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24 febbraio 2013 | 0 comments

Gestione del tempo: poche regole, tanto contatto coi tuoi valori

“Il tempo che usi per divertirti non è mai tempo sprecato”
> John Lennon

Esistono vari articoli ed anche libri e corsi che parlano di gestione del tempo. Classicamente si basano su rigide regole da imporre a sé stessi. Tipo:

  • dalle 2 alle 5 del pomeriggio tengo il cellulare spento e studio; esco di camera mia solo se ho bisogno di andare in bagno
  • la mia stanza dev’essere in ordine, così sono a mio agio per eseguire i miei compiti e non ho distrazioni
  • a meno che non ci sia un’urgenza controllo la posta elettronica al massimo due volte: dopo pranzo e dopo cena
  • quando sto facendo un lavoro al computer tengo chiusi Skype, Facebook e varie interfacce di chat, altrimenti mi distraggo (c’è chi addirittura si è cancellato da FB per eliminare la propria abitudine di andarci troppo spesso)

Ti propongo qualche osservazione che potrebbe forse risultare contro-tendenza per alcuni appassionati di di sviluppo personale.

Non ho nulla contro questo tipo di regole, SE chi deve applicarle ha già l’atteggiamento adatto per seguirle. In caso contrario, la persona a cui vengono suggerite (o che se le auto-impone) finirà per ignorarle e quindi auto-deludersi.

Inoltre non ho nulla contro queste regole se servono davvero.  E cioè se

– gli obiettivi
– il lasso di tempo entro cui raggiungerli

sono stati decisi a seconda dei valori tuoi e non di qualcun altro.

Questo articolo è rivolto alle persone che hanno fatto l’errore di darsi obiettivi e/o tempi di realizzazione che rispondono a valori non propri, ma di qualcun altro.

SACRIFICARSI PER IL FUTURO ?

Il “sacrificarsi” allo scopo di avere qualcosa di buono in futuro è, oltre certi limiti (che secondo me sono ben stretti) un perverso paradosso, a meno che non si abbiano validi motivi per sostenere che ad es. l’anno 2018 sia più importante del 2013.

Se è certamente da incoscienti non occuparsi del futuro, è certamente poco rispettoso nei confronti di sé stessi vivere solamente nel futuro, considerando i minuti e le ore presenti unicamente come un mezzo e non un valore di per sé. Sarebbe come se il sé stesso del futuro schiavizzasse il sé stesso dell’oggi. Assolutamente ingiusto e antidemocratico. La formica che saggiamente durante la stagione calda fa provviste per l’inverno, non per questo sta tutta l’estate senza mangiare!

ELIMINARE LE DISTRAZIONI ?

Se qualcosa ti distrae non infastidendoti, ma rappresentando per te una tentazione, è perché ti piace.

Se ti distrae spesso, allora trovi piacevole che catturi la tua attenzione spesso.

Se hai un compito da eseguire, sai che è importante e ti fai comunque distrarre da qualcosa che ti piace, significa che secondo i tuoi gusti e i tuoi valori è giusto vivere con questo ritmo.

E SE HAI UNA SCADENZA DA RISPETTARE?

Comunque non c’è bisogno di regole, auto-imposizioni, forzature, etc per essere costante nel tuo lavoro: si tratterebbe un po’ di una violenza (o tentata violenza :-)) es. da parte del te stesso delle 14.30 nei confronti del te stesso delle 14.50. Facile introdurre regole, quando devono essere gli altri a rispettarle. E anche un “sé stesso qualche minuto dopo”, quello che senza l’imposizione di quella regola si comporterebbe diversamente, è in questo senso considerabile alla stregua di un’altra persona.

C’è un’alternativa alle auto-imposizioni, anche quando hai una scadenza da rispettare (a proposito… lo è davvero?). Si tratta di un’alternativa molto migliore e più sostenibile: tenere sempre presente che ore sono, che giorno è, cos’hai voglia di fare adesso e cos’hai voglia di ottenere nel futuro a breve e lungo termine. In particolare, tenere presente tutto ciò ogni volta che ti trovi di fronte a un’azione da compiere o meno. Così, per decidere se fare o no quella cosa, e per decidere quale sia la prossima attività in cui cimentarti (sia essa di impegno o di svago), ti basterà chiederti:

“Considerando ciò che sarebbe immediatamente piacevole fare in questo momento e considerando che ho anche quell’obiettivo futuro, quale azione mi sento spinto a fare adesso?”.

Con questo atteggiamento sarà molto più facile avere chiara la prossima azione da fare e di cui non ti pentirai, si tratti di un’azione che serve a goderti il presente o a prepararti per il futuro.

LE SCADENZE INVENTATE

Un mio medico curante disse a una mia parente qualcosa del genere: “Ho fatto tutto con calma: mi sono laureato tardi, ho cominciato a lavorare ancora più in là, eppure ho fatto a tempo a trovare la donna della mia vita e a fare figlioli”. Quando me lo raccontò notai che in effetti la sua espressione del volto mi aveva sempre dato l’idea della persona che ha deciso di seguire il proprio ritmo naturale.
Una mia amica (anche lei medico… tu sai chi sei :-)) mi disse: “La mia paura è di arrivare in fondo alla mia vita e non aver compicciato niente”. È un caso opposto al precedente: una persona che addirittura si sentiva in dovere di fare qualcosa anche se non sapeva di che si trattasse esattamente, e di farlo entro una certa data, anche quella imprecisata. Ciò significa aver accettato che la propria “agenda” e le proprie scadenze siano da plasmare su valori esterni ai propri.

Questo ti consiglio sulla gestione delle tue attività quotidiane:

mantieni la tua libertà di ritmo, senza confrontarlo con quello altrui
perché ogni vita è diversa e multidimensionale, e nessuna persona è nata per gareggiare con le altre tranne quando il confronto è motivo di divertimento, come nei giochi e nello sport.

e

dai attenzione alle tue sensazioni presenti quanto ai tuoi obiettivi per il futuro
perché è “mettendo a sistema” questi due dati che otterrai la prossima azione da compiere in linea con ciò che vuoi davvero.

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