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14 luglio 2014 | 0 comments

Stato generativo: la migliore versione di te stesso

… o di te stessa, naturalmente.

Lo stato generativo è lo stato psico-somatico che in ogni campo della tua vita dà i migliori risultati possibili a parità di risorse in tuo possesso.

Essere nel proprio stato generativo non significa avere una bella sensazione o emozione. Si tratta infatti di un atteggiamento. Più precisamente, si tratta di un atteggiamento operativo, e cioè del modo in cui ti poni nei confronti dei dati di fatto e di cosa tu vuoi.

Ad esempio è possibile che una situazione spiacevole sia impossibile da risolvere in quel momento, e che provochi inevitabilmente dolore. In tal caso, trovarsi in stato generativo significa tornare non istantaneamente felice, ma almeno presente e focalizzato su ciò che è meglio fare in quel momento, anziché “piangersi addosso” inutilmente commentando la spiacevolezza della situazione.

Di caratteristiche opposte allo stato generativo è lo stato “inibitorio”.

Nello schema seguente, i due stati a confronto:

STATO GENERATIVO

STATO INIBITORIO

Focalizzazione sul presente
durante le proprie azioni

Fare qualcosa mentre si
pensa ad altro

Pensare al futuro o al passato
come esperienza utile al presente
(piacere nel ricordare il passato,
impegno concreto nel progettare
il futuro)

“Lasciar piovere” dalla mente
pensieri sul passato e sul
futuro in maniera passiva
e producendo inutili giudizi

Focalizzazione sull’ottenere
cosa vuoi
dettata dalla coerenza

Focalizzazione sull’evitare
ciò che non vuoi
dettata dalla paura

Essere pronto per la prossima
azione da compiere

Vagare con la mente senza
una meta precisa e compiere
scelte e azioni per inerzia

Essere in contatto con
i veri valori tuoi

Lasciarsi schiavizzare da
valori suggeriti* da qualcun altro

– – – – – – – – – –
* Ho detto “valori suggeriti” e non “imposti”. Infatti c’è sempre una scelta. Un errore frequente è sentirsi costretti a rispettare alcuni valori, quando non c’è in realtà nessuna costrizione, ma semplicemente una situazione che si può cambiare accettandone le conseguenze.

Un altro modo per spiegare cosa sia lo stato generativo è questo: considera una persona che, qualunque cosa le sia successa, in qualunque situazione, bella o brutta in cui si trovi, abbia un atteggiamento del tipo: “Sono successe queste cose, e la mia situazione è questa. Quindi adesso cosa voglio? […] E quindi cosa faccio?”.

A seconda dell’ambito e della cultura o disciplina a cui si fa riferimento, si può esprimere questo atteggiamento con varie diciture:

– “Stato generativo“, cioè lo stato in cui vuoi vivere ed agire con spirito costruttivo (dicitura che solitamente preferisco, come vedi)

– Essere “la migliore versione di sé stessi“, e cioè quella che si ha quando si è totalmente coerenti

– “Ready state“, cioè “stato di prontezza” per la prossima azione da compiere

– “Generalized Desired State” (GDS), espressione usata dal mio insegnante di Mythoself Joseph Riggio per evidenziare che si tratta di uno stato che può essere generalizzato, distribuito in tutta la propria vita, indipendentemente dalla situazione e dall’emozione che si sta provando

– Essere “al meglio“, espressione breve spesso usata nel Life Coaching con la tecnologia Mythoself

– “Seguire il proprio cuore“, cioè seguire la parte più autentica e profonda di noi stessi, quella che ci detta quali sono i nostri veri valori, espressione usata soprattutto dai Counselor che fanno anche riferimenti spirituali

– “Essere presente“, perché focalizzarti su cosa vuoi sgombrando la mente da elementi inutili è proprio una caratteristica di chi vive il qui e ora.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLO STATO GENERATIVO ?

– Sai cosa vuoi veramente

– Sei in condizione di prendere una decisione di cui non potrai mai pentirti

– Hai una sensazione di chiarezza

– Ti senti piacevolmente coerente

– Senti che il tuo destino dipende principalmente dalle tue decisioni

– Per quanto riguarda situazioni avverse, siano esse improvvise o “croniche”, a parità di risorse avrai la massima efficacia per migliorare o ribaltare la tua situazione.

QUANDO È IMPORTANTE TROVARSI IN STATO GENERATIVO ?

Soprattutto quando si deve prendere una decisione importante: nelle relazioni interpersonali, nel lavoro e nel fare qualunque tipo di progetto. Anche prima e durante una performance sportiva o artistica, e durante un colloquio di lavoro o in qualunque altra situazione in cui è importante dare una buona immagine di sé (discorso davanti a un pubblico, trattativa commerciale, seduzione).

Il migliore obiettivo che puoi darti, comunque, è trovarti in questo stato per più tempo possibile, affinché tu possa godere al massimo delle situazioni piacevoli e gestire al meglio anche tutte le altre.

Essere in stato generativo sempre è un po’ un’utopia: nel corso della vita possono presentarsi situazioni che ci destabilizzano e che ci fanno temporaneamente “dimenticare” qual è la nostra migliore configurazione psico-somatica. L’importante è ricordarselo subito dopo, e tornare velocemente nell’atteggiamento che sappiamo essere il migliore.

COME ANDARE IN STATO GENERATIVO ?

Non solo è naturale essere in stato generativo quando si è bambini piccoli. Anche in età adulta succede in particolari occasioni.
Sfortunatamente per la maggior parte delle persone si tratta di casi eccezionali, mentre la regola è trovarsi nello stato inibitorio. Un buon obiettivo è ribaltare questo andamento, e cioè fare in modo che lo stato inibitorio sia l’eccezione, corrispondente a fortuiti incidenti di percorso, e lo stato generativo la regola.

A questo scopo ti propongo una strada da seguire, suddivisa nei seguenti passi:

– Immaginare una situazione ricordata o auspicata che ti dà un completo senso di soddisfazione e coerenza, tanto da farti pensare che meglio non potresti stare

– Porre attenzione al momento migliore di quell’esperienza

– Osservare, più che le sensazioni, l’atteggiamento che hai nei confronti del mondo mentre stai vivendo quel momento

– “Registrare” questo atteggiamento, che corrisponde proprio allo stato generativo.

– Distrarti per qualche secondo e ripetere i punti precedenti da capo più volte, in maniera da “allenarti” a tornare sempre più facilmente nel tuo stato generativo, fino a poterci entrare in una frazione di secondo

– Associare, nella tua vita quotidiana, alcuni “momenti-promemoria” a questo nuovo “esercizio istantaneo” che consiste semplicemente nel ricordarti di rientrare in stato generativo nel caso tu non ci sia già

– Aumentare il numero di questi “momenti-promemoria” finché non ne avrai più bisogno, ovvero fino a che ti accorgerai che per te essere in stato generativo è un’abitudine a cui non devi neanche pensare, perché è diventata la regola.

Ho così riassunto in maniera iper-semplificata una parte importante del Life Coaching che faccio coi miei clienti.

Se è la prima volta che incontri questo argomento non pretendo che tu sia in grado di completare il percorso che ho descritto autonomamente, in maniera tale da ottenere una rivoluzione interiore totale. Anche perché quella che hai letto è UNA possibile strada per ottenere un buon risultato, e inoltre durante il percorso possono inavvertitamente intervenire alcuni vecchi schemi mentali che contribuiscono a “sabotare” l’esercizio. Anche in una situazione controlata da un coach in alcuni caso è possibile che siano necessari 5 minuti o anche 1 ora e mezza, nei casi più ostinati, e cioè nei casi in cui la persona sia davvero tanto abituata a stare in schema inibitorio e a tornarci ogni volta che si accorge di esserne uscito. Ma, con pazienza, alla fine ce la si fa 🙂

Buon esercizio e buon cambiamento… e se hai domande o osservazioni, scrivi pure un commento qui sotto.

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