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29 gennaio 2016 | 0 comments

La gelosia del territorio lasciala ai cani

Mi sono entrati i ladri in casa e da quel giorno...Avrai sentito dire e forse avrai anche tu detto qualcosa del genere:

“Se i ladri mi entrano in casa, ciò che pesa ancor più del furto è la violazione di uno spazio mio… e questo dà un grande disagio psicologico che dura per moltissimo tempo: la tua casa non la senti più tua”.

Tantissime persone, quando sentono un discorso come quello esemplificato sopra, fanno di sì col capo e danno per scontato che sia normale voler “proteggere il proprio territorio”. Questo atteggiamento viene spesso inteso e divulgato come un valore positivo: i ragazzi che vivono ancora coi genitori si sentono dire: “Se un giorno avrai una casa tua ti renderai conto di quanto è importante!”
Quando uno è “geloso della sua roba”, questo viene fatto passare di solito come come una semplice caratteristica di cui prendere atto e non come un difetto, così come la gelosia del fidanzato o della fidanzata vengono fatti passare per una piacevole conferma del fatto che si è innamorati…

Premesso che non giustifico i ladri, e premesso che il tema della gelosia è troppo lungo per essere affrontato in questo articolo, un attaccamento che espone al rischio di un grande disagio in caso di una qualche astratta “violazione” indipendentemente da un danno oggettivo, fa parte di un atteggiamento diffuso, ma non per questo sano.

È un segno di immaturità che frena la propria evoluzione personale, dato che

evoluzione personale è crescita di consapevolezza; ogni altro valore che non vada in tale direzione è sviante e perciò controproducente; fra questi c’è il sentirsi padroni di qualcosa o di qualcuno.

Questo vale per l’appartamento in cui si vive, vale per ogni cosa che si possiede e per le persone con cui abbiamo un forte legame.

Attenzione: questo non significa negare la proprietà privata. La proprietà privata e la sua protezione sono importanti per motivi economici, logistici e affettivi, etc. Perdere delle cose, veder lesi i propri diritti e accorgersi che la propria sicurezza è messa a rischio adesso e potenzialmente anche in futuro mette a disagio, ed è normale. Altra cosa è percepire quelle ingiustizie come una sorta di sacrilegio a proprio danno: è qui che si vede l’attaccamento patologico.

Tieni presente che qualunque cosa o persona può essere persa da un giorno all’altro. Se al normale disagio economico e/o emotivo della perdita ci aggiungi anche il senso di “violazione di un pezzo di te stesso”, un eccessivo protrarsi di pensieri del tipo “Non è giusto!”, questo significa che la tua impostazione mentale ha bisogno di spostare il suo focus dall’astrazione alla concretezza.

Questo, quindi, il mio consiglio:

liberati da ogni atteggiamento mentale che ti fa percepire una cosa o una persona non solo come tue, ma come “assolutamente tue”.

Assolutamente tuo è il tuo essere e nient’altro. Tu sei tu. Non sei le tue cose, né le altre persone. Quando te ne accorgi, capisci che non si tratta di rassegnarsi a una notizia spiacevole. Al contrario, ti accorgerai che va bene così, e la tua qualità di vita da quel momento sarà molto maggiore.

Per concludere, intendendo “territorio” in senso lato, riassumendo il tutto in una frase:

La gelosia del territorio lasciala ai cani.

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