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C’è il Karma… Quindi va tutto bene… Forse.

19 luglio 2017 | 0 commenti

Il contenuto di questo post potrebbe apparire in controtendenza rispetto all’articolo di poche settimane fa, intitolato “Un’alternativa al perdono: Magari te lo sei meritato!“… Ma non è così. Si tratta di comunicare nel modo adeguato con sé stessi e con gli altri a seconda del punto di vista che in quel momento è utile e a seconda del punto di vista che in quel momento è accettabile per una data persona.

Ho sentito molti divulgatori di sviluppo personale dire che “tutto va bene, esperienze belle e esperienze brutte”. Sì, anche quelle brutte, perché sono comunque esperienze formative.
Dimenticando, forse, che tantissime persone stanno vivendo o hanno vissuto esperienze negative orribili e a cui è davvero difficile, se non impossibile, attribuire una valenza formativa.
Lo so, c’è chi ha sofferto, è scampato alla morte per un pelo e adesso dice che questo gli è servito per riflettere e diventare una persona migliore….

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Bugie dette ai bambini e dai bambini

13 aprile 2017 | 0 commenti

Bambini e bugieChiunque abbia un ruolo educativo nei confronti dei bambini (genitori, insegnanti, educatori, etc) deve avere chiari alcuni aspetti riguardanti la reciproca fiducia da costruire e mantenere e l’interpretazione del comportamento del bambino. In particolare, in questo articolo tratterò il tema delle bugie, quelle cose che solitamente gli adulti credono di poter e dover dire ai bambini a fin di bene e che sempre gli adulti si raccomandano coi bambini di non dire, perché altrimenti sono cattivi, irrispettosi, chi credono di far fessi, etc.

BUGIE DETTE AI BAMBINI

“I bambini non possono capire” il più delle volte è una scusa per nascondere il vero problema, che nasce dall’adulto, che in verità pensa:

“Io non ho voglia di spiegare le cose ai bambini, di rispondere alle loro domande e di dir loro tutta la verità”. Esempio…

Conversazione fra me e una bimba:

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Un’alternativa al perdono: Magari te lo sei meritato!

9 marzo 2017 | 0 commenti

Questo articolo è per te se sei una di quelle persone che nonostante sia passato tanto tempo non riescono a digerire un torto subito. Magari hai perdonato a parole e hai messo anche un grande impegno a perdonare col cuore, ma ogni tanto senti che qualche residuo tossico ancora è rimasto dentro di te, la sensazione che tu sia ancora in credito e il colpevole di quel torto sia in debito, che la cosa sia ancora irrisolta, perché è impossibile prendere un evento ingiusto e classificarlo come giusto, o raccontarci e credere che non ha quella grande importanza, quando invece quella grande importanza ce l’ha, solo perché abbiamo deciso che ci conviene cambiare punto di vista, senza sapere in che modo cambiare punto di vista.

Magari hai provato Ho’oponopono, e non ha funzionato a sufficienza.

Magari hai fatto una o più costellazioni familiari / sistemiche , grazie a cui hai capito che la persona che credevi di dover perdonare in realtà è una persona che in generale devi smettere di giudicare se non vuoi continuare a farti del male… ma la tentazione rimane, e ogni tanto ci ricaschi…

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La sopravvalutata forza di volontà per rinunciare a qualcosa

1 febbraio 2017 | 0 commenti

forza di volontà es per smettre di fumareQual è il modo migliore per evitare di compiere un’azione da cui si è dipendenti (o ci si crede tali)? Come nell’articolo “La sopravvalutata forza di volontà per svolgere un compito“, ti invito a non dare troppa importanza alla forza di volontà, che presuppone un faticoso e spiacevole braccio di ferro che non è detto che tu vinca e che soprattutto rappresenta uno spiacevole conflitto interiore.

Un classico esempio di comportamento a cui tante persone vorrebbero rinunciare e che faticano ad abbandonare è fumare.

Si crede di solito che la difficoltà stia nel resistere alla voglia di compiere quell’azione, o meglio quella serie di azioni (mettere in bocca la sigaretta, accenderla, aspirare, etc)…

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Attività fisica: ma a che serve?

3 dicembre 2016 | 0 commenti

Attività fisicaSe pratichi uno sport, probabilmente è perché ti diverte. Benone (se compatibile col tuo stato di salute, praticato in maniera corretta ed insegnato da un trainer competente).

E se pratichi attività fisica con vari esercizi afinalistici, es. in sala pesi, perché lo fai?

Spesso si tratta di affezionamento ad un mezzo senza la chiarezza dello scopo. E portare alla coscienza i veri motivi di quell’attività non fa granché piacere. Tipicamente, in questi casi, intervistando il praticante in merito, questi dimostra un po’ di titubanza, specialmente se vengono fatte domande specifiche:

– Perché vai in sala pesi?

– Per fare un po’ di attività fisica

– Oh, ma guarda. Pensavo che andassi lì per accarezzare il gatto tigrato del gestore. Allora diciamo così: perché vai a fare un po’ di attività fisica?

– Per farmi un po’ di muscoli

– GRAZIE. LO SO a cosa servono gli attrezzi della sala pesi. Allora dimmi, perché vuoi farti un po’ di muscoli?

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Il segreto della felicità dei bhutanesi: pensare spesso alla morte

26 ottobre 2016 | 0 commenti

Foto di kartografia

Dagli anni ’70 il Bhutan, uno piccolo Stato dell’Himalaya confinante con Tibet e con l’India con circa 800mila abitanti, considera come principio guida dello sviluppo nazionale la FIL, “ felicità interna lorda”, per la quale si classifica al primo posto in Asia e all’ottavo posto in tutto il mondo. La FIL viene calcolata in base a qualità dell’aria, salute dei cittadini, loro livello di istruzione e rapporti sociali. Non compare, fra i parametri di calcolo, l’aspetto economico (il Bhutan è uno dei Paesi più poveri dell’Asia).

Linda Leaming, autrice di un libro sulla felicità basato sul suo lungo soggiorno in Bhutan, ha spiegato che i bhutanesi, come tutti gli esseri umani, conoscono i sentimenti negativi. Ma non fuggono da essi e non cercano di censurarli. Ritengono che facciano parte della vita. Questa abitudine all’accettazione del fluire degli eventi è probabilmente una delle cause della loro maggiore felicità rispetto ad altre nazioni.

In particolare in Bhutan non è un tabù la morte.

Neanche per i bambini che, al pari degli adulti, sono esposti alla diffusa iconografia e alle danze rituali che richiamano questo tema.

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