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29 luglio 2014 | 0 comments

Sai che lascerai il tuo ragazzo? Allora fallo in fretta.

Chiaramente vale anche per i maschi, ma visto che succede più spesso alle donne, in questo video a loro mi rivolgo…

In due parole: se la vostra storia è chiaramente finita, in qualche modo devi trovare il coraggio di dirlo SUBITO. Se poi avrai ragione di supporre che si è trattato di un errore siete sempre a tempo a tornare insieme. Mica è un contratto di lavoro, il fidanzamento, che devi tenertelo perché se lo lasci forse non ti ripiglia. Se non ti ripiglia significa che è stato giusto così. Due persone sono compatibili per come sono fatte, non per le scelte che hanno fatto. Buona visione / lettura.

Come avrai capito dal titolo, mi rivolgo in particolare alle donne che non hanno il coraggio di lasciare il loro fidanzato (o compagno, o come diamine ti piace chiamarlo) anche se sanno benissimo che sarebbe l’ora perché non si trovano più insieme: non esiste più amore, non esiste più feeling, non esiste più niente che dia loro motivo di stare insieme al vecchio partner perché dispiace loro lasciarlo.

Prima motivazione: “Ho paura di rimanere sola“.

Questa non è una giustificazione.

Vuoi aspettare altri 2 mesi, 3 mesi, 5 mesi per trovare una persona che possa sostituire il tuo attuale compagno (un amico, un’amica, o un altro fidanzato) ? Questo significa rubare al tuo attale partner tutto quel tempo, illudendolo.

Altro aspetto: rimandare in continuazione la decisione di lasciarlo con varie “scuse”…

…una delle quali è “Ci penserò ancora un po‘”. Bugiarda. Non è che vuoi pensarci ancora un po’. Vuoi solo aspettare ancora un po’. Ma pensarci, questo no. Anzi. Vuoi pensare ad altro, sperando che la questione ti venga riproposta più tardi possibile, perché non hai voglia né coraggio di porti di fronte a una decisione importante. Dici che vuoi pensarci ancora un po’? Bene, fallo immediatamente, allora. E onestamente.

Mi dispiace lasciarlo“.

Già più sincero, ma non per questo etico. Se sai già che non starete insieme per tutta la vita, sai già anche che il momento di lasciarlo prima o poi arriverà. Quindi tu non lo stai evitando. Lo stai spostando. E a che serve spostarlo? Serve a perdere tempo e a farne perdere a lui. Ti invito a notare che ritardare il suo dispiacere significa ritardare la sua ripresa. E anche ritardare il tuo dispiacere nel dargli dispiacere significa ritardare la tua ripresa.

Mi sento in colpa

Bugiarda. Non ti senti in colpa, perché sai bene che non è colpa tua. Quello che chiami “senso di colpa” è probabilmente il tuo disagio nel vederlo in difficoltà. Per evitare il tuo dispiacere nel vederlo in difficoltà (cosa che prima o poi dovrà accadere), ti stai comportando in maniera complessivamente penalizzante per lui, come ti ho spiegato poco sopra. Questa sì che è una colpa, se proprio di colpe vogliamo parlare.

QUINDI

Guarda in faccia alla realtà. Quando sono coinvolte altre persone è anche un tuo dovere, non più solo qualcosa che ti conviene fare.

Hai già capito che la cosa migliore da fare prima o poi è comunicare al tuo compagno che la vostra storia è finita? Non farlo prima o poi. Portagli rispetto. Fallo immediatamente.

È facile? No.

È doveroso? Assolutamente sì.

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19 aprile 2014 | 0 comments

Altruismo? Sì, se è sostenibile. Altrimenti non funziona

Perché è importante che tu curi il tuo bene prima di progettare e fare il bene degli altri?

Perché è parimenti importante sapere se stai assecondando davvero volentieri una persona di cui vuoi conquistare il cuore, e se ciò è ripetibile e sostenibile?

Una risposta a queste domande, piuttosto inflazionata e formalmente non sbagliata, è quella che si divertirebbe a dare il filosofota di cui ho parlato l’anno scorso, che casserebbe la domanda come mal posta:

“È assurdo distinguere le azioni che faccio per il beneficio mio da quelle che faccio per gli altri, perché anche quando si fa del bene agli altri lo si fa in realtà per il bene proprio, cioè per la soddisfazione di aver aiutato qualcuno.”

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26 marzo 2014 | 0 comments

Smascherare una bugia? Non c’è fretta

Qualche tempo fa una lettrice mi ha chiesto un consiglio su come scoprire se una persona le ha mentito (se ben ricordo si trattava di un mezzo bidone per dichiarati motivi di forza maggiore).

Finalmente mantengo la mia promessa di rispondere scrivendo un articolo… andando però un po’ fuori argomento :-)

Com’è noto, a parte le varie investigazioni con incrocio di dati, per spere se una persona dice una bugia la si può osservare mentre parla e cogliere eventuali incongruenze dal linguaggio paraverbale e non verbale (molto meno noto è che questo tipo di osservazione è molto più efficace se si usa una percezione non nozionistica che passa dall’inconscio dell’osservatore).

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2 gennaio 2014 | 0 comments

Regolamento di conti mentale ecologico

L’anno scorso pubblicai l’articolo “come non farsi intimidire“, dove spiegavo un esercizio di immaginazione per neutralizzare una sensazione negativa legata ad una interazione con una persona avvenuta in passato, immaginata nel futuro o ricorrente.

In questo articolo ti propongo un esercizio più specifico per “sistemare” il ricordo di episodi accaduti recentemente e fare “giustizia” a livello mentale (e verosimilmente anche energetico) con chi si è comportato con te in maniera ingiustamente fastidiosa.

Già. A volte viene voglia di punire una persona per un suo comportamento, inutile ignorarlo buonisticamente.

Magari si tratta di una persona con cui non hai più nulla a che fare, ma con cui senti che c’è un conto in sospeso per via della sua malefatta.

Ecco l’esercizio:

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10 novembre 2013 | 0 comments

Poesia: “I lettori della mente”

In un periodo che ben non ricordo
ma circa fra i ’90 ed i 2000
chi immaginava me che crudel mordo
per legger deduzion che dritto fila
stufato a perder tempo con gentaglia
lontano dal contagio dei lor tarli
fuggivo e dalla lor coda di paglia:
non rimaneva a me che canzonarli.
Sacrasticotto feci un poemetto
di te che leggi or a disposizione
invialo anche tu quando il sospetto
d’esser offesi ha l’immaginazione
del poverello interlocutore;
a gente più piacevole e matura
concedi l’energie e le tue ore
a lui dai link e dì buona lettura!

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23 ottobre 2013 | 0 comments

Relazione, Amore, Attaccamento: tre concetti differenti

Conoscere la differenza fra i concetti di “relazione di coppia”, “amore” e “attaccamento” è importante non solo per motivi di corretta terminologia nel parlare o scrivere, ma anche e soprattutto per motivi pratici, che concernono il riconoscimento della propria situazione, compresa l’individuazione di un eventuale problema, e quindi le decisioni da prendere.

Infatti chi non ha presente questa differenza potrebbe un giorno trovarsi a non avere obiettivi chiari e di qualità nel campo dei rapporti di coppia, sia per quanto riguarda il “prima”, e cioè la seduzione, sia nel corso di una relazione, sia dopo la sua eventuale conclusione.

Alcuni pensano si tratti di una questione quantitativa: “quando in una relazione ci si vuole bene e ci si affeziona tanto tanto tanto, a un certo punto lo si può chiamare amore”. Non è così. E neanche si può dire che “quando non si può fare a meno di una persona / si prova gelosia, allora quello è amore”.

Ecco qualche chiarimento…

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