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17 aprile 2015 | 0 comments

Relazioni e collaborazioni: cercare sì, mendicare no

Avevo già pubblicato 3 anni fa un articolo + video su argomento del tutto simile a quello di oggi, ma improntato sull’ipotetico inizio di una relazione di coppia. Estendo qui il concetto al campo degli affari: potenziali clienti / soci / affiliati a un network marketing, etc.
… E no, non conto di scrivere un altro articolo simile l’anno prossimo, quindi, ti avverto da subito che ciò che stai per leggere vale per ogni tipo di relazione (amici, probabili componenti di un gruppo musicale, compagni di sport, etc).

Sembrava stesse nascendo un importante e piacevole / proficuo rapporto di collaborazione con quella persona… che a un certo punto cambia atteggiamento: smette di contattarti, è sempre più sfuggente o addirittura non risponde a telefonate e messaggi. Che fare? Prima la risposta veloce, poi quella articolata…

Risposta veloce

smetti di elemosinare amicizia / collaborazione / partnership da questa persona, poiché:

  • così facendo perdi tempo che potresti dedicare ad altri
  • importunare una persona (anche se ha torto a non considerarti, avendoti promesso il contrario) ti fa passare da rompiscatole e rischia di intaccare la tua reputazione
  • la persona potrebbe pensare di te “se ha tutto questo tempo per pregare chi come me che non lo considera, allora è messo male, dunque avere a che fare con lui non dev’essere così fruttifero, a conferma di ciò che intuivo”.

Risposta articolata

La trovi in un dialogo fra me e una mia upline del network marketing di cui faccio parte (e nel quale sponsorizzo esclusivamente persone che sono sicuro non importuneranno il prossimo… se t’interessa, si tratta di Lifewave), dialogo che riporto poco più sotto (con qualche piccola modifica per adattare il dialogo all’articolo).

Si tratta fra l’altro di un’occasione per chiarire, ce ne fosse bisogno, che il training in un network marketing (detto anche multilevel marketing), come migliaia di altri tipi di training, non è educativo o diseducativo di per sé. Dipende da come viene fatto, anche all’interno della stessa azienda (i cui membri non a caso sono detti distributori indipendenti). Buona lettura…

——

> non si molla un contatto
> così solo per paura di sentirsi dire rompiballe.

Se una persona non mi risponde al telefono e non mi richiama, né mi risponde a un SMS significa che non vuole sentirmi. Quindi se insisto non ho la “paura”, ma la certezza di essere un rompipalle, o per lo meno uno che fa la figura del rompipalle.
Che poi lei sia maleducata a non rispondere (in effetti sarebbe educato dirmi semplicemente “la cosa non m’interessa”) è un altro discorso; rimane il fatto che non voglio importunare nessuno, indipendentemente da chi ha ragione. Anche perché la fama di rompipalle, veritiera o no, si può espandere anziché rimanere nella sola testa di quella persona.

> Lei é stata maleducata ma tu dai per certo solo supposizioni

Oh, noooooooo, non è affatto sicuro che mi stia evitando: quando si fanno supposizioni bisogna considerare sempre un’ipotesi alternativa:

> Le abbiamo già dimostrato di avere un prodotto valido che può
> aiutare gli altri. Non voglio importunare nessuno, però voglio e pretendo
> rispetto da chi contatto perché io sono un professionista e non un
> rompiballe; se questo non lo facciamo capire allora dobbiamo lavorare
> su di noi per farci rispettare.

Ma vedi, ci sono due aspetti da considerare:

ciò che pensi tu –> puoi cambiarlo lavorando su di te, e nella fattispecie non c’è nulla da cambiare perché hai già ragionissima

ciò che pensa lei –> a volte puoi cambiarlo, a volte no; nella fattispecie della persona che ripetutamente e volontariamente non ti risponde al telefono né agli sms né ti richiama, e in più ti aveva scritto “ti contatto io quando ho tempo”, l’esperienza mi insegna che non c’è modo di cambiare il concetto sbagliato che c’è nella sua testa; ovvero tu, che nella realtà sei un educatissimo professionista che pretende solo il rispetto che merita, nella sua testa sei un rompipalle, e questa idea si rafforza quanto più tu contattandola tenti di smentirla (oltre al danno la beffa).

——-

Il mio consiglio:

se una persona nei fatti si dimostra disinteressata a una tua proposta nonostante quanto dichiarato verbalmente, rinunciaci.

Non dare spazio né alla speranza di “recuperarla”, né al tuo orgoglio che vorrebbe farle notare quanto è stata scorretta. Entrambe le “tentazioni” portano quasi sempre a conseguenze non migliorative, ma peggiorative. Piuttosto, rivolgi l’attenzione a qualcun altro.

Tanto più che una persona così inaffidabile è probabilmente inadatta alla collaborazione che le stavi proponendo!

Chissà, magari fra un anno o cinque anni per qualche motivo si interesserà per davvero alla tua proposta (e si farà viva di propria iniziativa), e allora potrà avere senso riprenderla in considerazione. Ma non adesso. Non sprecare, ma impiega bene il tuo tempo e le tue energie.

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