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12 Febbraio 2020 | 0 comments

Neutralizzare il pensiero di una persona malefica

Rabbia / paura pensando a una persona molestaSe una persona si è comportata con te in modo violento, molesto, arrogante, o in qualunque altro modo idoneo a farti tornare in mente spesso quell’episodio con grande fastidio (magari hai una voglia matta di punirlo senza concretamente poterlo fare), allora potresti trarre beneficio dai consigli che sto per darti, che consistono in due semplici esercizi di immaginazione, che hanno lo scopo di eliminare il significato emozionale del pensare a quella persona malefica. Questo a sua volta avrà probabilmente come conseguenza secondaria un altro vantaggio: una riduzione della frequenza con cui ti tornerà in mente. Il primo esercizio consiste nell’immaginare qualcosa di buffo associata a quella persona; il secondo, di mia invenzione, consiste nell’immaginare qualcosa di verosimile, che prima o poi accade a tutti.

1) Ridicolizzazione

Immagina il tizio o la tizia conciato/a in modo strano e ridicolo. Ad esempio, mettigli in testa un cerchietto con orecchie di maiale, fa’ che indossi un tutù rosa (se è un maschio) oppure un travestimento da coniglio o da ape, etc, mettigli una scopa nel sedere, o inventa tutto quello che di matto la tua fantasia ti suggerisce.
Questo potrebbe trasformare il sentimento di rabbia che provavi pensando a questa persona in uno stato di ilarità. Puoi anche immaginarlo in quel modo mentre lo vedi dal vivo, se necessario… E trattenendo la risata, sempre se necessario.

2) Morte

Immagina il giorno in cui questa persona morirà. Non scegliere una morte violenta per avere una maggior soddisfazione: questo esercizio lavora su un principio differente dal primo (vedi più sotto). Immaginare una morte violenta avrebbe l’effetto opposto: il tuo cervello alla fine dell’esercizio ti direbbe “Va beh, ma purtroppo non succederà”, e saresti da capo. Al contrario, immagina la morte che secondo te è più probabile. In questo modo comunicherai al tuo cervello che stai pensando a qualcosa di reale.
Pensa a cosa è cambiato per te con questa morte. Analizza la differenza fra la tua situazione il giorno prima di questo evento e il giorno dopo. Non stupirti se la risposta sarà “Mi sento bene, ma non ho la sensazione che sia cambiato un granché”. Una risposta del genere significherà che questa persona può non avere alcuna influenza su di te fin da adesso.
Esegui questo esercizio in varie versioni: nella prima versione immagina che muoia quando ha 90 anni; nella seconda versione, a 75 anni; nella terza, a 60 anni; procedi con versioni in cui ha di volta in volta 15 anni in meno, senza scendere sotto la sua età effettiva. In ogni caso, l’ultima versione dell’esercizio falla immaginando che abbia 3-4 anni in più rispetto agli anni che ha veramente.

L’efficacia del primo esercizio sta nel cambiare l’emozione aggiungendo elementi inventati.

L’efficacia del secondo esercizio, invece, sta nel vivere un momento percepito come reale, un momento che ci sarà, anche se non possiamo conoscerne i dettagli.

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