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13 maggio 2014 | 0 comments

Qual è la vera causa della tua situazione?

C’è chi spiega un sintomo parlando di fisiologia, chi parlando di psicosomatica, chi di energia, chi di karma, chi di irretimenti da trattare con le Costellazioni Familiari. Chi ha ragione?

Hanno ragione tutti.

Ha torto solamente chi crede che alcuni di questi aspetti non siano degni di essere indagati.

Eventi e situazioni personali si possono interpretare come risultato della nostra storia:

– karmica (che concerne l’evoluzione personale-spirituale)
– sistemica (vedi costellazioni familiari e sistemiche)
– psicologica profonda (che concerne traumi, convinzioni radicate, identità)
– psico-sociale (che concerne le relazioni)
– energetica (vedi medicina tradizionale cinese)
– fisiologica (che concerne il sistema nervoso, il sistema osteoarticolare, l’apparato cardio-circolatorio, etc)

Non intendo dire che tale risultato proviene da un’interazione sommatoria, sottrattiva o in qualche modo modulatoria di questi aspetti. Ognuno di essi, anche preso singolarmente, ha una coerenza sufficiente da spiegare la situazione di una persona, anche se nella maggior parte dei casi le nostre conoscenze non ci mettono in grado di leggerla se non indagando in più di un aspetto.

Ti faccio un esempio considerando i primi due: un tuo problema può essere letto come risultato di ciò che è successo nella tua famiglia di origine anche prima che tu nascessi (spiegazione sistemica), e si può dire che sei nato in quella famiglia poiché adatta a fornirti gli stimoli di cui hai bisogno per il successivo passo nella tua evoluzione personale (spiegazione karmica).

Tutto questo può suggerire la domanda:

“Allora come risolvere un problema? C’è sempre bisogno di intervenire su tutti e cinque gli aspetti?”

Questa domanda (la cui risposta comunque è “sì”) presuppone l’attenzione sulla soluzione a un problema, mentre invece la nostra attenzione dovrebbe essere costantemente focalizzata sulla propria evoluzione, che magari grazie al “problema” si è palesata come non adeguatamente condotta.

Come notoriamente affermato da tutti gli operatori olistici, il problema va risolto, certo… tenendo presente per quali motivi, sotto i molteplici aspetti, si è presentato, e cercando di imparare sotto altrettanti aspetti la lezione.

È interessante come la maggior parte delle persone non faccia nulla del genere specialmente in due casi: quando il problema è molto piccolo e quando è molto grave e rappresenta un’urgenza o un’emergenza: se si tratta di un taglietto a un dito, “va beh, applico acqua ossigenata e cerotto, mica ci sarà da scomodare il karma per una cosetta del genere”; se si tratta di un infarto miocardico, “qui c’è da prendere misure di emergenza e bisogna preoccuparsi di evitare la morte, non c’è tempo per pensare al karma!”. Nel caso del problema molto piccolo la risposta è sì, c’è da “scomodare” lo studio del kama che ti ha mandato un messaggio, e se non lo fai te ne manderà altri, sempre più forti, finché non vi dedichi sufficiente attenzione e finché non lo interpreti correttamente. Nel caso del problema grave e di urgenza/emergenza, ok, è ovvio che nell’immediato bisogna occuparsi dell’aspetto che rappresenta l’emergenza, quello fisico. Ma successivamente, scampato il pericolo, è opportuno imparare da quest’esperienza cercando di capirne il significato in maniera più completa possibile.

E quando abbiamo un problema né piccolissimo né urgente da risolvere, da quale tipo di approccio cominciare per migliorare il proprio stato?

Non c’è una risposta standard. Se una persona mi chiede aiuto per un dolore fisico che sia di competenza fisioterapica (succede, dato che sono fisioterapista) posso iniziare:

– con un approccio fisico (es. disattivazione dei trigger point)

– con un lavoro energetico (es. Reiki, Shiatsu, agopuntura, o applicazione di cerotti Lifewave)

– col Life Coaching

– con le Costellazioni Familiari

Dipende da ciò che ritengo opportuno, e anche dalla mentalità del paziente e da quali sono le sue convinzioni. Ciò che funziona va bene, ricordando che deve funzionare a lungo termine, e che deve funzionare globalmente.

P.S.: Perché faccio con tanta sicurezza affermazioni non avallate dal metodo scientifico? Forse lo scriverò in un successivo articolo, se lo considererò una priorità. Per adesso semplicemente affermo che sì, ne sono consapevole: questo è l’ennesimo articolo che contiene affermazioni che rappresentano semplicemente le mie opinioni e i risultati nella mia esperienza di lavoro.

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