Emozioni indesiderate: fanne uno stimolo per la ricerca

Ecco un buon modo di rispondere all’eventualità di una emozione spiacevole occorsa contestualmente a una conversazione o altro tipo di interazione con il mondo esterno:

  • Vai in un buono stato mentale
  • Rifletti (da solo o con l’aiuto di qualcuno) per rispondere alla domanda: “Come avrei dovuto agire fisicamente / a livello di dialogo con gli altri / a livello di dialogo interno per far andare le cose meglio di come sono andate?

tecniche esercizi relazioni interpersonali    Emozioni indesiderate: fanne uno stimolo per la ricerca   Lavori+in+corso

Non necessariamente i due punti sono nettamente separati: il secondo può essere parte del primo, poiché la ricerca di un rimedio a un’emozione negativa già di per sé è un’attività mentale che tende a distogliere da quest’ultima e quindi migliorare il tuo stato.

La riflessione che ti ho proposto ti suggerisce il comportamento da adottare in futuro in caso si dovesse ripresentare una situazione simile. … leggi il resto dell’articolo »

Idee volanti? Salvale.. e poi mettile in ordine

Cosa fare quando hai in testa qualcosa di nuovo e importante, ma sai che non puoi dedicarvi attenzione da subito?
Annotarlo scrivendo o registrando la tua voce.

tecniche esercizi performance    Idee volanti? Salvale.. e poi mettile in ordine   Idee+volanti+ +annotale
Annotare o registrare le idee che ti vengono in mente ti serve a sentirti “libero” di rilassarti senza timore di scordarne neanche una, ed essere pronto per cominciare, appena possibile, a dedicare reale attenzione a una sola di queste, quella che in questo momento ritieni opportuna.

Hai un’idea e intuisci che si tratta di qualcosa di interessante, anche se non è ben chiara?

Passi da gigante… oppure di bimbo

tecniche esercizi performance    Passi da gigante… oppure di bimbo   piedi%252520bimboSpesso grazie a una disciplina di sviluppo personale in pochissimo tempo si ottengono importantissimi cambiamenti; ad esempio, dopo aver fatto un esercizio particolarmente adatto alla persona e alla situazione, o aver preso piena coscienza di alcune informazioni prima non conosciute o a cui non si era prestato l’opportuna attenzione, ci si avvia a cambiare la propria vita giorno dopo giorno con veri passi da gigante. Naturalmente è auspicabile che questa possibilità venga conosciuta in particolare da chi di sviluppo personale non sa niente ed è ancorato al luogo comune “per cambiare è sempre necessario molto tempo”.

Ma è anche auspicabile che chi studia e pratica una qualche disciplina di miglioramento non rimanga a tutti i costi incollato al pensiero diametralmente opposto e cioè, magari per il solo fatto di aver appreso da un trainer autorevole che data una strategia funziona velocemente, continuare ad usarla anche dopo un certo numero di esperienze che ne hanno evidenziato l’inefficacia…. … leggi il resto dell’articolo »

Due domande importanti

tecniche esercizi buone abitudini    Due domande importanti   Interrogativo%25252C%252520EsclamativoCi sono alcune domande molto utili al miglioramento personale… Ce n’è una che, prima ancora di suggerire la messa in pratica o la ricerca di tecniche o cambiamenti specifici, può spingerti a non vivere nell’inerzia, ma attivamente e da protagonista.

Questa domanda è:

Sono davvero soddisfatto della direzione in cui sta andando la mia vita?

Molte persone hanno paura di chiedersi una cosa del genere, perché sanno che la risposta sarebbe “No” e, quel che è peggio, non avrebbero né il coraggio né la voglia di far qualcosa affinché un giorno la stessa domanda abbia come risposta un bellissimo “Sì!”. E allora solo una volta all’anno, o una volta al mese, o sporadicamente quando capita di entrarci nel corso di una conversazione leggera, o in corrispondenza di una crisi di accumulo di insoddisfazione (che purtroppo spesso sfuma in un ritorno alla situazione precedente) queste persone riflettono su un argomento che invece chiunque, oltrepassato il periodo dell’infanzia, dovrebbe considerare il più importante e basilare.

Il mio consiglio è: poniti questa domanda spesso. Fanne una routine.

Ad esempio ogni volta che ti svegli, ogni volta che stai per addormentarti, nei “tempi morti” (fila in mezzo al traffico o all’ufficio postale, sala d’aspetto, etc). Rispondi sinceramente, sapendo che rispondere sinceramente può solo fare il tuo bene.

È facile e veloce rispondere, considerato che se hai anche un minimo di titubanza, la risposta è “No” tecniche esercizi buone abitudini    Due domande importanti   icon smile
Considera inoltre che anche risposte del tipo “Beh, sì”, oppure “Tutto sommato sì” equivalgono a un “No”. Perché le azioni quotidiane e il flusso di eventi in cui vivi, così come un vettore che puoi rappresentare graficamente, sono orientati in modo da conferirti il ruolo che in questo mondo vuoi avere, oppure… no. Analogamente a ciò che accade in geometria, non si può “puntare abbastanza” in una certa direzione: se la direzione è diversa anche di poco da quella che dovrebbe essere, questa diversità si evidenzia sempre più man mano che si procede. Il tuo focus, la tua dedizione possono portarti ad agire nel modo in cui senti di essere il miglior te stesso, oppure quest’ambizione può non sussistere. E in tal caso la risposta alla domanda sarà “No”.
Nota: non sto dicendo che per rispondere “Sì” devi aver ottenuto o avere la sicurezza di ottenere tutti gli obiettivi che ti sei preposto. Avere una certa direzione significa sapere di comportarsi costantemente secondo la propria natura, agire in ogni momento in base alla propria personale propulsione, quella che sentiamo essere giusta per noi, quali che siano i risultati ottenuti e che si otterranno.
E poi, dopo la domanda “Sono davvero soddisfatto della direzione in cui sta andando la mia vita?”, qualunque sia stata la risposta che ti è venuta in mente, chiediti:

Cosa voglio?

Stavolta non è detto che la risposta arrivi subito, e anzi spesso occorre del tempo per capirlo (per abbreviare i tempi di questa risposta puoi riflettere a lungo, o accorciare i tempi facendo specifici esercizi, o accorciarli ancor di più con una sessione di Life Coaching). La cosa certa è che prima ti poni questa domanda, prima darai una risposta, e prima la tua vita troverà la sua strada, se non l’ha ancora fatto.
È umano quanto frequente procrastinare ciò che non è comodo fare o dire, ciò che non dà un vantaggio immediato: lo studio di una materia, una conversazione non piacevole ma necessaria, il riordino di una stanza, etc. E umano quanto frequente è anche uno dei più grandi, “latenti” errori che si possa fare: procrastinare di farsi le domande più importanti e di dare ad esse una risposta.

Sono davvero soddisfatto della direzione in cui sta andando la mia vita?

Cosa voglio?

Il PRIMO ed *IMMEDIATO* passo da intraprendere per vivere una buona vita è dare una risposta a queste due domande.

Il secondo passo è fare del primo un’abitudine quotidiana.

Legge dell’Attrazione – un particolare importante

di Marco Malatesta – www.marcomalatesta.com

tecniche esercizi legge dellattrazione    Legge dell’Attrazione – un particolare importante   Sensazione+vivida2

Com’è noto a chiunque conosca la Legge dell’Attrazione, essa afferma un’influenza diretta dei pensieri sugli eventi che si verificano nel mondo oggettivo, ed in particolare l’opportunità di immaginare l’evento desiderato e viverlo in maniera più sensorialmente basata possibile affinché accada.

Meno noto e approfondito è un altro concetto, in realtà fondamentale (me lo conferma chi, avvalendosi della Legge dell’Attrazione, ha il 99% di risultati, che lascio anonima per motivi spiegati qui): così come è inutile ripetere un’affermazione ogni giorno per decine di volte se dopo ognuna di esse il dialogo interno commenta “non è vero” o “magari fosse vero!”, lo stesso tipo di dialogo interno può vanificare la più diligente perseveranza e la più pignola esecuzione di un esercizio sulla Legge dell’Attrazione (esercizio di manifesting), da cui in tal caso ci si può al massimo aspettare, come risultato, una grande maestria nel forzare correlazioncine fra ciò che accade e l’esercizio stesso.
Questo non significa che si debba suggerire a un principiante, o a chi comunque non ha ancora ottenuto buoni risultati, di essere sicuro che l’esercizio funzionerà: sarebbe tanto sbagliato quanto impossibile. Sbagliato perché effettivamente nessun esercizio può garantire un successo sicuro (i motivi possono essere vari, vuoi perché l’esercizio è di per sé non perfetto, vuoi perché non è eseguito benissimo…). Impossibile perché senza un’evidenza sufficientemente suggestiva, basata su una prova tangibile oppure su un processo razionale non si modificano a comando aspetti radicati del proprio sistema di convinzioni (si può adottare un comportamento che di una certa convinzione non tenga conto, ma è un’altra cosa).
Possibile è invece agire sulle sensazioni, che siamo in grado di generare e amplificare, come ogni praticante di PNL sa.
E fortunatamente è quello che in realtà ci serve. non la certezza che l’evento accada, ma l’impostazione mentale di chi ha la certezza che l’evento accada. La stessa impostazione che nasce dall’essere testimoni di tale evento o dal venirne informati da una fonte che riteniamo attendibile. Essa è caratterizzata, oltre che da sentimenti (gioia, soddisfazione, sicurezza..), anche e soprattutto da un particolare tipo di sensazione che concerne la irrazionale percezione di un’informazione come vera. Quando questa informazione è un evento futuro, la sensazione è detta presentimento.
Come i sentimenti, anche la percezione di un fatto come vero può avere varia intensità. E varia intensità può avere un presentimento.
Il tipo di presentimento che ritengo necessario inserire in un esercizio di manifesting è non semplicemente un “grande” o “fortissimo” presentimento, ma il “presentimento assoluto” che l’evento desiderato si verificherà. Ovvero la stessa impostazione mentale che si prova quando il fatto che l’evento futuro si verifichi non è minimamente in discussione, è accettato come vero con lo stesso livello di sicurezza con cui si accetta come vero qualcosa che è già successo.
Come ottenerlo?
Per spiegare il metodo che propongo per ottenere un “presentimento assoluto” mi è utile ricordare come, nell’approccio PNListico, spesso si faccia uso di una domanda del tipo “cosa proverei se accadesse questo evento?” e di dettagli e sottomodalità per elicitare e amplificare uno stato mentale che si avvicina a quello che si ha quando il fatto si verifica. Che però di solito si differenzia per l’appunto da quest’ultimo per la mancanza di una sensazione importante: la sensazione che l’evento stia per accadere davvero.
Io ti suggerisco di elicitare il presentimento proprio riflettendo sulla differenza fra le sensazioni ottenute immaginando l’evento desiderato e la sensazione che hai quando verifichi direttamente nel mondo oggettivo che l’evento accade veramente. Ad esempio, considera le sensazioni che provi chiudendo gli occhi, immaginando di trovare 500 euro per strada, variando tutte le sottomodalità della scena per renderla “più vera possibile”, affinché la sensazione aumenti al “massimo”… Immagina la differenza fra lo stato mentale che ottieni facendo questo esercizio e… lo stato in cui sei quando invece vai per strada e i 500 li trovi veramente.
Notando ciò che il secondo stato mentale ha in più rispetto al primo è possibile capire finalmente cos’era quel “surplus” che mancava al classico esercizio di immaginazione, un surplus che determina il “salto di qualità” necessario a passare da un esercizio semplicemente piacevole a un esercizio che ha una qualche probabilità di funzionare.
tecniche esercizi legge dellattrazione    Legge dell’Attrazione – un particolare importante   Sensazione+vivida

Se senti il bisogno di questo salto di qualità, rifletti su quel “surplus” di sensazione, contestualizzandolo nell’ambito di un esercizio mentale sullo specifico evento che tu desideri: ogni volta che riflettendoci ti sovviene alla mente ciò di cui si tratta, sicuramente provi per almeno un istante la sensazione “vera”, la stessa di quando un evento è già accaduto. Questo è il presentimento assoluto. Che sarà, almeno durante i primi esercizi così correttamente eseguiti, accompagnato da una sensazione di stupore (è infatti normale stupirsi le prime volte che un esercizio di manifesting funziona).

A questo punto occorre non tanto mantenere e amplificare i sentimenti associati all’evento (del resto quando fai esperienza di un evento non ti è necessario grande impegno per provare i sentimenti che ad esso già sono associate), quanto mantenere il presentimento stesso, cioè rimanere nell’ordine delle idee che l’evento accade. Poni più a lungo possibile attenzione a quest’impostazione mentale, memorizza questa “posizione mentale”.
Ma attenzione: quando svanisce (è molto probabile che torni alla ribalta il vecchio sistema di convinzioni, magari dopo pochi secondi), NON sforzarti di “rincorrerla”: non “concentrarti per recuperare la sensazione” (sarebbe una controproducente “lotta fra pensieri”, nella quale probabilmente avrebbe la meglio il pensiero più radicato, cioè quello che non crede nella Legge dell’Attrazione). Semplicemente, rimani rilassato e ripeti l’esercizio da capo: di nuovo rifletti su cosa la sensazione di esperire realmente l’evento che desideri ha in più rispetto a immaginarlo; nel rendertene conto di nuovo, la sensazione-presentimento ritorna. Poni ad essa attenzione per più tempo possibile e, quando svanisce, rilassa la tua mente… ripeti ancora il tutto un po’ di volte. Tieni conto che per accedere ad una qualunque sensazione è molto utile assumere la stessa postura e dirigere lo sguardo nella stessa direzione di quando provavi quella sensazione in un’esperienza precedente.
Dopo un certo periodo in cui avrai ripetuto l’esercizio e innescato in te più volte il “presentimento assoluto” di un evento desiderato, con questa sensazione avrai maturato una familiarità e una dimestichezza tali da poterla innescare semplicemente a comando. Quindi sia la ripetizione dell’esercizio stesso, sia la sua esecuzione in momenti successivi saranno più facili e veloci.
In oltre probabilmente, via via che ripeterai l’esercizio, sarai in grado per un crescente periodo di mantenere vivo (ripeto, senza sforzo) questo presentimento, che (detto per inciso, visto che si tratta di un fatto né positivo né negativo) sempre meno sarà accompagnato da una sensazione di stupore.
La fase successiva è il “lasciar andare con fiducia”. Più precisamente, una sorta di “meta-fiducia”. Ovvero: “se sei scettico, non importa”.
Pensa come se un coach di cui ti fidi ciecamente ti avesse detto “Non preoccuparti, a questo punto l’esercizio funziona, che tu ci creda o no”.
Infine, passa qualche secondo rilassato e al tempo stesso curioso… non di sapere l’esito dell’esercizio, ma di conoscere l’affascinante meccanismo delle leggi cosmiche che porteranno all’accadimento dell’evento desiderato (questo fa sì che la mente passi un certo periodo durante il quale accetta la presupposizione che l’evento accadrà).
Dopo l’esercizio, “mantieni alta la guardia”: ogni volta che ti viene in mente l’evento in questione e ti accorgi che a questo pensiero ti stavi approcciando col vecchio atteggiamento – quindi aspettandoti un non successo – richiama immediatamente lo stato che hai imparato a generare: il presentimeto che l’evento accadrà. Ricordati di farlo, perché sarebbe un peccato se la tua mente funzionasse in modo produttivo per il tempo di uno, due o tre esercizi e in altri momenti della giornata remasse in direzione opposta.
Riguardo all’opportunità di un rilassamento che preceda l’esercizio e che consenta di eseguirlo in stato alfa, si tratta senz’altro di una buona idea, anche se comunque concentrando la propria attenzione su un’emozione lo stato alfa viene raggiunto automaticamente.

Lo STUPORE – Credi prima di provare

tecniche esercizi    Lo STUPORE – Credi prima di provare   stuporeFra gli insegnamenti di sviluppo personale si possono incontrare contemporaneamente due idee che possono sembrano fra loro contraddittorie:

- “Non avere pregiudizi; nessuno pretende che tu creda ciecamente ad alcunché: per quanto ti possa sembrare bizzarra questa tecnica, provala prima di dire se funziona o no”

- “Devi fare gli esercizi e applicare le tecniche con un atteggiamento positivo, altrimenti è facile che non funzionino”.

Insomma: quando ti viene proposta una tecnica, per decidere se crederci devi prima provarla, però per provarla ci devi prima credere.

Questo apparente paradosso nasce dal duplice significato della parola “credere”, che nel primo caso (“sperimenta prima di credere”) ha a che fare con l’affermare o smentire un fatto, mentre nel secondo caso (“credi prima di provare”) indica uno stato mentale. … leggi il resto dell’articolo »

Belle sorprese

tecniche esercizi    Belle sorprese   Belle+sorpreseChi conosce delle tecniche di sviluppo personale e/o ha maturato una filosofia di vita generativa, indubbiamente ha la possibilità di ridurre al minimo il numero di secondi in cui proverà sensazioni non belle.

Ma non solo.

Quando si è abituati a fare esercizi di Medicina Energetica e di PNL, possono capitare belle sorprese: ti è capitato qualcosa che ti ha messo a disagio, decidi di spendere i tuoi successivi 1-3 minuti per un esercizio che ti rimetta sui binari… stai per iniziare l’esercizio e ti accorgi che, ancor prima di cominciare, ti senti già bene.

Il motivo di questa bella sorpresa risiede nel fatto che il sistema corpo-mente-energia ormai conosce bene quell’esperienza di cambiamento desiderata.  … leggi il resto dell’articolo »

Il miglior uso dello Swish

tecniche esercizi smettere di fumare    Il miglior uso dello Swish   cestino

Lo swish, nelle sue varie forme, si può considerare l’esercizio base delle tecniche di Programmazione Neuro Linguistica usate per il miglioramento del dialogo interno.Detto brevemente, consiste nel ripetere più volte il procedimento che seguente, aumentando ogni volta la velocità di esecuzione dei primi due punti:

1) richiamare le immagini connesse con la sensazione da eliminare
2) richiamare subito dopo immagini associate alla sensazione desiderata, che devono “sovrapporsi” alle prime (nel caso si tratti di immagini visive, il tipo di transizione deve essere quella che al soggetto risulta più facile).
3) distrarsi per qualche secondo

Spesso lo Swish è stato proposto per eliminare sensazioni negative in un contesto ben preciso, ad esempio per:

  • eliminare il senso di colpa per aver commesso uno sbaglio
  • eliminare un sentimento di rabbia per un’ingiusta accusa o rimprovero (accade in particolare quando non è stato possibile dare un’adeguata risposta a causa di poca prontezza, poco tempo a disposizione o indisponibilità ad ascoltare da parte dell’interlocutore)
  • eliminare sensazioni di debolezza, impotenza, etc associate al pensiero di una futura conversazione con un superiore severo, con una persona desiderata che potrebbe opporre un rifiuto, etc

… leggi il resto dell’articolo »