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30 Ottobre 2011 | 1 comment

La musica dà forti emozioni e coinvolge. Quindi…

MusicaÈ noto che la musica può essere un’esperienza intensa e dare forti emozioni.

Non tutti sanno che proprio per questo motivo bisogna sceglierla bene tenendo conto di vari parametri e non solo dei propri gusti (questi ultimi dipendono dall’educazione, dalle abitudini e sono anche soggetti a spontaneo cambiamento dopo un lavoro su sé stessi).

TESTI DELLE CANZONI

Ogni canzone che abbia un testo sensato offre alla nostra mente delle immagini. Una grande percentuale di canzoni parlano di temi che riguardano più o meno da vicino tristezza, rabbia e problemi vari, dunque in qualche misura e a un qualche livello della mente avvicinano a quei sentimenti l’ascoltatore, a meno che non si tratti di testi volutamente ed evidentemente demenziali. Se si tratta di canzoni musicalmente piacevoli, ma il cui testo richiama sentimenti negativi, è bene evitare di ascoltarle spesso onde evitare un’associazione mentale fra sentimento di soddisfazione/coerenza e stati mentali controproducenti.

TIPO DI COINVOLGIMENTO

A questo tema ho dedicato appositamente un intero articolo.

IMPATTO DIRETTO DELLE ONDE SONORE

Secondo gli studi condotti nel 2002 e 2003 da Massimo Mondini e Ugo Ferrari, è possibile eseguire un test muscolare kinesiologico per determinare se una musica “va d’accordo” con noi (i test muscolari kinesiologici sono delle veloci prove per “interrogare il tuo corpo” su questo e moltissimi altri aspetti riguardanti la salute fisica e le emozioni; se t’interessa imparare ad eseguirli ti consiglio di seguire un corso di Kinesiologia Applicata come il Touch For Health)…

Struttura ritmica, compressione del volume e qualità audio di un brano possono non determinare alcun effetto sul sistema energetico di una persona (come auspicabile) oppure indebolirlo. È consigliabile non ascoltare spesso né ad alto volume musiche energeticamente depotenzianti.

L’impatto energetico della musica sulla persona è oggettivo.

Se il test kinesiologico su un dato brano è eseguito correttamente, i suoi risultati non variano da persona a persona, ma sono gli stessi per tutti, indipendentemente dalla costituzione fisica, dal carattere della persona e dai gusti musicali. Ho sentito affermazioni del tipo “questa canzone mi fa sentire carico” o “questo brano di musica classica mi rilassa, quindi mi fa bene”, per poi constatare, grazie al test kinesiologico, che quei brani erano enrgicamente depotenzianti, senza che gli autori delle suddette affermazioni rappresentassero un’eccezione.

In generale, senza un test o un fine allenamento percettivo non è possibile sapere con sicurezza se un pezzo musicale è compatibile con la buona salute del nostro sistema energetico. Ma è possibile una valutazione immediata quando una musica ha determinate caratteristiche:

Timbri degli strumenti musicali

Esistono suoni che per la loro forma d’onda tendono a far uscire il nostro cervello dall’armonia di cui ha bisogno per essere in salute.

  • Uno dei peggiori è quello, tanto diffuso, della chitarra distorta
  • Altrettanto “disturbante” per il nostro sistema energetico sono i suoni elettronici “ronzanti” dei sintetizzatori, usati in molti pezzi da discoteca

Ritmo e Genere

  • I tempi “spezzati”, “discontinui” (tipici del rock progressivo e del fusion) non vanno bene, né vanno bene brani con ritmi semplici, ma eseguiti da chi non riesce ad andare granché a tempo
  • Anche il jazz di solito è energeticamente depotenziante
  • I ritmi tribali tipici africani vanno sempre bene
  • Vanno bene l’intero repertorio dei musicisti classici Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Vivaldi; e quasi tutto il repertorio di Johann Sebastian Bach

Varietà del volume

  • Non così salutari sono le tracce musicali su cui in post-produzione è stata applicata una eccessiva compressione per rendere omogeneo il volume (un software di compressione del volume abbassa il volume dove è troppo alto e, a partire da una certa soglia, lo alza dove è troppo basso)

Frequenza di campionamento audio

  • I file audio con compressione finalizzata a occupare minor spazio – tipicamente Mp3 e Wma – devono avere una qualità superiore ai 128 kbps per avere la certezza che non indeboliscano energeticamente a causa della loro scarsa qualità (per fortuna sotto i 128 kbps sono anche non piacevolissimi da ascoltare, quindi è abitudine diffusa fra chi li crea tenersi sopra tale soglia)

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