di un significato. L’abitudine di dare un significato (o non darlo, se non serve) partendo da un atteggiamento costruttivo ti mette in grado di percepire eventi solitamente considerati del tutto negativi come “neutri” o addirittura come occasione di apprendimento o divertimento. È l’ottimismo, un concetto banale, conosciuto da tutti. Ciò che invece non tutti hanno capito è che l’atteggiarsi in maniera costruttiva, il dare a un evento un significato conveniente, l’agire subito in base a cosa si vuole partendo da qualsiasi condizione non sono monopolio degli “ottimisti di nascita”, ma il frutto di una scelta.

6) AVERE UNA SOLIDA, COERENTE, OTTIMISTICA IDENTITA’ SOCIALE. Alla base di un buon approccio con gli altri c’è una percezione di te stesso come naturalmente incline a tessere relazioni soddisfacenti, senza sforzi per accettare o farsi accettare, ma scegliendo quali sono le persone adatte a te.

7) RISPETTARE LA LIBERTA’ DEGLI ALTRI. Fermo restando che il confronto con gli altri e la messa a disposizione delle proprie conoscenze possono essere motivo di soddisfazione, un altro concetto basilare per un buon approccio con gli altri, e ancor più con sé stessi, è accettare l’altrui diritto ad avere opinioni sbagliatissime, a pensare che tu sia una persona deplorevole quando in realtà sei una persona stupenda, che tu venda un prodotto che non vale nulla quando invece è il migliore sul mercato, che tu abbia commesso un crimine a cui sei invece estraneo; l’altrui diritto a contraddire la logica, a negare l’evidenza, e concedere agli altri non il diritto, ma comunque la libertà di parlare in malafede e in maniera intellettualmente disonesta.
Se accetti con serenità che gli altri abbiano tutte queste libertà, significa che percepisci te stesso come principale punto di partenza di ogni tua attività mentale e fisica.

8) ASSUMERSI UNA RESPONSABILITA’ NEI CONFRONTI DEL MONDO. Compiendo un’azione che ha un impatto sulla società, sull’ecologia, sull’economia, ti assumi la precisa responsabilità delle conseguenze che seguirebbero se tutti si comportassero nello stesso modo. Su quali siano i doveri di ognuno si possono avere varie opinioni; certo è che, una volta che hai deciso quali sono i tuoi in base alla tua scala di valori, la tua integrità ti porta ad assolverli senza alcuna eccezione.


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