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27 luglio 2013 | 0 comments

Coaching psicosomatico

– Ho dolore al collo… Forse ho una protrusione cervicale o una contrattura muscolare…
– Forse. Ma prova a descriverlo con parole terra-terra: che fastidio hai?
– Mi fa male quando mi volto indietro.
– Da quanto tempo?
– Circa tre settimane.
– Tre settimane fa quale evento passato ti faceva male, se ti voltavi indietro a guardarlo?
– … [attimo di smarrimento] … [sorriso] …Ah, ho capito…
– Prova a voltare il collo adesso… Passato il dolore?
– Sì… [muove il collo ancora, fra lo stupore e l’incredulità] …Non ho più dolore!!

Questo è il tipico esempio di ciò che accade in una sessione di coaching psicosomatico in cui l’operatore affronta il problema indagando su una possibile lettura metaforica del sintomo. Accade che:

  • Il paziente si rende conto dell’origine psico-sociale del proprio fastidio fisico,
  • …ovvero capisce il messaggio che il suo corpo gli stava inviando,
  • …quindi il messaggio, avendo assolto il suo compito, non ha più bisogno di manifestarsi come sintomo.
  • …che con questo naturale processo di auto-guarigione, scompare.

Anche se non sempre questo approccio è così semplice, e anche se il risultato non in tutti i casi è istantaneo, lo considero complementare a ogni terapia medica in cui non si sia preso in considerazione la persona nel suo insieme corpo-mente. Questo vale anche per persone che apparentemente hanno un problema esclusivamente fisico.

Ecco alcuni presupposti necessari a un coaching psicosomatico, che almeno nel contesto della sessione devono essere presi per buoni, senza necessariamente accettarli dogmaticamente e completamente in senso stretto:

  • Le parole con cui una persona descrive un suo disagio fisico sono una metafora del problema psico-sociale che l’ha causato
  • Ogni disfunzione fisica ha la sua origine profonda nell’ambito psico-sociale della persona, compresi i traumi e tutto ciò che sembra essere accaduto per caso
  • I sistemi energetici dei vari esseri viventi comunicano fra loro anche senza la loro consapevolezza
  • Il disagio fisico di un bambino ha la sua origine profonda nell’ambito psico-sociale di uno o entrambi i genitori
  • Prendere coscienza del motivo psicologico per cui è insorta la patologia può essere sufficiente alla sua guarigione
  • Il linguaggio usato del paziente nel descrivere i propri sintomi, se interpretato come metaforico nel campo emozionale, può dare importanti indizi sulla causa psico-sociale del suo problema

Confrontando le correlazioni patologia fisica – problema emozionale di vari autori si può notare la loro non completa sovrapponibilità, e viene da chiedersi da che parte stia la ragione. Io penso che in una buona percentuale di casi la risposta a questa domanda possa essere data solo dall’intuizione che l’operatore ha maturato con l’esperienza.

COME SI SVOLGE UNA SESSIONE

Dopo aver informato il paziente sulla possibile causa psico-sociale che ha portato il disagio fisico lamentato, conduco una sessione di life coaching per il miglioramento delle strategie comportamentali ed emozionali del paziente. Talvolta uso le Costellazioni Familiari, metodo ideato da Bert Hellinger, che consente di capire e risolvere problemi all’interno di una famiglia relativi alla percezione del proprio ruolo all’interno di essa.

Le mie aree di intervento sono le province di Arezzo e Firenze; con chi dispone di una webcam è possibile anche una sessione su Skype. Se vuoi prenotare un appuntamento, visita questa pagina.

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