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18 febbraio 2014 | 0 comments

Preparazione al Coaching: “spacchetta” il problema

Ai clienti che chiedono di fare Personal Coaching consiglio una procedura da seguire qualche giorno prima dell’incontro, che serve a organizzare al meglio il tempo che hanno deciso di dedicare alla propria evoluzione personale, quindi velocizzare la parte introduttiva, riducendo fra l’altro il costo della sessione.

Molte persone tendono a descrivere un problema in maniera troppo riassuntiva, generica, implicita. Allora il problema è come un oggetto chiuso in un contenitore poco trasparente: si capisce vagamente di cosa si tratti grazie a un’etichetta posta all’esterno. Il primo passo da fare è “spacchettare” il problema per rendere evidenti i processi che portano a risultati indesiderati e quindi sapere da dove cominciare per cambiarli. E ti spiegherò come puoi farlo anche in autonomia usando semplicemente una più utile forma di linguaggio.

Per descrivere chiaramente e utilmente la situazione in cui ti trovi e il risultato che grazie al Coaching vuoi raggiungere, ti consiglio di usare uno schema del tipo “quando vivo la situazione A –> mi succede B”. Quindi:

Quando accade/ricordo/immagino “A” —> Provo la sensazione indesiderata “B”

Nel caso la questione veda in primo piano non le emozioni, ma un risultato pratico:

Quando provo ad ottenere il risultato X –> Non ci riesco, perché anziché “X” accade “Y”

Ad esempio:

Quando penso al fatto che devo studiare
—> mi vengono in mente tante scuse per rimandare

Quando ruoto la testa a sinistra oltre i 45 gradi
—> ho un bruciore sul lato sinistro del collo.

Quando viene sera
—> ho un dolore alla bassa schiena come una scossa elettrica

Quando ripenso a quell’evento
—> torno ad provare quel sentimento di delusione di allora

Quando la mia fidanzata mi ha promesso di arrivare a un certo orario e invece fa mezz’ora di ritardo
—> mi arrabbio

Quando mi chiedo se sono soddisfatto della mia vita
—> mi sento frustrato

Quando mia mamma mi critica dicendomi che mi scelgo male i fidanzati
–> provo irritazione

Se il disagio di cui vuoi liberarti è di tipo fisico, può anche darsi che non sia risvegliato da un movimento e che sia cioè costante; in quel caso il “Quando…” è un “Sempre” (invece il disagio è emozionale completamente costante è  fortunatamente impossibile, ed è facile aiutare la persona a capirlo se non se ne era resa conto).

Nella descrizione del disagio ci può essere un passo successivo che spiega quando il fastidio scompare o si attenua. Ad esempio:

Quando ho lavorato molto col braccio destro
—> ho un dolore come una puntura fra la colonna vertebrale e la scapola destra
—> allora mi faccio fare un massaggio energico su quella zona per una ventina di secondi, e il dolore si attenua.

Nel caso invece di un problema emozionale, spesso si può individuare una sequenza ancora più lunga, specialmente se riguarda le relazioni; tipicamente:

Quando “A”
—> accade “B”
—> e di conseguenza accade “C”
—> quindi io faccio “D”
—> quindi questa persona dice “E”
—> allora io provo il disagio “Z”, che desidero eliminare.

Ad esempio:

Ogni volta che parlo a mio padre di una mia possibile iniziativa imprenditoriale
—> lui cerca di scoraggiarmi dicendomi che non ce la farò
—> allora interviene anche mia madre, che gli dà ragione
—> quindi io li accuso di volermi inibire nelle mie iniziative
—> mio padre mi risponde che è inutile parlare con me, perché non capisco nulla
—> io provo rabbia e frustrazione.

Volendo riassumere in poche parole il “compito per casa” che ti consiglio di eseguire prima di una sessione di Life Coaching, ti direi…

Anziché riferirti a problemi in termini di “essere” o “avere”, esprimiti parlando di ACCADIMENTI e SENSAZIONI.

Quindi

“il problema che vorrei risolvere è che sono pigro” diventa ad esempio —> “quando penso a studiare provo un senso di noia e faccio un’altra cosa”;

“Ho poca autostima” diventa ad es. —> “provo frustrazione quando penso che quel mio collega è più bravo a giocare a tennis”

“Sono irascibile” diventa ad es. —> quando mia sorella mi critica per le mie scelte mi arrabbio”

Rendere così espliciti i problemi fa sì che questi si prestino ad essere capiti nel dettaglio; si tratta del primo importante passo per la loro soluzione.

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