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17 maggio 2011 | 1 comment

Scegliere un buon socio di affari: patti chiari

In questo articolo ti parlerò della coerenza fra i propri valori e il proprio agire in campo professionale; ritengo poi intuitiva la trasposizione delle idee che ti darò anche in altri ambiti.

Mentre scrivevo ho formulato senza volerlo una frase in rima, e mi sono accorto di aver coniato un nuovo proverbio!

Soci d’affari, patti chiari 🙂

..Che di primo acchito potrebbe far pensare solo a patti che riguardano l’aspetto economico. Invece ci sono altri aspetti altrettanto importanti: l’armonia fra persone ed il rispetto della propria etica.

Blog vegetariano, AdSense carnivoro!

Clicca sull’immagine per ingrandirla…

Mi scuserà Fabio di Vivizen.com se mostro questo screenshot a dir poco rappresentativo… Ovviamente si tratta di un equivoco (Google Adsense sceglie automaticamente le pubblicità da inserire su un sito in base alle parole presenti, senza rendersi conto cosa l’autore sostiene.. ma è comunque possibile comunicare con Adsense avvertendolo di non volere più nella propria pagina una determinata pubblicità). Per farmi perdonare, linko il suo utile articolo sul vegetarianesimo e colgo l’occasione di suggerirti di iscriverti alla sua newsletter…

Dicevo…
È bene essere chiari e sinceri da subito con sé stessi su cosa siamo disposti a fare e cosa non siamo disposti a fare, ed essere chiari e sinceri su questo con la persona con cui si ha o si avrà un rapporto di lavoro appena ciò si rende necessario. Agire come si vuole illudendo il datore di lavoro della propria obbedienza, o approfittando della sua pazienza.. è una soluzione che consiglio non di escludere categoricamente, ma almeno di considerare provvisoria.

Purtroppo molte persone, quando si parla di guadagnarsi da vivere, vedono come necessario e normale mutilare i propri valori e fare ciò che ritengono sbagliato, ad esempio:

  • lavorare per un’azienda dal comportamento non etico (un sacco di multinazionali sfortunatamente hanno questa caratteristica)
  • indurre un cliente a comprare un prodotto di cui non ha bisogno
  • nell’ambito della sanità, somministrare a un paziente un trattamento inutile
  • trattare in maniera scorretta i propri sottoposti perché così è stato disposto da un proprio superiore
  • non comunicare con la giusta risolutezza con i clienti maleducati o esosi
  • soprassedere a un comportamento vessatorio da parte del datore di lavoro nei propri confronti (che equivale a comunicargli che il suo comportamento è accettabile e quindi può continuare così, anche nei confronti di altre persone che si trovano nella stessa condizione)
  • semplicemente, continuare a lavorare con/per una persona antipatica o per qualche motivo non gradita.

Se lavori con/per una persona, significa che in una qualche misura una parte della tua tua vita è legata alla sua per un aspetto importante: il sostentamento. Il tuo inconscio e il tuo sistema energetico lo sanno bene, e possono accettare questo legame più o meno di buon grado a seconda di quanto i tuoi valori sono condivisi con i valori di questa persona, si tratti di un socio, di un datore di lavoro o di un cliente. E il messaggio che ogni giorno mandiamo al nostro inconscio e al nostro sistema energetico quando facciamo qualcosa, specialmente se ripetuta, non è un piccolo particolare della nostra vita: più volentieri mi verrebbe da dire che è tutto. È la base della nostra salute mentale e fisica e influenza il nostro Karma (se non credi al Karma sostituisci questa parola con “andamento generale e qualità della nostra vita sia a breve che a lungo termine”).

Quindi:

MAI trascurare la compatibilità fra persone con cui si lavora (o per le quali si lavora).

Questo non significa che se non c’è totale armonia o condivisione di valori etici si debba immediatamente troncare ogni rapporto, in quanto questo comportamento spesso non è sostenibile né razionale. Dare importanza all’aspetto di cui ho parlato significa, ad esempio, porsi delle domande in merito, ed eventualmente impegnarsi a trovare un altro socio o un altro impiego se necessario alla propria salute interiore e alla propria coerenza. Dico questo perché c’è chi si lamenta di un posto di lavoro che ricopre da molti anni, ma in tutti questo tempo non ha dedicato un solo secondo a cercare davvero un altro posto o un altro mestiere.

Ti sconsiglio di accettare, specialmente se a lungo termine, di svolgere un’attività fatta di azioni per le quali litigherai con te stesso: fin dall’inizio, su quello che sei disposto a fare, patti chiari con te stesso.. e in caso se ne presenti il bisogno, con chi avrà un rapporto di lavoro con te. Questo non significa spavalderia, ma solo e semplicemente chiarezza, che si può esprimere in completa educazione e cordialità.

Quindi, riguardo al lavoro che svolgi o che ti accingi a svolgere, il consiglio che ti do è di chiederti:

Questo lavoro è in linea con i miei valori?

E se la risposta è “no”, cerca finché non l’hai trovato il tuo vero posto.

Il tuo vero posto è dove i tuoi valori stanno al primo posto.

Sii razionale e prendi decisioni sostenibili. Ma non farti ingabbiare da un mezzo successo, o da una mezza situazione di comodo. Perché quando una persona commette questo errore, più passa il tempo, più si abitua a una situazione ingiusta, più perde di vista i propri valori. E cioè respira, si nutre, si muove, lavora etc, e fa una serie di azioni ripetute che ben poco hanno a che fare con l’essere sé stessi e vivere davvero.

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