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28 novembre 2017 | 0 comments

Se ti accusano di violare perfino un principio a te caro… Perfino pazienza.

Mi accusano di...!!!Forse credi di aver già imparato a non dare alcun peso alle opinioni degli altri, quando sai che occuparsene sarebbe solo una perdita di tempo ed energie.

E può darsi che davvero tu abbia imparato… ma con un’eccezione. Mi riferisco al caso in cui è più facile ricascarci. Ricascare nel vizio di voler obbligare gli altri ad avere una certa opinione di te. È il caso delle infamie che tu ritieni più gravi, e cioè quelle che hanno a che fare con un principio a te molto caro, per il quale magari in passato hai combattuto, o che ti ha visto come vittima.

Mi viene in mente, ad esempio, il dipendente di un’azienda che ha subito vessazioni da parte del datore di lavoro, e che una volta licenziatosi si mette in proprio, apre un’azienda propria, si comporta in modo impeccabile nei confronti dei propri dipendenti, ma ce n’è uno particolarmente stupido che si lamenta additandolo come dispotico.L’ex-dipendente e ora datore di lavoro, memore di quanto sia ingiusto trattare male i dipendenti, essendo stato lui stesso una vittima di tali ingiustizie, potrebbe risentirsi molto di accuse del genere. Anche se male argomentate o palesemente infondate. Potrebbe proprio dargli tanta, tanta noia il solo fatto che una qualunque persona, anche in evidente torto, possa anche solo pensare una cosa del genere di lui: violare dei principi etici che, al contrario, gli stanno a cuore.

Cosa fare se, in una situazione del genere, ti accorgi che sei tornato a fare il grande errore di voler obbligare gli altri a non pensare male di te?

A volte, come credo adesso, il miglior consiglio che si può dare è tanto, tanto semplice. Tanto semplice da sembrare di primo acchito una presa in giro, ma non è così. Insomma, giudica tu, dopo aver letto le seguenti parole.

Sappi che non sei solo. Anch’io sono stato accusato di violare principi a me cari. E anche io, quando è successo, ho faticato ad addormentarmi la notte stessa.

– Semplicemente, decidi di accettarlo, proprio come hai fatto in passato per tutti gli altri tipi di “chissenefrega” più facili.

– Inizialmente potrà nascere nella tua testa un equivoco: dicendo “chissenefrega” avrai l’impressione di essere uguale alle persone menefreghiste che davvero violano quel principio a te caro. Ma non è così.
Il tuo non è un “chissenefrega se sono scorretto”, ma un “chissenefrega se uno stupido dice stupidaggini”.

Per me ha funzionato. Semplice presa di coscienza + semplice decisione di una ulteriore accettazione + distinzione importante.

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