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3 aprile 2011 | 1 comment

Miglioramento personale: studialo con elasticità

Hai mai avuto la sensazione che chi si occupa di sviluppo personale sia una persona strana, o che in qualche modo sia destinata a sembrare tale agli occhi della maggior parte delle persone, per il sembrare affezionata ai termini tecnici, alle tecniche e ai metodi di problem solving appresi a tal punto da lasciare in secondo piano i risultati che sono sotto gli occhi della persona dotata di un po’ di buon senso?

Credo che questo spesso accada, ma credo anche che non sia necessario!

Ad esempio può non accadere se sei abituato a non mitizzare nessuna disciplina, e a mantenere vivo il tuo spirito critico nei confronti di tutto ciò che stai imparando.

Un bell’argomento di sviluppo personale è la riabilitazione post-degenerofraintendimento degli insegnamenti nel campo dello sviluppo personale stesso…
Quando un ragazzo si trova a studiare una disciplina che ha lo scopo di risolvere i più disparati problemi e di ottimizzare in generale la sua vita, appare molto ghiotta l’idea di avere delle regole che, una volta imparate, gli facciano capire cosa conviene fare e come conviene comunicare. E capita che una persona si possa affezionare a delle regole a tal punto da non accorgersi che sono sbagliate, o dannose in un certo campo, o non accorgersi che non ne ha capito lo spirito, anche quando a una terza persona apparirebbe chiaro.

Spesso gli insegnamenti vengono impartiti anche sotto forma di massime. Ci sono ad esempio alcune frasi che sicuramente sono familiari a chi ha studiato PNL (il che non significa che tutte siano state coniate dai creatori della PNL), fra cui enunciati bacchetta-amici, formule passepartout della felicità e frasi magico-ipnotico-persuasive e nozioni su come funziona la mente umana:

  • Il significato della comunicazione sta nella risposta dell’interlocutore
  • La mappa non è il territorio
  • Il nostro cervello non fa differenza fra le cose immaginate e le cose ricordate
  • Come sarebbe se … [situazione che fa provare l’emozione che si vuole indurre] ?
  • Bisogna comunicare a seconda del sistema rappresentazionale dell’interlocutore: Mario è un visivo, Giovanna è una uditiva, Filippo è un cinestesico
  • Bisogna comunicare a seconda dei metaprogrammi dell’interlocutore:Paolo è un adeguante, Rosanna è una disadeguanteGianpiero è un “verso”, Giacomo è un “via da”…
  • Questa che hai espresso è una convinzione limitante
  • Cosa intedi esattamente per [ciò che ha detto l’interlocutore] ?

Quest’ultima frase è il tipico esempio della tecnica che in PNL è detta metamodello. Trovai divertente il P.S. di un messaggio sulla mailing list “mente” dello zio Hack di anni fa, scritto da Bruno, una nostra vecchia conoscenza, in risposta a una persona che aveva usato proprio il metamodello, e che rende bene l’idea che vorrei far passare con questo mio video. Eccolo qua:

Un piccolo consiglio ai neopiennellisti o aspiranti tali: il metamodello è uno strumento terapeutico derivato dalla grammatica trasformazionale, che serve (o dovrebbe servire) a recuperare la struttura profonda – e la relativa esperienza sensoriale – partendo dalle affermazioni superficiali del soggetto. E’ uno strumento che, in mani esperte, può rivelarsi davvero utile ai fini della terapia.
Ogni altro uso serve
a) a farvi diventare degli emeriti rompicoglioni
b) a farvi apparire completamente cretini
Voglio dire, se io dico che X e l’incarnazione di Y, di solito il 90% delle persone capisce quello che voglio dire. Se qualcuno mi chiede “Come fa a incarnarsi?”, la mia reazione é “Perché questo mi interrompe rompendomi i coglioni con domande senza senso? Per caso è completamente cretino e non capisce il senso elementare e chiaro di una frase? Ah, no, è un piennellista…”

Insomma, lo sviluppo personale non deve prendere la piega sbagliata che consiste nell’abituare per certi versi alla rigidità mentale piuttosto che all’elasticità, anche se può apparire paradossale (ad esempio, anche il concetto secondo cui “bisogna essere elastici” dev’essere elastico, visto che non è sempre giusto essere elastici). Una persona che si comporta da “integralista della PNL” o di qualunque altra disciplina rischia di diventare la caricatura di sé stessa, e di “farsi riconoscere”.

Quindi senza puntualizzare in quale misura e in quali casi è veritiero/utile e in quali casi è falso/irrilevante/inutile/dannoso oguno dei concetti espressi nelle frasi che prima ho portato come esempio, mi limito qui a darti un semplice consiglio: per quanto tu possa trovare utili o affascinanti dei modelli della mente, delle regole di comportamento e delle strategie di comunicazione, che ti vengono insegnati in una qualunque disciplina,

Impara quello che vuoi, ma mantenendo sempre sveglio il tuo buon senso e il tuo spirito critico.

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