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13 aprile 2018 | 0 comments

E se il tuo cervello non accetta la verità?

Se l'oggettività dice una cosa, e il tuo cervello dice il contrario...Cosa succede quando si ha un’illusione ottica, ad esempio quando si guarda questa immagine, in cui le fasce azzurre sembrano oblique e di diversa inclinazione, ma sono in realtà orizzontali e parallele fra loro? Comincia una sorta di battaglia fra la nostra parte razionale e quella parte del nostro cervello che continua a illudersi dell’apparenza. Dopo aver eseguito una verifica con una misurazione cerchiamo di guardare quelle fasce e percepirle come orizzontali, ma il cervello continua a dire la sua: ha comunque l’impressione che non sia così.

Nelle situazioni in cui il cervello fatica pesantemente ad allinearsi con la realtà, l’esperienza che si vive può essere una sorta di frustrazione divertente, se si tratta di un gioco di prestigio, di un’illusione ottica, di un indovinello matematico o simili. La cosa non è invece così divertente in altri tipi di situazioni…

…e cioè quando la lotta interiore riguarda una decisione importante da prendere. Ho spesso sentito dire, anche nell’ambito dell’evoluzione personale, che se razionalmente percepiamo una decisione come giusta, ma qualcosa ci dice che non è così, dovremmo dare fiducia a una parte di noi chiamata in vari modi:

istinto
intuito
cuore
parte irrazionale del cervello
anima
artista interiore
genio pazzariello che è in ognuno di noi
etc.

Peccato che con questa teoria, che pure ha un fondo di verità, si creino degli equivoci: magari credi di dare ascolto a una parte di te “irrazionalmente saggia” (o altra poetica espressione) quando in realtà stai ascoltando la tua parte…

bigotta
stupida
incancrenita nelle sue abitudini
pigra
fobica
testa a pinolo
etc.

Dunque in caso di conflitto interiore, quando sai che le linee sono orizzontali ma secondo la tua percezione non è affatto così, come puoi capire se è bene a dare retta alla tua parte razionale e fare un certo passo, dato che tutti i conti e i ragionamenti sembrano suggerirlo, o se invece è bene esitare?

Una risposta l’ho gà data nell’articolo dedicato allo stato generativo.

Un’altra te la do qui: esita, se vuoi, ricordando che nel frattempo è bene

proseguire la ricerca

su cosa è meglio fare. Non fermarti a tentennare facendo niente.

Prosegui la ricerca, anziché attendere che qualcosa cambi da sé, o accettare la tua condizione, se questa è insoddisfacente. Non fermarti col pensiero al presente, ma tieni conto di quello che ti accadrà se tutto rimane com’è.

Così facendo, una propulsione a trovare la strada giusta da percorrere potrebbe provenire dalla (giustissima) paura di come sarà la tua vita fra qualche mese o anno se mantieni lo status quo.

Attenzione, però:

la paura non deve essere l’unico motore che ti spinge ad agire.

La paura è un elemento molto potente. E la reazione alla sola paura, senza altri punti di riferimento, può essere:

– la frettolosa fuga di una situazione sgradita con la prima scappatoia che si presenta davanti (quando sarebbero da valutare altre soluzioni);

– una esitazione lunghissima e controproducente, in cui ti fossilizzi per evitare il cambiamento, che offre uno scenario incerto (cosa spesso inevitabile e del resto normale, quando si sceglie una strada nuova, dunque accettabile).

Quindi, a meno che non si tratti di emergenze,

una decisione può essere dettata anche dalla paura, a patto che venga presa in un momento di lucidità.

In particolare un errore da evitare è lasciare che stress e sfiducia in sé stessi ci convincano a delegare scelte importanti delle propria vita, mettendosi nelle mani di chi magari da quelle scelte guadagna qualcosa.

Sentirsi non in grado di prendere una decisione non è un buon motivo per far decidere a un guru.

Il fatto che questo errore venga commesso è ad esempio uno dei motivi per i quali all’interno di una setta psicologica vengono spesso reclutate persone insicure, e che inizialmente si sentono meglio anche perché qualcuno prende decisioni al posto loro.

Se hai bisogno di aiuto per prendere una decisione che sia specchio dei tuoi veri valori, e non di quelli appresi o imposti da un’abitudine, dalla cultura o da chicchessia, puoi chiedermi di farti sperimentare il metodo di coaching che uso per raggiungere lo stato generativo e il Movimento Arcaico, entrambi utili a questo scopo.

Clicca qui per informazioni.

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