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2 marzo 2014 | 0 comments

La salute prima di tutto… anche in senso cronologico!

Una brutta abitudine umana è quella di sopportare un dolore fisico, o un malessere emozionale rimandandone il rimedio a “più tardi”, dopo che saranno state svolte altre attività, altri compiti, altre commissioni.

Pensa, ad esempio, a una persona che un giorno ha mal di schiena. Conosce bene degli esercizi efficaci che lo farebbero migliorare. Cosa fa, però? Rimanda l’esecuzione di questi esercizi perché ha da fare altre cose, lasciandola alla fine dei propri compiti, e soprattutto non lo classifica come compito importante.

Questo è dovuto a volte all’effetto Zeigarnik, ovvero quella tendenza a completare un’attività che si è iniziata, anche quando sarebbe opportuno interromperla per un’altra a cui evidentemente spetterebbe la precedenza. Oppure è dovuto alla tendenza a mantenere le proprie abitudini, compresa quelle di dare la priorità a certe cose e non ad altre, indipendentemente dall’importanza che la persona attribuirebbe ad ognuna di esse se si fermasse un attimo a riflettere.

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2 gennaio 2014 | 0 comments

Regolamento di conti mentale ecologico

L’anno scorso pubblicai l’articolo “come non farsi intimidire“, dove spiegavo un esercizio di immaginazione per neutralizzare una sensazione negativa legata ad una interazione con una persona avvenuta in passato, immaginata nel futuro o ricorrente.

In questo articolo ti propongo un esercizio più specifico per “sistemare” il ricordo di episodi accaduti recentemente e fare “giustizia” a livello mentale (e verosimilmente anche energetico) con chi si è comportato con te in maniera ingiustamente fastidiosa.

Già. A volte viene voglia di punire una persona per un suo comportamento, inutile ignorarlo buonisticamente.

Magari si tratta di una persona con cui non hai più nulla a che fare, ma con cui senti che c’è un conto in sospeso per via della sua malefatta.

Ecco l’esercizio:

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13 dicembre 2013 | 0 comments

La meditazione Mindfulness migliora gli stati infiammatori e la risposta allo stress

Traduzione dell’articolo
Meditation Changes How Genes Are Expressed” di Jeremy Dean

Il primo studio che mostra rapidi e benefici cambiamenti della meditazione a livello molecolare

immagine di Nadir Hashmi

I benefici per la salute apportati dalla meditazione sono sempre più chiari, fermo restando che sappiamo ancora poco dei meccanismi grazie ai quali vengono ottenuti questi effetti.

Ma un nuovo studio fa luce sui cambiamenti che avvengono nel corpo a livello molecolare come effetto della meditazione.

Per il loro nuovo studio, Kaliman ed altri (2014) hanno coinvolto 19 persone con una buona esperienza in meditazione; ognuno di loro ha eseguito una meditazione intensiva di 8 ore basata sul mindfulness.

I soggetti sono stati confrontati con un gruppo di 21 altri che hanno svolto attività tranquille non meditative per lo stesso periodo di tempo.

Gli individui di entrambi i gruppi si sono sottoposti a prelievi ematici prima e dopo l’attività.

Analizzati i campioni di sangue a livello molecolare, sono stati rilevati cambiamenti notevoli.

Nel gruppo di meditatori esperti si osservavano cambiamenti nel modo in cui certi geni venivano espressi.
Le espressioni dei geni includevano una sottoregolazione degli ormoni coinvolti nelle infiammazioni, e in generale nella risposta del corpo allo stress.

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12 luglio 2013 | 0 comments

Botta nelle palle? Non salti né ghiaccio, ma Stretching!

La settimana scorsa, durante un allenamento di Judo, un atleta si è preso accidentalmente una dolorosissima botta nelle parti basse. Ho risolto il suo problema in pochi secondi grazie a una tecnica di mia invenzione (per lo meno nessuno me ne aveva parlato fino ad ora e da un po’ di googolamento mi pare che sul web almeno fin ora non se ne sia fatto cenno). Anche se non proprio a tema col blog penso sia giusto condividere questa importante scoperta, peraltro facile da mettere in pratica.

Il metodo usato e stra-usato che però non funziona (e che ovviamente non aveva funzionato con l’atleta infortunato di cui sopra) consiste nel fare da in piedi o da seduti dei salti “pesanti” (il contrario di “molleggiati”, insomma) con l’intento di far scendere i testicoli innalzati a causa della contrattura del muscolo cremastere. Non funziona perché:

- sarebbe controproducente instaurare un “tiro alla fune” fra gravità e muscolo contratto, dove la fune sarebbero le povere pallottole; ho detto “sarebbe” perché per fortuna l’azione inerziale che sfrutta la gravità è irrilevante

- una sollecitazione del genere non è affatto efficace per il rilassamento di un muscolo contratturato a causa di un trauma…

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9 maggio 2013 | 0 comments

Vincere la paura del buio e simili

Per molti bambini e anche per alcuni adulti (specialmente donne) il buio incute paura.
La paura del buio è collegata all’irrazionale timore di un’improbabile o inverosimile violenza da parte di una persona, un animale o un qualche mostro…

…In particolare credo che la paura dei luoghi di campagna isolati di notte, specialmente quelli in prossimità di un bosco, siano nati nell’immaginario collettivo italiano, ai tempi dei delitti del mostro di Firenze. Ricordo che fui molto impressionato, da bambino, quando in TV vidi lo spot televisivo che metteva in guardia i ragazzi da possibili aggressioni in posti del genere..

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8 aprile 2013 | 0 comments

L’interpretazione felice

Ecco due esempi di interpretazione felice:

- L’ingenuamente simpatico comportamento del cane: se al tuo rientro in casa abbaia troppo, è inutile sgridarlo, perché in quel caso interpreterà le tue sgridate come fossero dei tuoi giocosi “abbai”, segno di accettazione ed assecondamento delle feste che ti sta facendo (un modo forse efficace per far sì che il cane col tempo perda queta abitudine potrebbe essere sopportare gli abbai fcendo finta di nulla)

- Il modo in cui il bambino vive gli accadimenti nel film di Benigni “La vita è bella” (se l’hai visto certo non hai bisogno di spiegazioni, mentre in caso contrario ti invito a guardarlo al più presto)

Ho detto “interpretazione felice” e non “ottimismo”, perché l’ottimismo è un’altra cosa: ottimismo è dare importanza e attenzione i lati positivi di una situazione che si conosce, senza necessariamente ignorarne i lati negativi.

Invece il cane dell’esempio che ho fatto e il bimbo protagonista di “La vita è bella” non colgono il lato positivo di una situazione brutta perché proprio non sanno che è brutta, ingenui come sono. Questo consente loro di viverla bene senza bisogno di essere ottimisti.

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