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2 marzo 2014 | 0 comments

La salute prima di tutto… anche in senso cronologico!

Una brutta abitudine umana è quella di sopportare un dolore fisico, o un malessere emozionale rimandandone il rimedio a “più tardi”, dopo che saranno state svolte altre attività, altri compiti, altre commissioni.

Pensa, ad esempio, a una persona che un giorno ha mal di schiena. Conosce bene degli esercizi efficaci che lo farebbero migliorare. Cosa fa, però? Rimanda l’esecuzione di questi esercizi perché ha da fare altre cose, lasciandola alla fine dei propri compiti, e soprattutto non lo classifica come compito importante.

Questo è dovuto a volte all’effetto Zeigarnik, ovvero quella tendenza a completare un’attività che si è iniziata, anche quando sarebbe opportuno interromperla per un’altra a cui evidentemente spetterebbe la precedenza. Oppure è dovuto alla tendenza a mantenere le proprie abitudini, compresa quelle di dare la priorità a certe cose e non ad altre, indipendentemente dall’importanza che la persona attribuirebbe ad ognuna di esse se si fermasse un attimo a riflettere.

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1 agosto 2011 | 0 comments

Comportamento sbagliato? Non dare la colpa al tuo DNA

Uno dei concetti chiave che si incontra studiando lo sviluppo personale è “Riconosci le tue responsabilità”.

…Il che è utile soprattutto ad avere presente la propria possibilità di cambiare la propria situazione ed ottenere quello che si vuole.

A questo scopo, è utile comportarsi come se la responsabilità di quello che ci accade fosse totalmente nostra, anche se l’osservazione della realtà ci farebbe dire che ci sono cose che non siamo in grado di controllare (secondo altre visioni del mondo, invece, il Karma ti porta in ogni momento la situazione di cui hai bisogno per evolverti, in questa vita o in una successiva..).

Per questo le varie scuole di sviluppo personale insegnano che per eventuali difficoltà incontrate, tendenzialmente devi:

- non dare la colpa agli altri
- non dare la colpa alla sfortuna

…Manca qualcosa.

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3 aprile 2011 | 1 comment

Miglioramento personale: studialo con elasticità

Hai mai avuto la sensazione che chi si occupa di sviluppo personale sia una persona strana, o che in qualche modo sia destinata a sembrare tale agli occhi della maggior parte delle persone, per il sembrare affezionata ai termini tecnici, alle tecniche e ai metodi di problem solving appresi a tal punto da lasciare in secondo piano i risultati che sono sotto gli occhi della persona dotata di un po’ di buon senso?

Credo che questo spesso accada, ma credo anche che non sia necessario!

Ad esempio può non accadere se sei abituato a non mitizzare nessuna disciplina, e a mantenere vivo il tuo spirito critico nei confronti di tutto ciò che stai imparando.

Un bell’argomento di sviluppo personale è la riabilitazione post-degenerofraintendimento degli insegnamenti nel campo dello sviluppo personale stesso…

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10 febbraio 2010 | 0 comments

Evoluzione Personale: Nozioni di base

Prima di lavorare sull’aspetto funzionale di una persona, ovvero su un suo qualunque obiettivo specifico, un Personal Coach deve occuparsi dell’aspetto strutturale, cioè fornire al cliente, se alcuni suoi schemi di comportamento ne rivelano la mancanza, alcune nozioni che costituiscono la base di una vita sana. Alcune di queste nozioni sono:

1) AVERE UNA BUONA PERCEZIONE DI SE’. Importante atteggiamento per raggiungere un successo e goderselo una volta raggiunto è senz’altro la consapevolezza di esserne meritevole. Quando hai preso coscienza della bontà dei tuoi valori e hai deciso il loro ordine di importanza, un tuo comportamento teso a perseguirli con integrità non ti lascerà dubbi sul fatto che ogni tuo successo è un successo meritato (l’amore da parte di qualcuno, la libertà di fare quello che ti piace, un qualsiasi evento fortunato..).

2) CONOSCERE I PROPRI VERI OBIETTIVI. Spesso un obiettivo che una persona afferma di avere è in realtà un mezzo di cui la persona stessa, a torto o a ragione, crede di aver bisogno per raggiungere quella che è la vera fonte di soddisfazione. Per individuarla la PNL suggerisce il metamodello, ossia una serie di domande tese a precisare prima il significato semantico dell’espressione usata dalla persona per indicare il proprio obiettivo, e poi il significato funzionale di quest’ultimo. Invece usando Mythoself si insegna alla persona ad accedere all’atteggiamento operativo che caratterizza i momenti in cui “tutto è perfetto”; quando assume tale atteggiamento, la persona è in grado di dire con sicurezza qual è il proprio vero obiettivo e qual è la prossima azione concreta da fare per raggiungerlo.

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25 ottobre 2008 | 0 comments

La bufala del “periodo buio” indispensabile

Tante persone di successo, quando viene loro chiesto di spiegare come hanno raggiunto ciò che volevano, raccontano una storia che ha un inizio del tipo “Era un periodo buio della mia vita”, “Ero stato licenziato dalla mia azienda”, “Ero rimasto senza sigarette” etc.

Ed è opinione abbastanza diffusa che un periodo di difficoltà (problemi di salute, psicologici, finanziari, relazionali) possa trasformarsi in uno stimolo alla creatività, uno stimolo a decidere in che modo le proprie azioni quotidiane nei vari ambiti si facciano espressione delle proprie capacità da valorizzare e dei propri veri valori.

A posteriori, considerando certe storie, possono sorgere spontanee considerazioni che suonano un po’ strane: “Meno male che ti hanno licenziato”, “Fortuna che sei stato malato e hai rischiato di morire”… considerazioni che comunque, alla luce di quanto raccontato, sembrerebbero avere un senso. Ma se è vero che esperienze di grossi problemi o addirittura esperienze in cui è stato “toccato il fondo” possono insegnare, far sentire la persona più libera per il fatto di non poter andare più giù di dove è arrivata, ispirare idee, etc, io fino a prova contraria ritengo che:

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