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10 Giugno 2013 | 0 comments

Nuove avventure e dubbi: qual è il punto davvero?

“Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.”

Questa perla di saggezza di Jim Morrison esprime un concetto che possiamo espandere anche al di là dell’amare, considerando vari tipi di nuove avventure: lavoro, hobby, sport,  arte, attivismo sociale o politico, etc. Così come non è sano negarsi il piacere dell’amore nel goffo tentativo di minimizzare le probabilità di incontrare la sofferenza, non è una buona strategia negarsi o procrastinare continuamente una qualsiasi attività solo per paura che l’esito non sia subito perfetto.

E allora? Si sapeva. La massima di Jim Morrison è piacevole poesia, ma il concetto è banale. Infatti una persona sana di mente che dichiara di non voler amare per paura di soffrire… che le piaccia o no, che se ne renda conto o no… probabilmente STA MENTENDO. Mi viene in mente il titolo di un simpatico film perfettamente a tema: “La verità è che non gli piaci abbastanza”.

Se hai paura di affacciarti in un qualunque tipo di nuova avventura, chiarisci se davvero:

– è una paura che riguarda aspetti funzionali da valutare ed eventualmente affrontare (es. soldi e tempo a disposizione per quell’hobby, salute e prestazioni fisiche per quello sport, compatibilità fra caratteri per la relazione fra due persone)

o se invece

– è una paura che si regge su un aspetto più profondo di quello che immaginavi.

Quando la fattispecie riguarda il secondo caso, spesso le persone fingono che si tratti del primo: pensa a un bambino che dice “non gioco più” motivando la sua decisione con varie scuse (adesso devo andare, non vorrei che il giocattolo si rompesse, non ho più voglia, etc), mentre il motivo vero è che vorrebbe sì giocare, ma lo infastidisce l’umiliazione della sconfitta che potrebbe ripetersi.

La persona può parlare, parlare, parlare di aspetti concreti, che magari sussistono, ma non sono la questione principale… tant’è vero a volte inconsciamente i problemi sia emotivi che fisici vengono alimentati proprio per avere la possibilità di disporre di una scusa e così nascondere sia agli altri che a sé stessi il vero problema.

Un altro esempio, tornando al tema dell’amore. Immagina che una ragazza si esprima così i suoi dubbi sull’opportunità di iniziare una relazione di coppia con un certo uomo: “Forse vorrei stare con lui, ma non me la sento perché ha una serie di difetti che non sopporto: è cattolico, tifa per la Lazio invece che per la Roma ed è troppo pantofolaio”. Se le dici “Immagina che da adesso non è più cattolico, tifa per la Roma ed ha spesso voglia di uscire. Vedi possibile la vostra relazione?”… È probabile che lei tiri fuori altri difetti e dica “Uhm… no, perché adesso che ci penso non sopporto neanche che X, Y e Z”. Le dici “Ok, immagina che non sia più X, né Y, né Z, anzi – descrivendole il modo in cui dovrebbe essere rispetto a quegli aspetti – Allora? È l’uomo adatto a te adesso?”. Può darsi che la ragazza vada avanti ad elencare difetti; tanti difetti lei elenca, tante ipotesi fai sul cambiamento di lui. Alla fine non le verrà in mente più nulla e, in base a ciò che ha dichiarato, dovrebbe trovarsi di fronte all’ipotesi di un uomo perfetto. E potrebbe accorgersi che neanche pensando a quell’uomo epurato da tutti quei difetti le sue difficoltà nell’iniziare una relazione con lui sono finite… Perché il motivo principale non è fra quelli che lei era abituata ad elencare. Alla fine ci pensa bene e magari si accorge che il vero problema è che lui potrebbe non piacere a sua mamma. E si accorge così qual è il vero aspetto su cui è importante lavorare prima di decidere se lasciar perdere subito o se provare a instaurare una relazione. Questo aspetto è l’indipendenza dalla propria mamma, che non solo fa chiarezza sulla probabile coppia, ma probabilmente anche su tante altre scelte.

Ciò che ti consiglio di fare quando sei in difficoltà per una decisione che devi prendere sull’affrontare qualsiasi tipo di nuova avventura è: fai attenzione a non auto-ingannarti con delle scuse, usa la massima onestà portando alla tua coscienza ciò che è vero. Puoi farlo contattando la parte più profonda di te – o, ancora meglio, rimanendo costantemente in contatto con quella parte. Oppure, se non sai come fare e se non hai un Life Coach a disposizione in quel momento 🙂 puoi usare autonomamente la strategia che ho descritto nell’esempio della ragazza. Cioè considera tutti i problemi con cui consciamente hai giustificato il tuo dubbio o la tua paura e chiediti:

Se immagino che tutti quei problemi scompaiano adesso, come mi sento rispetto a quest’avventura?

La risposta (una risposta emozionale, che non è necessario esprimere a parole) potrà confermarti che avevi portato la tua attenzione su ciò che conta, oppure ti farà scoprire che il punto è un altro. In quest’ultimo caso il lavoro da fare è più profondo, e in compenso l’utilità di tale lavoro sarà a sua volta più profonda e anche molteplice, cioè ti servirà probabilmente non solo per l’avventura a cui stai pensando, ma anche per motle altre.

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