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12 marzo 2011 | 0 comments

Come scegliere un corso di miglioramento personale?

E’ possibile, dalla presentazione di un corso di miglioramento personale, rendersi conto che si tratta di un buon corso, e che valga quello che costa, con una sicurezza del 100% ? No.

Se decidi di interessarti allo sviluppo personale leggendo libri e frequentando corsi, è probabile che nella tua strada tu ti accorga di non aver scelto bene, qualche volta, se non sei veggente.
Ma comunque esistono segnali che possono farti capire con buona probabilità se un corso è da frequentare o se probabilmente è meglio lasciar perdere.

Esperienze che non auguro a nessuno, tralasciando il caso più ovvio del corso con contenuti banali o tecniche non dimostrate bene, sono quelle in cui:

  • nella presentazione del corso, lo scopo dichiarato è semplicemente fornire utili strumenti ai partecipanti, mentre in realtà il trainer aggiunge un grande lavoro di persuasione allo scopo di indurli a frequentare il corso successivo, e/o si tenta di convincerli di quanto è bello lavorare nel campo dello sviluppo personale indipendentemente dalle reali e naturali aspirazioni di ognuno;
  • la frequentazione del corso non ha un preciso scopo ed è giustificata dalla curiosità per aver letto o ascoltato parole vaghe ma persuasive abbastanza da convincerti a sborsare una grossa cifra;
  • dopo aver frequentato il corso, i partecipanti si sentono (o si dovrebbero sentire, secondo gli scopi di chi ha parlato loro) dipendenti da un trainer o da una scuola, “incompleti” al solo pensiero di perdersi il prossimo seminario.

Alcuni campanelli d’allarme che dovrebbero attivarsi e farti sospettare che un trainer è da evitare:

  • ti accoglie con un super-sorriso falso come una banconota da 3 euro e, per quanto ti sorrida, ti stia vicino e ti segua, comunque a pelle lo percepisci come distante;
  • non cita le fonti presentando come sue nozioni che non lo sono (aspetto importante, del quale comunque non bisogna “integralisti”, come ho spiegato in un altro articolo);
  • non vede niente di anormale nell’indebitarsi per partecipare a un corso di miglioramento personale.

Per quanto mi riguarda, poi, non amo troppo i trainer che, al di là della bontà dei loro insegnamenti, si esprimono in modo da “mostrare il fianco” a critiche da parte del mondo scientifico, esprimendosi in modo non chiaro o improprio.

Ed ecco invece 3 caratteristiche che secondo me contraddistinguono la buona qualità di un corso di miglioramento personale e l’onestà del trainer:

  • Dalla presentazione (brochure, evento introduttivo gratuito, e-mail, pagina web…) si capisce se lo scopo del corso è semplicemente fornirti degli strumenti per te stesso oppure se è darti una formazione di trainer;
  • Il trainer parla con una buona sintassi e non dice sfondoni, “neanche” quando parla di scienze “alternative”;
  • Prima di frequentare il corso hai un’idea (magari non precisissima) su cosa grazie ad esso puoi ottenere;
  • Dopo averlo frequentato puoi dire di aver ottenuto quello che cercavi (e magari qualcosa in più), ed senti quindi di avere delle necessità in meno rispetto a prima.

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