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28 settembre 2015 | 0 comments

Come sopravvivere alle chiacchiere sceme di parenti e simili

Come liberarsi dai rompipalleIn alcune situazioni l’evitamento di una persona come soluzione al fastidio che ti dà non è la migliore soluzione. Tipico è il caso di parenti particolarmente ignoranti, bigotti, supponenti, ansiosi etc, da cui però non ti conviene allontanarti, magari perché abiti con loro e non hai una casa né entrate economiche sufficienti a pagarti un altro alloggio (cosa molto probabile specialmente se hai meno di 18 anni e non sei il capo spacciatore della tua zona né ti prostituisci). Altro esempio: sei un carcerato e hai un compagno di cella le cui parole sembrano parte integrante della punizione che il giudice ti ha inflitto. Oppure senza meritarlo vieni criticato da un professore che l’ha presa fitta con te o da un cliente testone che non puoi mandare al paese che meriterebbe in quanto il tuo datore di lavoro ne sarebbe tutt’altro che contento.

Facile, per uno che non vive questo tipo di esperienze, dirti “quando quell’individuo parla, fa’ che le sue parole ti entrino da un orecchio e ti escano dall’altro”. Mentre alcuni ci riescono per inclinazione naturale, è assai difficile per altri che, invece di bypassare sproloqui / frecciatine / domande stupide che tocca loro sentire,

– cadono nella tentazione di cimentarsi in una missione impossibile quanto frustrante, e cioè convincere lo stupido che è stupido e che deve smetterla

– …oppure sopportano.

Nessuna di queste due reazioni è sostenibile nel lungo periodo: la frustrazione genera un grande stress; sopportare è ancora peggio, in quanto fra l’altro è cosa assolutamente innaturale per il nostro cervello. Entrambi gli atteggiamenti alla lunga espongono il sistema psico-fisico al rischio di svariate patologie anche gravi.

Cosa fare dunque?

Come puoi sopravvivere alle ripetute chiacchiere fastidiosamente inopportune di parenti, colleghi e simili, se non li puoi evitare?

IL PROTOCOLLO ANTI-ROMPITORI

———————-

1)

Per prima cosa chiediti: “Davvero non li posso evitare, oppure in realtà posso?”. Analizza tutte le possibilità che effettivamente hai, anche quelle che comportano un cambiamento importante nella tua vita. Fallo guardando i pro e i contro nel lungo periodo.

2)

Se la risposta è “No, non posso / per ora non mi conviene”, chiediti: “Ho modo di ghigliottinare il loro flusso di robaccia mentale con un atto energico o di fine furbizia, che induca lo scemo a cambiare comportamento senza conseguenze negative per me?”. Mi riferisco ad infliggere o minacciare una punizione efficace che – importante – nella sua mente deve associarsi con grande precisione al suo comportamento molesto. Un po’ come nell’addestramento dei cani: puoi punirli per educarli, a patto che capiscano a quale loro azione corrisponde la punizione.
Nota: prima di escludere una certa punizione o addirittura anche solo la minaccia di infliggerla perché ti sembra troppo severa, valuta bene. Chiediti se davvero è molto più severa rispetto alla SOMMA degli episodi fastidiosi che quella persona ti ha procurato fino a ora e di quelli che ti procurerà in futuro per mesi o anni. Tieni conto inoltre che per evitare che quella severa punizione si ripeta il modo ce l’ha: basta che la smetta.

3)

Se la risposta è “No, non ho modo farlo”, allora hai bisogno di una buona strategia interna per immunizzarti da quella persona non allontanabile e non addomesticabile.

Molte persone ti darebbero un consiglio basato sul rafforzare la tua verità: “Sai bene che le cose che ti dice sono false, quindi fregatene”. Ma ciò potrebbe smettere di funzionare quando il parlatore a vanvera esagera. Questo invece il mio consiglio:

considera le parole dello stupido come VERE… NEL SUO MONDO.

Se le consideri semplicemente false, avverrà sempre uno “scontro” fra ciò che lui sostiene e la tua verità. Le parole partono dalla bocca dello sciatto interlocutore, raggiungono il tuo cervello, che si “oppone” ad esse affermando che sono false. Questo scontro, con l’andar del tempo, potrebbe avere lo stesso effetto della goccia che scava la pietra.

Se invece consideri che quelle affermazioni hanno un qualche senso, ma nella testa mutante dell’interlocutore, non si crea nessun conflitto. Prendi atto che, qualsiasi corbelleria dica l’individuo, essa è vera nel suo pazzo mondo che sì, esiste, esiste dentro di lui, ed è una roba davvero stramba, e meno male che è tutta roba sua. Non smentire. Prendi atto dei concetti che ascolti… e lascia libera la testa di chi parla di riempirsi (lei, non tu) di tutte le assurdità che vuole.

Con la tua voce rispondi meno possibile, e con un preciso atteggiamento:

la tua eventuale risposta verbale ha come unico scopo il precoce zittimento del molestatore, quando possibile.

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Attenzione: il passo 3 della procedura che ho appena descritto non è granché adatto se le affermazioni che ti tocca sentire sono dette in malafede e mirate a darti fastidio per divertimento, cosa che avviene tipicamente fra ragazzini, e che rientra nella categoria del bullismo, di cui parlerò in un altro articolo.

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