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2 febbraio 2015 | 0 comments

Risveglia e segui il tuo prezioso istinto

L’istinto è importante per esseri umani quanto per gli animali. Nelle civiltà occidentali moderne è spesso offuscato e, quando fa “capolino”, è purtroppo percepito come un problema anziché la preziosa risorsa che in effetti è. In questo articolo, qualche consiglio per far rivivere e valorizzare il tuo istinto, a cui è bene attribuire un ruolo fondamentale nelle decisioni importanti.

Ogni animale ha un mezzo prezioso che gli suggerisce ciò che è meglio fare: l‘istinto. L’essere umano non fa eccezione.

Ma spesso l’essere umano non lo ha ben chiaro, e allora capita di sentire frasi come

“L’istinto mi dice di comportarmi in un modo, e la ragione mi dice di comportarmi nel modo opposto”.

Accade tipicamente quando c’è un conflitto fra:

vantaggio a lungo termine / vantaggio a breve termine (es. “Se studio fra un mese passerò l’esame; se vado al luna park mi diverto subito… quindi cosa faccio oggi? Studio o vado al luna park?”)

voler assecondare una pulsione / rispettare un principio morale (es. “Sono sposata, quindi non posso farmi possedere da un altro uomo, anche se ne ho voglia”)

voler assecondare una pulsione / paura delle conseguenze (es. “Vorrei insultare questa persona, ma se mi querela e vince la causa mi sporcherò la fedina penale e gli dovrò un risarcimento”)

eccitazione nel rivoluzionare la propria vita / paura del cambiamento (es. “Con questo nuovo lavoro guadagnerò 4 volte di più, però non si tratta di un posto fisso”)

voler approfittare di un’occasione vantaggiosa / voler essere sicuri che non sia una truffa (per questo non c’è bisogno di esempi!)

decidere basandosi sui dati disponibili / decidere in base a una prassi consolidata o al principio di autorità (es. “Ho chiaro il funzionamento di questa medicina alternativa e sostengo da anni che sono la miglior cura per questo tipo di malattia potenzialmente mortale… ma adesso che di questa malattia mi sono ammalato io, non sono più sicuro fra quale cura scegliere!”)

Quando si parla di sviluppo personale e si dice che è necessario “uscire dalla zona di confort”… Che significa? Devi seguire quello che “ragionevolmente” ti dice il trainer e “non ascoltare il tuo istinto”?

No di certo!

…visto che, fra l’altro, DEVI ASSOLUTAMENTE ASCOLTARE IL TUO ISTINTO NEL VALUTARE L’AFFIDABILITÁ DI UN TRAINER.

Ma come distinguere

il tuo vero e sano istinto, quello che ti guida secondo natura

da uno

uno pseudo-istinto deviato e riprogrammato da una dannosa educazione ed altre esperienze negative

?

Impossibile rispondere a questa domanda in un breve articolo, considerato che nel Life Coaching è necessaria di solito dalla mezz’ora alle 3-4 ore per i casi più difficili. Ma volendo proprio riassumere-accennare per dare un’idea, diciamo che per ritrovarsi ad ascoltare il tuo vero istinto sono necessarie due cose: portare la tua mente in uno stato generativo ed osservare le reazioni del tuo corpo con grande attenzione e rilassatezza. Proseguo parlando di questo secondo aspetto, visto che ho già scritto un articolo sullo stato generativo.

Ecco tre esempi che riguardano il “rilassare” quella parte di sé che era abituata a “controllare e fare” anche quando non è opportuno e anzi controproducente:

– Se hai provato a fare un “salto mortale” su una rete elastica, può darsi tu abbia notato che le prime volte ricadevi in posizione “storta”… e hai cominciato a cadere in posizione perfettamente verticale quando hai deciso che in qualche misura era giusto smettere di controllare, durante il volo, il tuo corpo

– Nel judo l’atleta molto bravo esegue le tecniche con potenza e velocità, ma durante gli spostamenti precedenti si muove con una grande scioltezza, tant’è vero che quando combatte con un judoka poco esperto questo ha la sensazione di essere toccato appena

Spesso la persona che eccelle in un’attività ha capito cosa, quando e come “lasciar andare”.

Vale lo stesso per le decisioni che prendi. Decisioni su come alimentarsi, su come lavorare, sul dare affidabilità a quella persona, etc.

Ti suggerisco di prenderne coscienza immediatamente, come primo passo per far sì che il tuo istinto non sia coinvolto in un conflitto interno, ma al contrario si riprenda il suo ruolo, e cioè torni ad esserti utile come lo è per gli altri esseri viventi.

L’istinto autentico dell’essere umano è all’interno della nostra civiltà “drogato” / messo a tacere da religione o pseudo-religione, educazione, cultura e mass-media, che pre-confezionano e ripetono in continuazione cosa è bello o brutto, buono o cattivo da mangiare o da bere, etico o non etico da fare. Così questi nuovi pseudo-valori vengono assimilati e digeriti nell’infanzia e prima adolescenza, e quello che viene considerato come “buon” comportamento è spesso in contrasto con le tendenze che la nostra natura ci suggerisce.
Per accettare tale imposizione e contemporaneamente sentirsi coerente (sentirsi coerenti è un nostro importante bisogno), la mente di tante persone si arrabatta in qualche modo per convincersi di non essere schiava. Infatti non è piacevole dire a sé stessi e agli altri “Mi comporto così perché mi è stato imposto”; molto più rassicurante dire e pensare “Mi comporto così perché sento che è giusto così”. Ma dire e dirsi ogni giorno, anche automaticamente e inconsciamente queste bugie sui propri valori costa un’inconscia fatica, un’inconscia tensione, che ricordano la muscolatura cervicale di un paziente che giura di essere rilassato ma sente dolore alla minima pressione sul muscolo trapezio, perché senza che se ne rendesse conto per anni ha abitudinariamente tenuto quel muscolo contratto più di quanto necessario.

Questo stato può rimanere anche per molto tempo asintomatico. Si rivela per quello che è, ovvero il risultato di una violenza, quando se ne presentano le conseguenze di vario tipo, ad esempio le innaturali abitudini alimentari portano patologie fisiche. Altro esempio, il codice etico “mutante” porta a conflitti emotivi interni e conflitti relazionali.

E non solo.

In molte persone questa iniezione di valori innaturali ha fatto ovattare la percezione dell’istinto. Questo, invece che essere percepito come la risorsa che effettivamente è, viene visto un problema. Così, un diffuso quanto scellerato metodo per capire la migliore decisione da prendere consiste nel considerare la razionalità come unico metro:

“Una decisione è giusta quando puoi dimostrare che è giusta! Se ti dimostro razionalmente che devi fare qualcosa, e non hai voglia di farla, devi trovare la forza di volontà per farla lo stesso! Non farlo è sbagliato ed è da stupidi / incoscienti / scansafatiche / …”

“Gli animali hanno l’istinto. Noi per fortuna non siamo animali, siamo esseri superiori, che oltre all’istinto abbiamo anche la ragione, con la quale dobbiamo frenare il nostro istinto quando questo ci indurrebbe ad azioni sbagliate”

Il pre-confezionamento dei giudizi e dei valori ha fatto perdere la fiducia in questo nostro importantissimo strumento che è l’istinto, e a cui in tanti danno ragione troppo tardi, pensando in seguito a decisioni dimostratesi sbagliate. Pensa a quando si dice “Eppure in fondo me lo sentivo“.

Quest’ultimo tipo di “finale” si presenta spesso in vicende che erano cominciate con questo ragionamento: “Non mi va di fare questa cosa, ma per un certo periodo posso andare contro ciò che il mio istinto mi detta, perché oggettivamente i numeri mi dicono che il guadagno è maggiore rispetto al disagio che ho”… Vicende alla fine delle quali la persona si rende conto che quel ragionamento, nonostante sembrasse filare liscio, era invece errato, perché anche a conti fatti la decisione che contrastava con l’istinto ha sortito risultati peggiori rispetto alla quella che sarebbe stata presa seguendolo.

Ecco perché per una grande quantità di persone occorre ri-imparare a riconoscere il proprio autentico e prezioso istinto.

Ciò è necessario anche quando si tratta di aiutare gli altri a prendere decisioni. Forse alcune persone sono affrettatamente considerate “testone”: a un osservatore esterno risulta evidente il vantaggio che avrebbero nel cambiare un comportamento che però si ostinano perpetrare, portando motivazioni inconsistenti; magari stanno ascoltando il loro istinto. Magari il loro istinto sta suggerendo loro una strada che all’osservatore razionale pare sbagliata, e che in realtà è quella più opportuna per la loro evoluzione personale.

Esistono, certo che esistono, i veri “testoni”. Sono quelli che compiono scelte irrazionali seguendo l’istinto “drogato” di cui sopra.

Come puoi distinguere un atteggiamento da “testone” da un atteggiamento suggerito dal sano istinto?

Col tuo istinto! 🙂

…L’importante è che tu “purifichi” il tuo, prima di tutto, se vuoi aiutare gli altri.

Come purificare il tuo istinto?

Principalmente ti suggerisco:

Life Coaching con tecnologia Mythoself

Movimento Arcaico

Inoltre fin da ora:

– prendi piena coscienza del fatto che possiedi un istinto che non è ragione, ma ha ragione

– tieni presente che quando è sano, l’istinto è un elemento non subordinato, ma AGGIUNTO alla razionalità: fornisce dati che la razionalità in quel momento non può procurarti

Seguire il tuo istinto può portare una persona, magari davanti agli occhi sbalorditi di parenti o amici, a:

– rifiutare un posto di lavoro
– rifiutare di uscire con una bellissima ragazza / bellissimo ragazzo o comunque non aspettarsi granché da lui/lei
– stare in guardia nei confronti di una persona che si presenta come nuovo amico
– rifiutare un cibo
– fidarsi di una persona che non conosci per niente
– acquistare o non acquistare un prodotto o un servizio

Eviterai così di trovarti a pensare frasi del tipo “Facciamo questa cosa, prima che cambi idea”, oppure: “So che me ne pentirò”…

Infatti più riscopri il tuo sano istinto, più questo andrà d’accordo con la razionalità… E non ci saranno decisioni di cui potrai pentirti.

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