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25 dicembre 2017 | 0 comments

Fine di un amore: gestirla al meglio e minimizzare il disagio

Chi dice di “soffrire per amore” dovrebbe tener conto che quella sofferenza è il risultato di un “miscuglio” di due attività emozionali… che è possibile quanto opportuno smettere di mischiare. In questo articolo parlo della situazione in cui un ragazzo è stato lasciato da una ragazza, ma vale ovviamente la stessa cosa a ruoli invertiti; inoltre valgono gli stessi consigli e considerazioni in caso di amore non corrisposto.

Smettere di soffrire per amoreL’amore è uno stato che, fra l’altro, ci fa associare una persona a sentimenti piacevoli… anche quando quella persona non è con noi. Tutti sanno che due persone che formano una coppia felice non necessariamente stanno insieme 24 ore al giorno nella stessa stanza.

Ciò premesso, che differenza c’è fra un uomo felicemente fidanzato che in questo momento non si trova fisicamente assieme alla sua donna e un uomo che sta soffrendo per la mancanza della sua ex?
Entrambi, pensando a una certa donna, provano amore. Il primo pensa “Che bello”. Il secondo pensa “Che bello… però non mi va giù che io non la debba più incontrare, baciare, etc“.

La seconda parte di questa frase è mentale. Non deriva da un’esperienza, ma da una considerazione:

il ragazzo è venuto a conoscenza di un’esperienza bella, ne vorrebbe ancora, ma non può. Quando torni da una bellissima vacanza il ricordo della vacanza ti rende triste? No. Era bella, e prima o poi doveva finire. Lo sapevi fin da quando avevi prenotato il viaggio. Un po’ come una relazione: sai bene che la maggior parte delle relazioni non durano per tutta la vita, quindi già fin dall’inizio lo sapevi che ci sarebbe stata un’alta probabilità che si concludesse (No, non dirmi che non lo sapevi, su. No? Davvero non lo sapevi? Beh, se è così… d’ora in poi lo sai).

Senza dubbio, nei primi tempi:

– abituarsi a una vita diversa può essere difficile e può dare tristezza

– se la rottura del rapporto la persona è rimasta delusa, può esserci rabbia

Tutto normale.
Mentre non è normale, cioè non sano, e neanche obbligatorio, lo stato di disperazione e il sentirsi persi, magari anche a settimane di distanza.

Dunque che fare per evitarlo, e per vivere in maniera sana questa fase?

Classicamente quando un ragazzo è stato lasciato dalla sua fidanzata gli amici cercano di distrarlo e fargli pensare ad altro. Questo funziona solo temporaneamente e può addirittura fare danno, perché volersi distrarre da qualcosa che percepiamo come importante significa reprimere. E reprimere significa buttare fuori dalla porta ciò che di sicuro in qualche modo rientrerà dalla finestra, manifestandosi come problema emozionale e/o fisico.

Questo invece il mio consiglio su come comportarsi quando si è tristi a causa della rottura di un fidanzamento, e vale anche per la tristezza dovuta a qualunque altro addio:

1) Quando ricordi i momenti piacevoli, semplicemente ricorda i momenti piacevoli. Non aggiungerci il commento “sigh.. però ora questi momenti non ci sono più”.

2) Quando vivi il presente, vivi il presente. Focalizzati interamente su ciò che hai, e su ciò che puoi avere e su ciò che vuoi.

Si tratta di due esperienze distinte.

– ricordare il passato

– vivere il presente

Di queste due attività emozionali, entrambe dignitose, deve esserti chiaro in ogni momento se stai facendo l’una o l’altra. Sono come due buoni ingredienti che insieme stonerebbero, mentre separatamente compongono due ottime portate di un pranzo.

Siamo in questa vita non per confrontare le esperienze, ma per viverle, ricordarle con piacere o comunque imparare da esse, e poi viverne altre ancora.

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