Scaricare l’energia con sfoghi vaghi? Meglio usarla nel concreto
Qualche settimana fa nel mio blog OPIDOS ho citato un articolo di Theselbman che parla di sfoghi genericamente specifici su Facebook. Qui ne riassumo il concetto di base ed aggiungo una riflessione e un consiglio riguardo l’aspetto psicologico.
Molte persone, per trovare uno “sfogo”, aggiornano il proprio stato su FB con un messaggio “criptato”… L’atteggiamento è un po’ lo stesso di chi lancia in mare un messaggio in una bottiglia sperando che qualcuno lo legga e arrivi in soccorso.
..O di chi sogna di vincere alla lotteria: la parte razionale sa bene che probabilmente non succederà, ma la parte emozionale spera che quel desiderio si avveri. Da notare che il desiderio è assai poco preciso: il beneficio legato alla sua realizzazione, cioè “le cose che farei se vincessi X euro” è assolutamente vago…
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Un diffusissimo modo di approcciare chi non si vede da un po’ di tempo è porre una domanda del tipo “Come va”, o “Come stai”, o “Tutto bene?”.
L’incapacità di perdonare una persona è simile a una inconscia speranza di poter tornare indietro nel tempo per cambiare il passato, in modo da evitare il danno subito.
L’inizio di un rapporto di coppia a volte è frenato dall’esitazione giustificata da un dubbio, che viene espresso con una frase tipo:
Un tipico scenario problematico di rapporto genitore-figlio è quello in cui si ritrova questa serie di accadimenti:
