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9 Gennaio 2020 | 0 comments

Decidi la tua parola trigger d’emergenza

Sensei Ando, maestro di arti marziali canadese, in questo video dà consigli su come reagire al meglio subito dopo aver subito un colpo (ad esempio un pugno) durante una lotta. Trovo che questi consigli valgano anche per i colpi subiti in ambito psico-sociale, a cui pure accenna.

Sotto al video, una libera traduzione in italiano di quanto ha detto, tagliuzzando qualcosina, specialmente i convenievoli.

L’altra sera mi son beccato una bella ginocchiata in testa, e ne ho ricavato due cose: un’emicrania e l’idea che fosse il momento di fare un video su come ricevere un pugno. Se fai una ricerca su questo argomento già troverai un sacco di buoni video, che ti spiegheranno che devi tenere la mandibola serrata, il mento giù, stare sciolto, e ruotare il tronco nella direzione del pugno. Tutto giusto. Ma cosa fai se non puoi far scivolare il pugno e non puoi ruotare? Cosa fai se ricevi un colpo che ti rintrona?

Il primo consiglio che ti do è probabilmente il più importante che ho ricevuto nella mia carriera nelle arti marziali: quando vieni colpito, recupera la lucidità e l’attenzione prima che ti finiscano. Supponiamo tu abbia preso un calcio in faccia. Boom!

“Ouch, fermo, ‘spetta…”

Supponiamo ti mettano le dita negli occhi.

“Ah! Fermo, fermo!”

Capisci il problema? Il mondo non si fermerà per te. Il tempo non si fermerà per te. Dei teppisti non si fermeranno per te. Quando vieni colpito, devi fare qualcosa per recuperare la tua attenzione. Fai un respiro, un passo, rimettiti in guardia, tira un pugno… fai qualcosa che ti aiuti a superare quel momento anziché fermarti. Quando hai recuperato lucidità e attenzione, allora puoi fermarti. Quando ho preso quella ginocchiata in testa l’altra sera, il mio compagno si è fermato e ha detto “Oh, scusa, scusa!”. E io ho detto: “No, va bene, continua, continua”.
Non sto dicendo di ignorare il tuo dolore o la tua paura. Sto dicendo di controllarli. La prossima volta che ti mettono un dito in un occhio, o ti rompi un dito, o ti fai male a un ginocchio, o prendi una gomitata in faccia, non andare fuori di testa. Respira, proteggi il tuo corpo e recupera lucidità e attenzione.
Nel momento in cui vieni colpito o anche ferito, la sensazione che hai è quella più simile di tutte a ciò che si prova in un combattimento reale. E questo ne fa il più importante momento del tuo allenamento. Quindi, se capita, non sprecare quel momento. Quando vieni colpito, per un attimo puoi entrare in contatto col vero te stesso: chi sei davvero quando vieni colpito? Sei uno che si dà per vinto o sei un combttente? Perdi la testa o mantieni la calma? Prendi coscienza di questo: se ti alleni per fermarti ed arrenderti quando vieni colpito o sei dolornte, amico, allora ti stai allenando un’abitudine che ti vedrà morto in un combattimento reale.

Quindi ricorda: recupera la lucidità e l’attenzione prima che ti finiscano.

Secondo consiglio: decidi una trigger word, cioè una parola attivatrice.

parola trigger

Ai cani da difesa si insegna ad attaccare al pronunciamento di una certa parola? Stanno distesi a leccarsi, poi dici “Sauerkraut!”, e improvvisamente si trasformano in una macchina assassina. Tu puoi fare lo stesso (non la parte in cui ti lecchi). Quando si viene colpiti è facile perdersi in una nebbia di dolore e panico. Se vuoi sopravvivere, devi eliminare quelle nubi al più presto. E ripetere la tua trigger word. Per me funziona. Quando venivo colpito una volta dicevo “Go, go, go”. Poi iniziai a dire “Fight, fight, fight”. Non ha importanza quale trigger word scegli. Puoi usare anche “Shazam”. Puoi dire “Muori, maledetto!”. Non ha importanza. Scegli una parola che ti dia la carica. Fa’ che sia il tuo mantra, il tuo grido di guerra. È importante, perché anche se inizi il combattimento sicuro di te, quando subisci un colpo possono presentarsi voci nella testa come “Ouch, Corri! Scappa! Mamma!”. Non deve succedere. Ricorda: non puoi avere il controllo su un combattimento, se non controlli la tua mente. Quindi dai alla tua mente una parola su cui focalizzarsi. Una parola è tutto ciò di cui hai bisogno per riprenderti e tornare lucido e attento in un combattimento.

Questo vale anche nella vita. Prendiamo colpi anche al di fuori dei combattimenti: scopri che il tuo socio in affari vuole fregarti soldi… Bam! Sei innervosito perché sei bloccato nel traffico… Bam! Hai perso il lavoro… Bam! Un amico muore… Bam! Ti chiudi le dita in uno sportello di un’automobile… Bam! La vita quotidiana è piena di piccoli o grandi colpi. Non dimenticare che ogni colpo che ricevi è un’occasione per rafforzare il tuo spirito di combattente. Qualsiasi cosa accada, non permettere a niente e a nessuno di perturbare il tuo equilibrio, di perturbare il tuo respiro, di renderti agitato, di costringerti alla resa. Quando ti arriva un colpo, affrontalo, respira, valuta la situazione, prendi una decisione, e agisci. L’abitudine più importante da sviluppare è controllare la tua mente quando subisci un colpo. Allenati a continuare a respirare, pensare e muoverti. Non è solo il segreto per vincere un combattimento, ma anche per vincere nella vita.

Ok… Hai trovato la tua parola trigger? No? Fallo adesso. Trova una parola trigger, inseriscila nella tua pratica e fammi sapere se funziona.

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