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8 maggio 2011 | 0 comments

Coppia in crisi: “ravvivare il rapporto” ? Lasciarsi?

Ho parlato con più di una persona che si lamentava di una crisi di coppia dando una descrizione di questo tipo: “non vivo niente di speciale”. Il che mi ricorda… … un po’ il finale delle puntate di Casa Vianello con la mitica Sandra Mondaini che si lamenta con Raimondo dicendo “Che vita grama… che grama vita… E non succede mai niente!”. Se la questione viene esposta in modo così generico senza la capacità di spiegare esattamente cosa si vorrebbe di più, probabilmente lasciare la fidanzata o lasciare il fidanzato è una decisione che non c’entra nulla col reale problema della persona.

Non si tratta di un problema specifico (tipo “ho una spina in un piede”). Si tratta della non realizzazione… di un desiderio che non si ha!

Ebbene…

Esiste una scadenza entro la quale occorre vivere obbligatoriamente un momento super-grandioso? No.

C’è motivo di aver fretta che arrivi? No. Specialmente se non è chiaro in cosa consista!

Sandra e Raimondo

Eppure quante volte si sente dire “Mi ha lasciato / mi ha lasciata per motivi che non mi è riuscito capirenon so cosa volesse esattamente, dove ho sbagliato…

Consideriamo un ragazzo che dice “La relazione con la mia fidanzata è diventata piatta… non so esattamente cosa vorrei di più, ma sta di fatto che mi annoio”.

A questo risponderei:

Se non sai cosa in più vorresti esattamente, allora non esiste un vostro vero problema: il problema è che qualcun altro ha inculcato nella tua testa il bisogno di uniformarti a uno standard di felicità, come se ogni settimana qualcuno desse il voto al dinamismo della vostra coppia e tu ti sentissi costretto, in caso di voto basso, a mettere una nota sul registro “questa coppia ha una relazione piatta”.

Cercare il divertimento e l’avventura che senti di volere è proficuo e legittimo, ed è giusto interrompere una relazione quando ci si accorge che le nostre aspirazioni non sono raggiungibili con quel partner.

Ma se una persona parte dal presupposto (acquisito per sentito dire, grazie a un luogo comune) che debba esistere una idilliaca e fumosa felicità non meglio specificata, che non sa neanche bene in cosa consista e cosa significhi, è abbastanza naturale che questo inesistente desiderio non si realizzi, ed è assurdo dare la colpa di ciò alla relazione che non funziona.

Non è la coppia che non funziona, ma la persona.

Lasciare una fidanzata per un motivo del genere non è molto più logico che dire “lascio la mia fidanzata perché mi fa male un ginocchio”. Non è con una fidanzata diversa che le cose miglioreranno (salvo magari l’iniziale entusiasmo per aver conosciuto una nuova persona).

Coppia vitale e avventurosa

La percezione di una vita piatta, così come la bassa autostima, è il risultato di qualcosa che molti ritengono necessario, ma che necessario non è, e cioè un giudizio sulla propria vita… Che fino a prova contraria, non serve a niente e non è mai stato indispensabile a migliorare la vita di nessuno, e viene dato da chi ha un atteggiamento mentale poco adatto al raggiungimento della felicità.

Come ho spesso spiegato, gli atteggiamenti mentali si possono dividere in due grandi categorie: atteggiamento creativo (o “generativo”) e atteggiamento riparativo (o “inibitorio”).

Tipicamente si tende a esemplificare l’atteggiamento generativo come quello di chi è focalizzato sui propri desideri (“voglio ottenere questo risultato”), e l’atteggiamento inibitorio come quello di chi è focalizzato su ciò che dà fastidio (“voglio eliminare questo mio problema”)

Ma quando si parla di “noia”, è possibile che una persona che ha studiato un po’ di miglioramento personale “imbrogli” 🙂

Ovvero può esprimersi con una sintassi che farebbe pensare a un atteggiamento generativo anche quando non è così: ad esempio se col lutto nel cuore dice “voglio avere una relazione che mi accenda”, e non è in grado di specificare cosa vuol dire esattamente, la verità è che il suo atteggamento è inibitorio, perché sottintende “..e siccome non ce l’ho non sono felice”.

Se veramente sei interessato a vivere al meglio, allora non hai tempo di fermarti a giudicare, a fare resoconti, a dare giudizi o voti, né a lamentarti perché questi voti sono bassi. Semplicemente, agisci in base a ciò che vuoi. Se non sai ciò che vuoi,

assicurati per prima cosa di essere in contatto con quella parte di te che genera i tuoi naturali e genuini desideri

(questa è la cosa più importante nel miglioramento personale, ed è per questo che è una delle prime cose che faccio fare durane il life coaching).

Se ancora in quell’atteggiamento mentale non sai cosa vuoi, semplicemente

non c’è fretta.

Continua a fare quello che stai facendo, ma con questo nuovo atteggiamento.

Magari il tuo desiderio è “Voglio sapere ciò che voglio“. Ed anche questo può essere un obiettivo sano, ammesso che venga perseguito a partire da quell’atteggiamento.

Possibile obiezione: il ragazzo che si “annoia” con la sua attuale fidanzata potrebbe pensare “Incontrerò prima o poi un’altra ragazza con cui mi divertirò davvero, e così lascerò la mia attuale fidanzata per lei… E visto che lo so, tanto vale lasciarla adesso, perché più tardi la lascio, più soffrirà per il maggiore periodo di affezionamento a me”.

Questo ragionamento ha senso solo se nella coppia non c’è dialogo, se l’uno non è al corrente ed aggiornato della situazione mentale dell’altra e viceversa. In una coppia matura e fatta di persone equilibrate, sincere e realiste, ognuno dei due nel presente si aspetta dall’altro non più di quanto già accade, e per il futuro ha già fatto i conti su cosa potrà succedere, quindi probabilmente non ci sarà alcun fulmine a ciel sereno.

Una volta impostata la tua mente in un atteggiamento generativo, percepirai come completamente inutili e senza senso la fretta di fare alcunché, o la paura di non essere all’altezza di chissà cosa, o la voglia dell’erba del vicino che è sempre più verde (fuori di metafora, il grande amore che hanno i fortunati superinnamorati).

SbirulinoSe, nella situazione “abbastanza buona” in cui sei ora, mentre attendi ulteriori eventi o ispirazioni che ti invitino a fare dei passi che adesso non conosci, tu fossi comunque al meglio di te senza pensare al futuro, ma pensando al presente, come sarebbe?

Esattamente come dev’essere: pensare al presente anche mentre sai che probabilmente il futuro sarà diverso. E’ così che il presente te lo godi, anche se non è (ancora) il super-massimo.

Anche se non siete convinti al mille per mille che la vostra è una super-coppia e funziona ALLA GRANDE, e non vi fa dire ogni giorno “Come sono fortunato ad avere incontrato la mia dolce metà!”, potete comunque rimanere insieme. L’importante è che non facciate figli.

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