Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

Presenta a tuo figlio le fortune e le sfortune

27 Febbraio 2019 | 0 commenti

Prevenire il tabagismo da bambiniSe hai un figlio piccolo, fagli capire quali sono le sue fortune, affinché impari da subito ad apprezzarle e a proteggerle. Prima possibile fagli conoscere altre realtà, di persone che quelle fortune non hanno: persone nate in guerra, persone con difficoltà economiche, ma soprattutto persone con disabilità e persone malate. Con la giusta cautela, non verrà traumatizzato se lo avvicinerai a chi soffre per una malattia, e farai in modo che concentri la sua attenzione non sulla sofferenza, ma su quello che può fare per alleviarla.

Leggi tutto l'articolo...

Il paradosso dello status symbol: il lusso non attrae nuovi amici

23 Agosto 2018 | 0 commenti

Status symbol paradoxContrariamente a quanto molti si aspetterebbero, sfoggiare beni molto costosi non serve ad attirare potenziali nuovi amici; si ottiene anzi l’effetto opposto. Questo il risultato di uno studio pubblicato nell’agosto di quest’anno su Social Psychological and Personality Science.

Le persone sono più attratte da chi possiede cose che denotano uno status medio, ad esempio vestiti acquistati in un supermercato.

Il dr. Stephen Garcia, che ha diretto lo studio, ha detto:

“Spesso pensiamo che uno status symbol (un’automobile di lusso come una BMW, una borsa di una marca come Prada, o un costoso orologio come un Rolex) ci renderà socialmente più attraenti agli occhi degli altri. Tuttavia la nostra ricerca suggerisce che questi segnali di status in realtà ci rendono meno attraenti, anziché maggiormente.”

Leggi tutto l'articolo...

“Smetto quando voglio (di correre)”: il solo traguardo è il piacere

14 Agosto 2018 | 0 commenti

Mentre stavo correndo mi è venuta voglia di registrare un video per consigliarti un approccio all’attività fisica simile a quello con cui stavo affrontando la mia fatica. Fatica che all’inizio percepivo come più fastidiosa, e che dopo circa 10 minuti tendevo ad ignorare di più.

L’approccio a cui mi riferisco è “posso smettere quando voglio”. Una frase che ricorda tabagismo o altro tipo di dipendenze, proverbialmente nella bocca di chi dovrebbe smettere di fare qualcosa che invece vuole continuare a farla in quanto piacevole o in quanto mitiga un disagio.

In questo caso invece il significato è un po’ ribaltato: puoi applicare il “posso smettere quando voglio” a un’attività che ti sta piacendo meno a causa della fatica. È un’utile frase da pensare se stai correndo e vuoi liberarti da pensieri del tipo “Ce la farò a finire il percorso che mi ero prefissato?” oppure “Devo farcela”. Oppure “Devo farcela, ma che sofferenza!”.

Infatti non devi farcela. Ti consiglio di

non prefissare nessun  traguardo e semplicemente goderti il presente senza pensare a obiettivi, tempi, velocità, chilometri, etc.

Ti do questo consiglio perché sarà tutta un’altra cosa senza quelle due voci nella testa che litigano fra loro, e cioè quella ottimista che dice che ce la farai e quella pessimista secondo cui vincerà la fatica, che ti farà fallire. Mentre qualche motivatore ti suggerirebbe di fare in modo che vinca la vocina ottimista, io ti consiglio di fare in modo che questo conflitto interno non ci sia affatto, e che tu venga sgravato da quell’inutile compito in più: pensare.

Dunque è presente la fatica, ma questo non rappresenta un problema, perché sai che smetti quando vuoi. E proprio come il fumatore che si prende in giro, è molto probabile che tu rimandi di continuo la cessazione della tua attività: non sentendoti obbligato alla fatica, la ignorerai maggiormente e potrai dunque prestare più attenzione all’altra sensazione, e cioè il piacere del movimento. Dunque smetterai molto più tardi di quello che all’inizio avresti immaginato. Ad esempio, proprio così è andata con la mia corsa: non avrei immaginato di percorrere più di 4 km senza mai fermarmi e senza che mi scocciasse continuare a correre. E invece ho completato il percorso facendo anche alcuni piacevoli scatti nella seconda metà del tragitto.

A proposito di scatti, a differenza di quello che sarebbe successo se li avessi eseguiti nei primi minuti (prima di “rompere il fiato”), la loro esecuzione mi è sembrata quasi automatica: sembrava quasi che le gambe si muovessero da sole, o fossero spinte da un motore che aggiungeva forza a quella mia, senza enormi surplus di fatica da me percepita.

Riassumendo: se corri o intraprendi una qualunque altra attività di allenamento fisico, rispondi alla spiacevole sensazione della fatica pensando

smetto quando voglio”.

Questo ti permetterà di scaricare l’ansia da prestazione e quindi focalizzare l’attenzione solo sul piacere, che dev’essere il tuo traguardo principale, che viene ancora prima dei benefici riguardanti performance e salute. In questo modo probabilmente la tua resistenza aumenterà e la tua esperienza sarà più proficua e appagante.

Aggiornamento per gli agonisti:

Ho ascoltato questo audio di Gian Mario Migliaccio, in cui l’atelta Laura Cecconi spiega tre tecniche che smentiscono apparentemente ciò che ho detto io qui sopra, utilizzate da lei e da molti altri atleti di sport di resistenza nei momenti di maggior fatica, quando la forza di volontà viene messa a dura prova:

– Al pensiero “Non ce la faccio”, rispondesi “Sì, ce la faccio”

– Visualizzare la situazione post-gara in cui, ad esempio, si sta riposando e mangiando

– Pensare al perché si sta facendo quella gara e a quello che si è già fatto fino ad allora

Ho parlato di smentita apparente perché una cosa sono le gare, in cui hai un preciso obiettivo in termini di performance; altro è l’attività fisica individuale in cui l’obiettivo non è un risultato oggettivo, ma la propria salute.

E l’allenamento per uno sport agonistico a quale delle due situazioni si avvicina di più?

Questo lo decide l’allenatore a seconda della fase di allenamento. Dipende dalle condizioni fisiche dell’atleta, dal periodo che lo separano dal giorno della gara, etc.

Leggi tutto l'articolo...

Il mestiere dei tuoi sogni nel mondo reale

15 Giugno 2018 | 0 commenti

Lavoro dei miei sogniSpesso pensando al mestiere che a prima vista può sembrare il più bello in assoluto si dimentica due aspetto importante: il beneficio che il mondo trae da quel lavoro, e quali sono le persone che compongono quel mondo. Quel mondo di clienti interessati a che tu faccia quel mestiere.

Qualche esempio:

Leggi tutto l'articolo...

E se il tuo cervello non accetta la verità?

13 Aprile 2018 | 0 commenti

Se l'oggettività dice una cosa, e il tuo cervello dice il contrario...Cosa succede quando si ha un’illusione ottica, ad esempio quando si guarda questa immagine, in cui le fasce azzurre sembrano oblique e di diversa inclinazione, ma sono in realtà orizzontali e parallele fra loro? Comincia una sorta di battaglia fra la nostra parte razionale e quella parte del nostro cervello che continua a illudersi dell’apparenza. Dopo aver eseguito una verifica con una misurazione cerchiamo di guardare quelle fasce e percepirle come orizzontali, ma il cervello continua a dire la sua: ha comunque l’impressione che non sia così.

Nelle situazioni in cui il cervello fatica pesantemente ad allinearsi con la realtà, l’esperienza che si vive può essere una sorta di frustrazione divertente, se si tratta di un gioco di prestigio, di un’illusione ottica, di un indovinello matematico o simili. La cosa non è invece così divertente in altri tipi di situazioni…

Leggi tutto l'articolo...

“Vissuti”, sito di esperienze difficili superate

5 Aprile 2018 | 0 commenti

Quando si è superata una brutta esperienza, raccontarla agli altri (si tratti di persone conosciute oppure al grande pubblico, anonimamente oppure mostrandosi, a seconda della propria indole) può rappresentare un momento di benessere e soddisfazione. Fa piacere anche la consapevolezza che il proprio racconto potrà incoraggiare un qualche lettore o ascoltatore che una disavventura simile sta ancora vivendo.

Vissuti” è un sito che raccoglie testimonianze di eventi drammatici che sono stati superati o accettati. Ad esempio fatti di lutto, malattie o menomazioni, problemi di identità sessuale, dipendenze, bullismo o altre vessazioni.

Leggi tutto l'articolo...
www.psicoperformance.com - Copyright 2012 - Tutti i diritti riservati